TRICASE, 30 DICEMBRE 2025 - Nel primo anniversario della scomparsa di don Donato, i nipoti hanno voluto compiere un gesto carico di affetto e significato: durante la celebrazione nella chiesa di Sant’Antonio, hanno donato alla comunità alcuni oggetti personali del caro don Donato, insieme a una lettera carica di spiritualità e memoria.

 

La lettera di Ilaria BLEVE

Carissima comunità parrocchiale di Sant’Antonio e sacerdoti e diaconi presenti, vi porgo i saluti e gli auguri da parte di tutti noi familiari di don Donato. 

Ad un anno esatto dalla scomparsa dello zio, con l’affetto che ci lega a questa comunità, abbiamo voluto ritrovarci insieme a voi, per celebrarne la vita e la fede.

Nonostante siamo tanti nipoti, abbiamo deciso all’unanimità e liberamente di donarvi alcuni oggetti personali dello zio: la bellissima pianeta simbolo del suo ministero sacerdotale, che stasera don Pierluigi indossa insieme alla stola che, potremmo dire, rappresenti tutti voi portati per tanti anni e con amore sulle sue spalle, il manipolo e il calice che sono qui esposti, tutti relativi al giorno della sua ordinazione il 9 luglio 1966. L’altro calice, regalo per il 25esimo anniversario, verrà utilizzato per la celebrazione di questa sera, e un camice.

Mentre stiamo percorrendo quello che sarebbe stato il 60esimo anno dall’ordinazione sacerdotale dello zio, che si completerà quindi il 9 luglio prossimo, ci sembrava bello riconoscere in voi la sua sposa, coloro ai quali ha cercato con il suo amore di trasmettere un amore più grande, quello di Dio per il suo popolo e la speranza nella vita nuova che è Cristo. Lo ha fatto in mille modi, dando spazio a chi aveva iniziativa, idee, e aiutando tutti ad operare insieme secondo le proprie capacità. Lo ha fatto con la cura per i bambini, ma anche per gli anziani, gli ammalati, i fragili, perché tutti insieme “siamo la chiesa”.

Ha anche trascorso tante ore della sua vita e notti insonni a comporre melodie sul suo pianoforte perché la preghiera dentro di lui si faceva canto nuovo. Anche quel pianoforte noi oggi lo consegniamo a voi perché lo custodiate con amore nel suo ricordo e possa essere un ausilio per i ragazzi per coltivare la bella arte della musica.

Vi doniamo anche il ritratto dello zio, realizzato dal maestro Xenopoulos, dopo il lavoro del grande affresco absidale di questa chiesa. Lo realizzò quando era tornato in Grecia e lo zio fu sorpreso proprio dalla sua capacità di ricordare i suoi lineamenti senza che gli fosse davanti, né avesse delle fotografie.

Questi beni vengono dati perché vengano utilizzati dalla Parrocchia per le attività liturgiche e pastorali, e che vengano custoditi con cura.

Permettetemi di ricordare stasera anche le zie Anna, Teresa e Pompea, che si presero cura dello zio fino al 2006 e si lasciarono sempre coinvolgere nel servizio a questa parrocchia, dai fiori alle tovaglie ai vari paramenti liturgici, ma anche con generosità nel donare i propri risparmi per la costruzione di questa chiesa, come ricorda anche l’abside che ne riporta i nomi.

Per noi familiari questa parrocchia è carica di ricordi, sin da quando eravamo bambini nella chiesa dei cappuccini e questa in cui ci troviamo ora che tante energie comportò da parte dello zio e della comunità. Parlava spesso in particolare delle tante iniziative e del tanto impegno delle catechiste (anche di chi non c’è più) per la raccolta dei fondi e poi di tanti che si prodigarono per lo stesso fine. Anche le nostre famiglie parteciparono. 

Questa parrocchia perciò, al di là di quanto riusciamo a frequentarla personalmente, avrà sempre un posto speciale nel nostro cuore.

Voi avete avuto l’esclusiva della sua missione sacerdotale, e lui, fondatore della parrocchia è diventato espressione di quella pietra angolare ancora più solida che è Cristo ed oggi ormai intercede per noi presso il Padre.

Il ricordo di ciò che il vostro  parroco don Donato ha costruito insieme a voi, e non mi riferisco più alle pietre di questa chiesa, ma a voi come persone, è una memoria che rimane. Rimane nei vostri cuori e nella vostra formazione. È necessario che rimanga l’effetto della sua azione pastorale: i gesti, la cura, l’affetto, i sorrisi, a volte i rimproveri, lo sprone anche solo con uno sguardo, come giorni fa mi ricordava qualcuno di voi. Per questa azione don Donato è nato ed ha operato in mezzo a voi per tutta la sua vita di sacerdote, fino all’ultimo giorno.

Noi vi ringraziamo per l’affetto che gli avete espresso nei tanti anni e per la cura che diversi di voi si sono presi di lui in varie situazioni e in vari modi, e ci auguriamo di camminare ancora insieme sulle orme di Cristo e di questi testimoni luminosi che Egli stesso ci ha “donato”. Grazie a tutti.

 

 

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