Strada Statale 275? Tutti d’accordo, anche i parroci:

“Sembra surreale dover ancora parlare, scrivere ed esprimere opinioni su un’infrastruttura, la S.S. 275, scive don Pierluigi Nicolardi della parrocchia di Sant’Antonio da Padova di Tricase - il cui ruolo per lo sviluppo strategico del sud Salento è indiscusso. Non solo, sembra ancor più assurdo se, accanto al tema dello sviluppo economico, affianchiamo la questione della sicurezza stradale. Basta percorrere i circa 40 km del suo attuale tracciato per rendersi conto dell’urgenza della realizzazione di una arteria stradale più sicura, moderna e in grado di servire le comunità del basso Salento. Non c’è più tempo da perdere! È opportuno archiviare inutili speculazioni, interessi di parte e di campanile e dare risposta alle esigenze di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane spezzate; le pagine dei quotidiani locali ogni mattina scrivono di incidenti e disagi lungo quella che molti definiscono la strada della morte. È impensabile che si possa perdere la vita semplicemente recandosi al lavoro, accompagnando i figli a scuola o rientrando da una serata tra amici. La realizzazione di un nuovo tracciato più sicuro, e che decongestioni anche il traffico dei 4 Comuni attraversati dall’attuale arteria, è solo un atto di responsabilità. Anche una sola vita vale più di qualche km di asfalto.

Non da meno il messaggio di don Donato Bleve: “Non c’è da stupirsi che della 275 si parli e si discuta da tanti anni, visto come vanno le cose in Italia è nel Sud Salento in particolare. Almeno da 30 anni i miei fratelli hanno ricevuto l’avviso che il loro terreno sarebbe stato loro tolto per la necessità di far passare di là la 275. Anche ultimamente hanno ricevuto la stessa comunicazione. Non se n’è fatto nulla fin ora. Andiamo subito ai fatti e bando alle parole”.

Sulla stessa lunghezza d’onda don Flavio Ferraro, parroco della chiesa Madre di Tricase: “Parafrasando l’immortale Manzoni “questa strada non s’ha dà fare” … chi sono oggi i Don Rodrigo che osteggiato o diritti dei cittadini?  La lunga polemica sulla 275 dovrebbe chiudersi e dare finalmente inizio a un diritto dei cittadini del profondo Salento. È da incoscienti non dare la priorità all’ampliamento della superstrada visti innumerevoli incidenti avvenuto in quest’ultimo tratto del Salento. Auspico che l’appello anche del nostro vescovo monsignor Agiuli sia accolto”.

“Credo sia ormai un servizio necessario – aggiunge don Biagio Errico, vice parroco di Taurisano – quello di realizzare l’ampliamento della SS 275, perché oggi più che mai le circostanze lavorative e non solo, rendono inevitabile il bisogno di spostarsi con più facilità”.