di Alessandro DISTANTE
Parlare di Bene comune e richiamare alla Cittadinanza attiva non sono semplici appelli o facili slogan ma possono essere realtà concrete che si realizzano nella nostra Città.
In questo numero pubblichiamo, infatti, due notizie o storie che interessano due Beni comuni: il porto e Piazza Galilei. Due luoghi, due Beni comuni che la Cittadinanza attiva fa propri, studiandoli, curandoli e vivacizzandoli.
Due esempi da prendere a modello per un nuovo modo di essere cittadini: rifuggendo da facili lamentazioni, accettando la sfida del pensare e del fare, abbandonando la logica della contrapposizione per far prevalere quella della collaborazione, rifiutando le scorciatoie della semplificazione ma abbracciando quelle della complessità dei problemi: un modo concreto –per dirla in breve- per essere parte attiva della Città.
Sarebbe il caso che l’Amministrazione Comunale cogliesse questi slanci generosi di cittadinanza costruttiva e li facilitasse, approvando, ad esempio, il regolamento sull’uso dei beni comuni e avviando vere e proprie cogestioni di questi (e di altri) beni. La qualità della vita migliora se ogni residente, singolo o associato, si fa carico non solo dei suoi problemi ma anche di quelli degli altri, nella convinzione che risolvere un problema degli altri equivale anche a risolvere un proprio problema.
Sullo sfondo si intravede il seme di un volontariato civico che diventa protagonista con un forte insegnamento etico: occuparsi della cosa pubblica senza alcun tornaconto. Il tutto in una logica di pluralismo di mondi vitali dove l’interesse pubblico si interseca con l’interesse comune.
Vi pare poco?


