di Alessandro DISTANTE
La Città comincia ad essere meta dei vari esponenti politici che, ad altri livelli, rappresentano la Provincia, la Regione e lo Stato.
La frammentazione delle candidature tricasine li porterà a rendere attestazioni di stima e di sostegno chi all’uno e chi all’altro.
Niente di male, se non fosse che la loro presenza costituisce la migliore riprova degli effetti della frammentazione: la logica del divide et impera, di antica memoria, è sempre attuale e, purtroppo, ormai da decenni.
In nome di pseudo ideali e di pseudo questioni su chi sia responsabile di divisioni e contrapposizioni, si perpetua una frammentazione che interessa tutti.
Il Centro Destra ha un candidato sindaco (Pispero) che ha l’appoggio ufficiale soltanto di una forza di quello schieramento e cioè di Fratelli d’Italia. E gli altri: dove sono Forza Italia e la Lega?
Il Centro Sinistra vede una doppia candidatura (Chiuri e Carità); malgrado un percorso fatto insieme in Consiglio comunale e con riunioni unitarie per prepararsi alla competizione elettorale, si presentano oggi agli elettori con una doppia candidatura.
Ma lo scenario e la frammentazione è ancora più articolata e profonda: i sostenitori del candidato Morciano hanno lavorato a lungo per una sua candidatura come espressione dell’intero Centro Sinistra; fallito quel tentativo, si è passati ad una candidatura “civica” che vede il sostegno di esponenti autorevoli del Centro sinistra, così aggravando ancora di più quelle divisioni che non giovano alla Città.
Per De Donno, il discorso è ancora più complesso: eletto la volta scorsa con il sostegno, oltrechè di pezzi del Centro destra, del principale partito della sinistra (PD) e nominato referente di un Movimento politico CON vicino al PD, ha poi perso l’appoggio del PD ed ha dovuto subire l’implosione, non per sua colpa, del Movimento del quale era referente per il Capo di Leuca, senza approdare nell’altro schieramento politico. Si presenta ora con una proposta civica con il sostegno di pezzi del Centro sinistra e del Centro destra. Divisione nella divisione
Rimane Errico che, fin da principio, ha qualificato la sua candidatura come proposta civica e quindi non riconducibile ad alcuno schieramento politico e, di conseguenza, di nessun peso al di fuori delle mura cittadine.
Insomma, il quadro è di una frammentazione che difficilmente troverà punti di sintesi nel quasi certo turno di ballottaggio; rimane il fatto che, ancora una volta, Tricase perde l’occasione per presentarsi con un sindaco spendibile in altri contesti o comunque con un sindaco che abbia un peso elettorale e quindi politico utile per “imporre” altri tricasini per altre competizioni di livello regionale o nazionale.
Gli esponenti politici che in questi giorni verranno da fuori, troveranno il modo per portare a casa un risultato; l’appoggio che daranno all’uno o all’altro candidato rappresenterà il conto che il candidato (eletto o non eletto) dovrà saldare in occasione della loro candidatura o ricandidatura. Intanto la Città, con il beneplacito e con la complicità dei politici d’altrove, continua a farsi guerra al suo interno, senza rendersi conto che la crescita di un territorio passa per una capacità di esserci a più livelli, siano essi provinciali, regionali o nazionali.
Una Tricase incapace di trovare sintesi; forse è il momento di fare un esame di coscienza e di invocare più responsabilità mettendo in secondo piano velleità personali, magari utili a vincere una battaglia ma non certo la guerra.
Buona notte, Tricase!
di Alessandro DISTANTE
Definiti i candidati, le liste e gli schieramenti. Pronti? Si parte!
Una prima riflessione: i candidati alla carica di sindaco sono sei.
C’è chi dice che sono troppi. Indubbiamente la molteplicità di proposte porta alla luce una incapacità di trovare punti di sintesi, specialmente quando si è di fronte a proposte che si richiamano ad aree politiche comuni. E’ quanto accaduto nel centro destra dove, rispetto al quadro nazionale, a sostenere il candidato a sindaco (Pispero) vi è ufficialmente soltanto Fratelli d’Italia e non anche Forza Italia o la Lega. Allo stesso modo nel centro sinistra, oltre ad una proposta (Chiuri) ufficialmente sostenuta da Partiti e Movimenti dichiaratamente di centro sinistra, ve ne è un’altra (Carità) nella quale i valori e la storia dei suoi principali interpreti è, pur essa, riconducibile al centro sinistra. Ma anche nelle tre proposte civiche (De Donno, Morciano e Errico) vi sono storie e riferimenti politici ben individuabili, considerato che non solo vi sono candidati con precedenti esperienze riferibili a precise colorazioni politiche, ma gli stessi candidati a sindaco hanno “contaminazioni” politiche: De Donno con candidature nel CDU e in Articolo 1 (oggi PD) e attualmente sindaco con il voto di partiti del centro sinistra (e non solo); Errico con precedenti appartenenze a PD e Cinque stelle e Morciano, personalmente mai schieratosi, ma con alle spalle, tra i suoi principali sponsor, personaggi di peso del PD provinciale e di passate esperienze amministrative tricasine dichiaratamente di centro sinistra.
Eppure meglio questo scenario che quello, veramente desolante, verificatosi in alcuni Comuni del Salento (vedi Martano e Ruffano) dove a candidarsi a sindaco vi è un solo aspirante. Quale confronto potrà esserci? Quale possibilità di scelta per l’elettore? Nessuna. Pertanto meglio troppi che uno solo! Del resto il nostro sistema elettorale (Comune con più di 15.000 abitanti) prevede il doppio turno e ciò consentirà di verificare possibili convergenze e quindi possibili sintesi che sarebbero utili anche per presentare proposte elettorali pesanti in altri contesti (Regione e Parlamento) ed evitare, ancora una volta, di fare il gioco di chi, dall’esterno, ha interesse ad una Tricase divisa.
Una seconda riflessione: i candidati sono tutti uomini e nessuna donna. E’ un dato indubbiamente negativo ma che è, purtroppo, in sostanziale continuità con la storia politica tricasina, se si eccettuano alcune candidature del passato (ultima quella di Maria Assunta Panico). Certo, per legge, le liste e poi la Giunta devono avere una quota riservata alle donne e, ovviamente, tale obbligo è stato e dovrà essere rispettato, ma la questione è che per il ruolo di vertice vi è una completa assenza, a differenza di quanto accaduto in altre realtà vicine a Tricase (vedi ad esempio Maglie dove i quattro candidati sono divisi alla pari tra uomini e donne oppure a Corigliano d’Otranto, due donne e un uomo). Il dato deve far pensare, specialmente se si considera la vivacità del mondo femminile tricasino in altri campi sociali, culturali, imprenditoriali e professionali.
Una terza riflessione: i giovani. Le liste si caratterizzano per un’ampia presenza giovanile. Molti sono alla prima esperienza ed è questo indubbiamente un bel segnale che fa pensare, immediatamente, al voto giovanile registrato negli ultimi tempi, a livello nazionale, in occasione del referendum sulla giustizia oppure alla mobilitazione dei giovani contro le guerre. L’importante è che le candidature dei giovani non siano avventure senza continuità. Un ruolo fondamentale, in questo, dovranno svolgerlo i partiti e i movimenti che oggi propongono questi giovani: non dovranno utilizzarli soltanto per riempire oggi le liste e poi non affiancare alla loro disponibilità un percorso di maturazione e crescita politica. In questo senso la mancanza di precedenti esperienze, in molti di loro, suscita alcuni punti interrogativi ed alcuni spazi di dubbi e incertezze. La speranza e l’augurio è che si tratti di una tappa di un impegno civico non occasionale e, tanto meno, interessato.
La quarta riflessione è sulla molteplicità di liste a sostegno dei sei candidati. La comune narrazione è che un candidato è tanto più forte quante più liste lo sostengono. La spiegazione è semplice: più sono i candidati consiglieri più sono i voti, in una logica dove il voto viene dato sulla base delle conoscenze personali. E’ una logica che non premia le capacità, ma che “pesa” le candidature. In questo trovano spiegazione candidature di alcuni tradizionali portatori di voti che, nelle varie competizioni, cambiano schieramento a seconda “dell’aria che tira”.
Più forte politicamente e più utile alla Città sarebbe una proposta elettorale con un candidato sindaco ed una sola lista formata dai “migliori” e che, in caso di successo elettorale, possa già rappresentare una qualificata squadra di governo. Per completezza: il candidato Errico si presenta con un’unica lista, ma appare una soluzione necessitata e di ripiego e non una scelta, considerato che il candidato aveva preannunciato la presentazione anche di una lista di giovani della quale, invece, non vi è traccia.
Una quinta riflessione: la comunicazione elettorale viaggia attraverso manifesti murali e social. Una novità sono i manifesti dei candidati consiglieri; non ricordo che in passato vi siano state analoghe iniziative e questo conferma la crisi della mediazione, una volta operata dai partiti: oggi il rapporto è diretto come è confermato dall’uso dei social.
Sono alcune riflessioni ad inizio della campagna elettorale; per l’esame dei programmi rinviamo ai prossimi numeri.
di Ercole MORCIANO
25 Aprile, Festa della Liberazione: è la migliore occasione per ricordare i 47 militari Tricasini che, dopo l’8 settembre 1943, coraggiosamente si rifiutarono di combattere affianco ai nazisti tedeschi, consapevoli che sarebbe toccata loro la deportazione in Germania.
Se il ricordo è possibile, lo dobbiamo ad uno storico appassionato che ,con un lavoro di ricerca durato decenni, è riuscito a stendere gli elenchi dei militari dei vari comuni della provincia di Lecce che scelsero di resistere e che pertanto non devono essere dimenticati. Autore della ricerca è Pati (Ippazio Antonio) Luceri, originario di Martano e professore di storia nei licei (ha insegnato anche nel Liceo Scientifico “Stampacchia” di Tricase). Con gli esiti del suo immenso lavoro di compulsazione di vari archivi, da quelli militari a quelli civili e diplomatici, compresi quelli del Vaticano, ha pubblicato vari volumi, l’ultimo dei quali, il terzo, è stato edito lo scorso anno e di recente è stato presentato anche a Tricase.
È bene ricordare i nomi dei nostri concittadini di Tricase e frazioni che, resistendo alle minacce dei nazifascisti, affrontarono con coraggio le conseguenze della loro scelta dopo l’8 settembre 1943: Accogli Luigi, Agostinelli Rocco Spiridione di Antonio (1918), Alfarano Giuseppe di Luigi (1902, il più anziano), Attanasio Carmine di Gregorio (1922), Attrotto Giovanni di Salvatore (1922), Aymone Manfredi di Ardizzo (1917), Baglivo Antonio di Fortunato (1910), Baglivo Cosimo di Michele (Depressa 1913), Baglivo Santo di Andrea (1902), Battocchio Antonio di Giovanni (1923), Bellagio Antonio di Salvatore (1922), Bellucci o Belluscio Vito di Mario (1923), Beneveni Angelo (Tutino 1906), Blandolino Tommaso di Leopoldo (1914), Bomba Tommaso di Antonio (Depressa 1925) il più giovane, Buccarelli Claudio di Senofonte (1921), Bonalana Rocco di Giovanni (1923), Caputo Rocco Francesco di Basilio (1910), Carbone Vito (1922), Cavalieri Corrado di Arnoldo 1917), Cavalieri Ippazio di Pasquale (1916), Cazzato Cesario di Andrea (1922), Cerfeda Abele Lucio di Giacomo (Caprarica 1917), Cerfeda Antonio di Vincenzo (1924), Chiuri Rocco Santo di Angelo (1920), Chiuri Salvatore di Angelo (1917), Ciardo Giovanni di Grazio (1920), Coluccia Giovanni di Vincenzo (1917), Coluccia Ippazio Luigi di Cosimo (1911), Coppola Antonio Giuseppe di Luigi (1911), Coppola Pasquale di Donato (1923), Cosi Carmelo di Francesco (1922), Crisostomo Rocco di Giuseppe (1912), Cuna Pasquale di Antonio (1923), D’Aversa Rocco di Cosimo (1923, De Carlo Antonio di Vito (1918), De Carlo Guido di Vito (1921), De Giuseppe Luciano di Gaetano (Tutino 1916), De Iaco Emanuele di Vito (1922), De Iaco Michele di Salvatore (1912), De Iaco Nicodemo di Paolo (1922), De Marco Adolfo di Vito (1922), De Paola Rocco di Antonio (1916), Dell’Abate Salvatore di Abramo (1914), Della Folgore Salvatore di Sante (1915), Delle Rose Antonio di Santo (1917), Dell’Uva Antonio di Luigi (1903), Di Fano Vito di Bernardino (1912), Ecclesia Donato di Michele (S. Eufemia 1912), Errico Cristofaro di Giuseppe (1912), Errico Martino di Cosimo (1916), Errico Paolo di Ippazio (1915), Errico Rocco di Carmine (1907), Esposito Giovanni di Edoardo (1925), Evangelista Umberto di Vito (1916), Ferrari Giuseppe di Giovanni (1903), Foggetti Angelo di Errico (1917), Fracasso Fedele di Alfredo (1920), Ghionna Antonio di Salvatore (1921), Giannuzzi Antonio di Saverio (1920), Giannuzzi Salvatore di Nicodemo (Lucugnano (1921), Giudice Luigi (1919), Gratis Raffaele di Giuseppe (Tutino 1913), Indino Marco Antonio di Salvatore (1912), Indino Rocco di Nicola (1915), Ingletti Giovanni di Luigi (1922), Ingletti Pasquale di Luigi (Lucugnano 1917), Laera Roberto di Demetrio (1920), Longo Donato di Vito (1920), Longo Roberto di Carmine (1910), Longo Umberto di Carmine (Depressa 1910), Maglie Donato di Francesco (1917), Maglie Giuseppe di Andrea (1907), Malorgio Vito di Pietrantonio (1911), Martini Enrico di Cosimo (1916), Mercanti Achille di Giuseppe (1910), Minerva Enzo di Vito (1924), Minerva Giuseppe Paolo di Erminio (1918), Monsellato Fioravante di Gilberto (1921), Morciano Michele di Ippazio (1911), Morciano Ottavio di Cesario (1914), Musarò Angelo di Salvatore (1922), Musarò Ernesto di Giuseppe (1920), Musio Antonio di Gabriele (S. Eufemia 1921), Musio Giuseppe di Andrea (1920), Musio Salvatore (S. Eufemia 1920), Musio Vito di Salvatore (1919), Nardi Pasuale di Filippo (1916), Nicolardi Pasquale di Vito (1920), Nuccio Serafino (1922), Panico Carmine (1912), Panico Giuseppe (1922), Panico Salvatore di Santo (1915), Peluso Giuseppe di Vito (1919), Perrone Giuseppe di Antonio (S. Eufemia (1915), Perrone Luca di Ernesto (Lucugnano 1922), Piccinni Antonio Michele di Giuseppe (1922), Piccinni Vito di Giuseppe (1918), Piscopiello Giuseppe di Giuseppe (1916), Piscopiello Salvatore di Nicola (1917), Piscopiello Vito di Salvatore (1922), Raeli Rosario di Alfredo (1915), Rizzello Raffaele di Rocco (1921), Rizzo Antonio di Giuseppe (1920), Rizzo Eupremio di Vincenzo (1914), Rizzo Francesco di Andrea (Lucugnano 1916), Roveda Rinaldo di Luigi (1923), Ruberto Andrea di Giuseppe (Caprarica 1914); Ruberto Cesare di Cosimo (1915), Ruberto Giuseppe di Donato (1912), S. (?) Giuseppe (1914), Scarascia Rocco di Adamo (1913), Scarascia Vito di Vincenzo (1915), Scarascia Vito di Cosimo (1916), Schimera Giuseppe di Giorgio (1913), Sciurti Antonio di Luigi (1921), Sodero Giuseppe di Salvatore (1914), Stefanelli Lorenzo di Arturo (1922), Turco Francesco di Salvatore (1905), Turco Antonio di Annino (1908), Turco Giovanni di Salvatore (1916), Turco Saverio Ambrogio di Carmine (1909), Turco Vito (1925).
I militari furono catturato dai tedeschi nella penisola balcanica, in Albania e in Grecia e deportati in Germania nei campi di concentramento o nei luoghi di lavoro coatto. Man mano che i fronti di guerra si avvicinavano a Berlino, nell’aprile 1945, furono liberati dagli anglo-americani o dai russi. Nella foto, ripresa a Tricase-Porto il 15.03.1938, compaiono due miei zii, entrambi in elenco: Giuseppe Peluso, (primo da sn,) zio materno, liberato dai russi e trasferito nel gulag di Renicampo n. 38, dove morì il 2 febbraio 1945 e lo zio paterno Ottavio Morciano, liberato l’8 maggio 1945 e rientrato felicemente a Tricase. Entrambi erano stati bravi calciatori del Tricase, citati da Alfredo De Giuseppe nel suo libro sulla storia del calcio tricasino.
di Pino GRECO
Caso ex Adelchi, la O.L.C. chiede il risarcimento danni al Comune.
L’avvocato Antonio Quinto: “ La richiesta discende dal fatto che la condotta del Comune , come stigmatizzato dal Tar , si è connotata da profili di colpevolezza perché in altri casi analoghi il cambio di destinazione d’uso è stato concesso , in presenza degli stessi presupposti. Questo si traduce in una richiesta risarcitoria pari a 350mila euro per mancato incasso dei canoni di locazione così come da contratto di locazione che era già stato registrato”.
Andiamo con ordine. La O.L.C. Srl, che si occupa di costruzioni metalmeccaniche e carpenteria metallica, acquista nel 2019 l’intero stabilimento calzaturiero ex “Adelchi” per circa 4,5 milioni di euro. Dopo aver avuto le autorizzazioni da tutti gli Enti coinvolti, per aprire le prime due attività commerciali, viene negato il permesso di costruire per il cambio di destinazione d’ uso a commerciale da parte del Comune di Tricase perché, secondo quest’ultimo, la destinazione d’uso per quella zona è solo per scopi industriali e/o artigianali.
Dopo un iter giudiziario siamo ai nostri giorni. Dopo la vittoria al TAR, l'azienda O.L.C. quantifica i danni per il blocco triennale del progetto di sviluppo. Non basta il "via libera" burocratico arrivato ad agosto a sanare una ferita aperta da oltre tre anni. La vicenda dell’ex colosso calzaturiero "Adelchi", oggi di proprietà della O.L.C. S.r.l., entra nella sua fase più critica per i bilanci di Palazzo Gallone: quella della richiesta danni. Se da un lato il provvedimento autorizzativo permette finalmente la conversione industriale e commerciale del sito, dall'altro l'azienda metalmeccanica di Specchia non è disposta a ignorare il tempo perduto.
Al centro della contesa c'è un diniego comunale che il Tribunale Amministrativo Regionale ha ritenuto "infondato" e viziato da "carenza di istruttoria".
La strategia della O.L.C. è chiara: accertare le responsabilità e quantificare il danno economico. Il calcolo del risarcimento è ingente, basandosi sul mancato incasso dei canoni di locazione, così come previsto dal contratto di locazione già registrato.
Se il tribunale dovesse confermare la responsabilità civile del Comune, sarebbe una "grana" che rischia di gravare indirettamente sulle tasche dei cittadini, come spesso accade quando le amministrazioni perdono ricorsi legati a dinieghi ritenuti illegittimi
di Alessandro DISTANTE
E’ questo l’interrogativo che ogni elettore rivolgerà a chi gli chiederà il voto. Certamente l’elettore premierà chi si candiderà per un progetto di Città serio e realizzabile e chi si candiderà per essere al servizio della comunità e non di sé stesso o del suo gruppo di amici interessati.
Ovvio, direte, scontato!
L’augurio è che ciò sia vero ed è bello dirlo in un Giorno come quello della Liberazione nel quale si ricorda la “liberazione da” e si progetta la “liberazione per”.