di Alessandro DISTANTE

E’ bello salutare l’arrivo della Primavera con due notizie delle quali forniamo altre informazioni nelle pagine interne. Da un lato, l’approvazione da parte del Consiglio Comunale, all’unanimità, del Regolamento della Consulta comunale giovanile del Comune di Tricase; dall’altro, l’avvio di un percorso di co-progettazione dedicato all’emergenza educativa dei più giovani. Due delibere del Comune che puntano i fari sulla partecipazione dei giovani, canale privilegiato per rimediare a possibili devianze e per educare alla democrazia.

Senza entrare nel dettaglio delle due iniziative, è importante che l’intera comunità si interroghi e cerchi soluzioni a due emergenze che non sono soltanto di Tricase ma che sono diffuse, potremmo dire, in tutto l’Occidente. La crisi giovanile porta ad episodi drammatici, episodi che, il più delle volte, rappresentano gli esiti estremi e disperati di situazioni di disagio non adeguatamente attenzionate.

La crisi democratica rischia di portare ad una indifferenza che, spesso, è l’anticamera per svolte autoritarie delle quali si avverte sempre di più la pericolosità.

Ed allora ben vengano iniziative come quelle approvate dal Comune, tanto più valide se coinvolgono l’intera comunità prevedendo la partecipazione nel compito educativo, non soltanto delle Scuole o delle Istituzioni, ma anche degli enti associativi e delle famiglie. E già, perché il compito educativo non può essere riservato solo a chi, come soggetto pubblico, è chiamato a dare risposte; il compito educativo non può prescindere dalla collaborazione ed anzi dalla partecipazione attiva della famiglia.

Lo spazio da riservare al protagonismo dei giovani trova, poi, concreta possibilità di azione nella Consulta, che è un Organo misto, nel senso che vede la presenza anche di adulti, nella persona dei rappresentanti dei Consiglieri comunali, un importante raccordo tra lo spontaneismo tipicamente giovanile e la conoscenza di percorsi e di canali istituzionali, imprescindibili in processi di partecipazione democratica.

Abituarsi al confronto intergenerazionale e con le Istituzioni è l’allenamento necessario per educarsi al bene comune.

Le belle notizie primaverili dovranno trovare risposte nella formazione delle liste per il prossimo Consiglio comunale; una presenza di giovani che non sia soltanto espressione di una necessaria attenzione ad una fascia di cittadini e quindi attenzione ai loro voti, ma che sia segno concreto di voler dare voce e potere decisionale anche ad una categoria fondamentale per lo sviluppo del territorio. Già adesso le dichiarazioni rilasciate dai candidati a sindaco sottolineano con forza l’esigenza programmatica di creare le condizioni perché i giovani restino a Tricase o vi possano fare ritorno. Ed allora quale migliore occasione se non quella di coinvolgerli nella formazione dei programmi e nell’elaborazione di proposte che li vedano non solo destinatari di interventi, ma protagonisti di progetti concreti e aderenti alle loro esigenze ed aspettative?

E’ primavera e speriamo che duri!

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