di Rocco De Papa

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione, molto condivisibile, di un nostro affezionato Lettore, che pone all’attenzione di tutti noi una questione di estrema attualità e rilevanza. Buona lettura!

Il più grande beneficio che si ottiene dalla lettura, è l’arricchimento del linguaggio. Ciò che principalmente ha contribuito all’evoluzione dell’uomo, a distinguersi dalle altre creature, è stato l’uso del linguaggio, la forza creatrice della parola. La parola crea pensiero.

La ricchezza di linguaggio aiuta, non solo ad esprimere i pensieri, ma soprattutto a concepirli. La parola crea pensiero, riflessione, idee, dubbi, opinioni, cultura, stati d’animo, amicizia, amore.

Lo scrittore turco premio Nobel Oran Pamuk scrisse: “Quando le parole creavano immagini, eravamo più felici”. Da quando la parola invece ha subìto il sopravvento dell’immagine, da quando l’immagine di sé conta più dell’essere, da quando le parole stesse sono diventate immagini, sulle quali sorvolare, siamo diventati veramente più infelici.

Le immagini hanno soppresso quella parola che ci ha civilizzati, innescando un processo di disumanizzazione. L’assuefazione alle immagini ci rende insensibili e le immagini più crude si scivolano addosso. L’eccesso di immagini ingabbia l’immaginazione, ottunde la mente e impedisce di generare quel pensiero che ci rende uomini e non bestie.

Forse per questo, il comandamento vieta di farci immagine alcuna

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