Dopo il flagello xylella che ha inciso pesantemente sulla produzione olivicola e che ha deturpato l’immagine della campagna salentina, un nuovo spauracchio si è presentato per gli agricoltori. Cresce l’emergenza idrica e le direttive di Acquedotto Pugliese e della Regione Puglia sono di dare precedenza al fabbisogno di acqua potabile piuttosto alle esigenze dei campi e delle industrie.

Secondo Coldiretti, il rischio è che intere filiere alimentari locali vadano in sofferenza nei prossimi mesi, con ricadute economiche gravi su aziende e occupazione. Secondo gli ultimi dati l’invaso di Occhito contiene appena 42 milioni di metri cubi d’acqua, un livello prossimo al così detto “volume morto” fissato a 40 milioni di metri cubi. Il rischio di esaurimento totale è reale.

Alla base –secondo l’Acquedotto Pugliese- c’è la grave crisi climatica con precipitazioni scarse, temperature oltre la media e, di conseguenza, poca acqua a disposizione.

Le sorgenti offrono oggi il 28% in meno di acqua rispetto alla media decennale, mentre gli invasi registrano un calo del 61%. A incidere ulteriormente sono i prelievi condivisi con Campania e Basilicata per usi agricoli e industriali, oltre a quelli potabili.

Le misure adottate, come le innovazioni del sistema e la riduzione della pressione, non hanno sortito gli effetti sperati e le previsioni rimangono critiche, al punto che si pensa che l’acqua basterà solo fino a gennaio 2026.

Intanto la Giunta Regionale ha dichiarato lo stato di crisi regionale per rischio da deficit idrico; ha quindi approvato il Piano di emergenza che ha ad oggetto il comparto potabile. Si tratta di un Piano predisposto da Acquedotto Pugliese.

Il Piano prevede una serie di interventi immediati e di medio-lungo periodo. Tra le misure più urgenti: la regolazione delle pressioni di rete, la razionalizzazione delle erogazioni e la priorità assoluta dell’acqua potabile rispetto all’uso agricolo e industriale. 

Quindi si cerca, almeno, di garantire l’acqua potabile e di ridurre drasticamente l’uso dell’acqua in agricoltura.

Sono previsti anche interventi strutturali per migliorare la resilienza del corpo idrico, come il potenziamento delle infrastrutture di adduzione e distribuzione, la riduzione delle perdite di rete e la promozione del riuso delle acque reflue affinate. Tutte le azioni saranno realizzate da AQP, cui è stato conferito mandato diretto per l’attuazione degli interventi.

 

 

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