di Alessandro DISTANTE

A fine settembre si è svolta a Poggiardo una tre giorni di incontri tra rappresentanti delle Istituzioni pubbliche, operator, buyer internazionali e studenti per discutere di turismo lento ed accessibile. Una proposta che si inserisce nel più ampio discorso dei Cammini e della via Francigena, con l’obiettivo di rendere accessibili a tutti, portatori con disabilità soprattutto, i 120 chilometri del percorso da Lecce a Santa Maria di Leuca.

Il progetto, finanziato dal Ministero del Turismo e coordinato dal Comune di Poggiardo quale Comune capofila, vede la partecipazione anche del Comune di Tricase (oltre a Cannole, Giuggianello, Giurdignano, Martano e Palmariggi). Una iniziativa di educazione alla “lentezza” e alla inclusione.

Ad educare all’andare piano e alla “lentezza” ci sono poi i tanti dossi artificiali che spuntano sempre più numerosi nei nostri paesi: costringono a decelerare, pena gravi danni alle sospensioni delle nostre auto.

In questi giorni, l’avvio dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della Litoranea da Otranto a Leuca per un valore complessivo di 24 milioni di euro; quei lavori sono affiancati da un progetto per una pista ciclabile costiera di circa 16,5 milioni di euro. Tutti interventi che interessano anche le nostre marine e tutte opere nel segno della “lentezza” e della inclusione. Scelte importanti che servono a contrastare altri “modelli”, come quello che ha portato alla tragica fine di due giovani motociclisti morti sulla Litoranea Otranto-Leuca.

La “lentezza” come modello per il turismo e la viabilità, ma anche come modello di vita e regolatore dei rapporti all’interno delle comunità e del territorio.

Notizie di segno contrario giungono da altri fronti: da un lato, la corsa all’intelligenza artificiale sembra impazzita e si comincia a temere che l’uomo ne possa perdere il controllo. Ad invocare un freno (la “lentezza”) alcuni dei “padri” dell’IA. Dall’altro lato, la corsa agli armamenti, malgrado gli appelli, inascoltati, come quello del Papa.

La “lentezza” che si sta facendo strada nelle scelte di politica interna dovrebbe caratterizzare anche quei fronti, facendo largo alla “lentezza” del dialogo, riqualificando le strade della diplomazia e dando spazio al cammino dei popoli e quindi alla democrazia come dice Rocco De Papa nell’articolo che, qui di fianco, pubblichiamo.

 

 

 

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