di Giuseppe R. PANICO
Con la bella stagione, crescono attività e presenze lungo la costa, come anche perplessità e polemiche su norme e vincoli relative alle attività turistico- balneari ora condizionate, oltre che dalle direttive europee (legge Bolkestein) sulle concessioni a gara di banchine, litorali e locali, dai crolli della falesia. Crolli che, pur marginali e risolvibili da tempo, hanno comportato rilevanti divieti che vanno, da noi, a sommarsi a quelli ormai “storici”.
La nostra Regione ha intanto emanato nuove norme per disciplinare le attività balneari su Stabilimenti Balneari e Spiagge Libere con Servizi, anche nell’ottica di una destagionalizzazione che possa favorire l’economia lungo i circa 900 km di coste pugliesi (33% di spiagge). Di tale costa, circa 1/100 (9 km), appartiene a Tricase che, col turismo sul mare, potrebbe incrementare, ben più che altrove, il reddito medio pro-capite dei suoi cittadini. Reddito che non può prescindere da qualità e quantità dei servizi costieri, ora caratterizzati, oltre che dalla assenza di Stabilimenti Balneari e Spiagge Libere con Servizi, dalla recente notevole riduzione di parcheggi, posti barca e posti balneabili.
Ancora meno frequentazione, dunque, oltre che di turisti, di tricasini, pur avvezzi al tollerato “fregarsene” di tanti divieti. Situazione che va ad incidere anche sui molti gestori di attività commerciali in paese e di case vacanze/albergo diffuso, ricavate dalle tante abitazioni cadute in disuso, per riduzione della popolazione e carenze di una moderna abitabilità nel centro storico. Lo vorrebbero egualmente i tanti cittadini dei paesi limitrofi in cerca di welfare o benessere sulla nostra costa.
La Giornata Dedicata al Mare (11 aprile), celebrata in questi giorni in tantissime realtà culturali e sociali e nei comuni costieri più sensibili anche verso tradizionali e storiche associazioni di livello nazionale e ramificate anche all’estero (come ANMI e Lega Navale, private da noi dello storico e pluridecennale supporto comunale), ci riporta alla memoria, oltre agli aspetti turistici, l’immensità degli interessi ambientali, economici, politici e, in particolare, geopolitici, coltivati sull’ insieme degli oceani.
Un insieme di vitale interesse delle nazioni rivierasche (e non solo) che contano, da sempre, sulla libertà d’uso del mare per i propri commerci (in Italia il 90% dell’economia viaggia sul mare) e su Marine Militari ben strutturate a proteggerla. Protezione occidentale oggi affidata, in somma parte, alle Marine dei 32 Paesi Nato che hanno a capo del Comitato Militare NATO, l’Ammiraglio Italiano Cavo Dragone, un tempo mio preziosissimo collaboratore. Nel Salento, proiettato nel Mediterraneo, oltre ai tanti uffici e personale delle Capitanerie di Porto/Guardia Costiera, abbiamo anche, oltre alla Base di Brindisi, la più grande Base Navale della Marina a Taranto e la vicina grande Base Aeronavale di Grottaglie (che ho avuto l’onore di comandare a lungo e notevolmente potenziare).
Un mare a noi vicino, dunque, ove si intrecciano vastissimi interessi anche energetici e militari. Come lo dimostra l’attuale guerra in corso in Medio Oriente, il suo grave impatto sul nostro vivere quotidiano e l’enorme importanza degli stretti (Italia racchiusa e “soffocabile” fra Suez e Gibilterra). Un mare che non può continuare ad essere assente dal dibattito culturale, politico ed amministrativo anche locale, nella ricerca di un più produttivo equilibrio fra ambiente, coltivato anche attraverso le recenti iniziative della Giornata Regionale della Costa (12 aprile), crescente crisi economica ed energie rinnovabili da sviluppare.
Quest’ultime in particolare, visto i crescenti costi dell’energia che importiamo in gran parte dall’estero, con conseguente scarsa competitività dei nostri prodotti, per gli errori di un passato troppo ambientalista e antinucleare, fuga altrove per trovare lavoro e povertà locale in aumento. Ci avviciniamo rapidamente alle amministrative, con candidati sindaco che, in quanto troppi, indicano già una rilevante frammentazione politica. Non conosciamo troppo dei loro programmi o come intenderebbero farci navigare (siamo tutti sulla stessa barca di nome TRICASE) verso un auspicabile “Rinascimento” o se il nuovo eletto si limiterà a gestire le consuete necessità, marginalità e sprechi, con lavori dai tempi infiniti ed euro finiti (PNRR).
Ci sarebbe un Piano Coste da rifare, un SI o un NO per l’Area Marina Protetta e per un Parco Eolico al largo, il Parco Costiero da riconsiderare e ben altro. Necessità, dunque, di un PUG “Terracqueo” di ben ampia portata che non sia ancora un mero “Cavallo di Troia”, con in pancia troppi interessati, utile a nuovi inganni e per invadere di nuovi nomi e cognomi Palazzo Gallone. Per poi essere ancora dimenticato, con scudieri e creduloni e senza acqua e senza paglia, nel basso delle sue scuderie.


