Il Circolo cittadino di Fratelli d’Italia – Tricase ci ha inviato un suo contributo sul tema Tricase e il Capo di Leuca. Sull’argomento, da noi lanciato sulla base di un intervento dell’on.le Antonio Lia, sono intervenuti l’avv. Gianvito Rizzini, consigliere dell’Unione Terra di Leuca e Vincenzo Errico di Tricase Insieme.
Il Capo di Leuca, risorsa straordinaria e simbolo identitario del territorio, è stato progressivamente ridotto a oggetto di sfruttamento disordinato, senza strategia, senza regole, senza benefici reali per la comunità. Un territorio usato, non governato. Raccontato, ma non difeso. Noi diciamo che questo modello ha fallito.
E continuare a difenderlo significa essere responsabili del declino. Dietro la retorica dello sviluppo si è nascosta una realtà fatta di turismo stagionale, lavoro povero, consumo del territorio e spopolamento. Nessuna programmazione, nessuna tutela dell’identità, nessuna ricaduta strutturale sull’economia locale. Questa non è crescita: è resa politica.
Difendere l’identità di Tricase non è una posizione ideologica, ma un atto di responsabilità. Senza identità il territorio diventa merce, senza comunità diventa periferia, senza visione diventa preda. È esattamente ciò che è accaduto.
Il Capo di Leuca non è una cartolina né un parco giochi stagionale. È un luogo che richiede governo, autorevolezza e coraggio. Tricase deve smettere di subire decisioni calate dall’alto o accordi opachi e tornare a esercitare un ruolo politico centrale nella gestione e valorizzazione del territorio.
Il turismo “mordi e fuggi” non è un destino inevitabile, ma una scelta politica sbagliata. Noi la rifiutiamo. Serve una strategia strutturata di turismo identitario, sostenibile e destagionalizzato, che metta al centro cultura, storia, ambiente e tradizioni, e che generi lavoro vero, non precarietà mascherata.
L’abbandono del patrimonio storico e architettonico è la fotografia più cruda dell’incapacità di governo. Quei beni inutilizzati non sono solo edifici chiusi: sono occasioni perse, risorse sprecate, simboli di un’amministrazione che ha rinunciato a guidare il futuro.
(…)
La questione economica è decisiva. Difendere microimprese, artigianato, pesca e agricoltura significa difendere Tricase dalla desertificazione economica. Un marchio territoriale “Capo di Leuca” deve diventare uno strumento di tutela e valorizzazione, non uno slogan. Coworking e smart working non sono mode, ma leve concrete per contrastare lo spopolamento.
(…)
Il Capo di Leuca deve tornare ad essere motore di sviluppo, presidio identitario e orgoglio territoriale, non terra di conquista né palcoscenico per interessi estranei alla comunità.
Tricase deve riapparire come un punto di riferimento politico e istituzionale, non solo per sé stessa ma per l’intero Capo di Leuca. Un Comune che guida, che coordina, che assume un ruolo di responsabilità verso i territori vicini. La rinascita di Tricase è inseparabile dalla rinascita del Capo di Leuca: nessun Comune può farcela da solo. Serve una visione territoriale condivisa, in cui Tricase sappia “prendere per mano” i Comuni limitrofi, costruendo una strategia comune di sviluppo, tutela e identità. Solo così il territorio può tornare a contare, politicamente ed economicamente.
Fratelli d’Italia sceglie una strada diversa: governo del territorio, difesa dell’identità, centralità della comunità.
Questa non è una dichiarazione d’intenti. È una linea politica.
Circolo Cittadino Fratelli d’Italia – Tricase
“Partiamo dal PUG e dal dialogo. Serve una visione nuova”
di Pino GRECO
Ora è ufficiale: l’ingegnere Andrea Morciano è ufficialmente candidato.

Questo l’annuncio in un incontro svoltosi il 2 febbraio di presentazione della nuova associazione “Radici e Futuro”, nata dopo mesi di confronto tra cittadini, professionisti, commercianti, giovani e realtà associative.
Applausi, entusiasmo e fiducia per un percorso civico verso le prossime amministrative. L’Associazione si propone come uno spazio civico aperto, dove la partecipazione, l’ascolto e l’impegno per il bene comune sono alla base di ogni azione. Come raffigura anche il logo, Radici e Futuro nasce con l’intento di unire l’identità e i valori profondi del territorio con una visione orientata al cambiamento, alla crescita condivisa e all’innovazione sociale.
Le prime parole del candidato sindaco Andrea Morciano: “Ringrazio tutti i componenti dell’associazione che mi hanno scelto. Abbiamo condiviso un progetto comune per far ripartire la Città, per “mettere nuove radici” e mettere in moto il futuro di questo paese. Grazie ai tanti e alle tante presenti per la partecipazione, l’entusiasmo e l’attenzione dimostrati: un segnale forte di vicinanza e fiducia verso questo nuovo percorso condiviso. Il primo provvedimento da affrontare sarà sicuramente il PUG, che non deve essere visto solo come uno strumento per costruire o edificare, ma come un piano economico che possa creare opportunità, attrarre investimenti e generare crescita per tutti. Non sarà un pericolo pubblico, ma una risorsa”.
Il candidato ha poi evidenziato l’importanza di tornare al dialogo: “Bisogna recuperare quel contatto che questa amministrazione ha smarrito, pensando solo a se stessa e perdendo il legame con cittadini, imprese, mondo del lavoro e dell’associazionismo. È necessario ristabilire relazioni umane e professionali con tutti”. Morciano ha anche commentato il quadro politico: “Sette candidati a sindaco sono tanti, forse troppi. Mi auguro che qualcuno possa fare sintesi. A tutti gli altri candidati, comunque, auguro buon lavoro.
Infine ha concluso: “Questa sera è stata volutamente una serata con inviti ristretti, pensata per condividere in modo raccolto l’inizio di questo nuovo percorso. A breve, però, ci presenteremo ufficialmente all’intera comunità, perché crediamo nella partecipazione aperta, nel confronto e nell’ascolto di tutti”.
Proseguiamo nel proporre questione sulle quali discutere anche in vista delle prossime elezioni amministrative.
Abbiamo scelto quello della Mobilità. Lo proponiamo a chi, candidato a sindaco, partiti, movimenti e “semplici” cittadini, intende dare il suo contributo.
Per presentare l’argomento, abbiamo raccolto due interventi giunti in Redazione: il primo, dell’on.le Andrea Caroppo a proposito delle Ferrovie del Sud Est ed il secondo dell’on.le Antonio Lia sulla “circolare” del Capo di Leuca.
Chi vuole intervenire, deve inviare il suo contributo (max 2.500 caratteri) in Redazione entro e non oltre lunedì 16 febbraio ore 20.
On.le Andrea Caroppo, Vice Presidente della Commissione Trasporti presso la Camera dei Deputati
“La rete delle Ferrovie del Sud Est è una delle più capillari del Paese: collega tutti i principali centri del Sud della Puglia e serve molte delle più importanti località turistiche. Eppure, da oltre vent’anni, sempre meno persone utilizzano il treno; e non per mancanza di bisogno, ma perché il servizio è lento e poco competitivo. La mia proposta <<Free Sud Est>> nasce proprio da qui: rendere gratuito, in via sperimentale e temporanea, il servizio ferroviario delle Ferrovie del Sud Est per trasformare il treno in una vera alternativa quotidiana all’auto privata, almeno fino a quando gli investimenti del PNRR non ridurranno in modo significativo gli attuali tempi di percorrenza e reneranno il treno effettivamente vantaggioso per cittadini, turisti, studenti e lavoratori”.
E l’on.le Caroppo prosegue: “Non si tratta di uno slogan ma di un modello che ha già funzionato, sia all’estero che in Italia, come dimostra l’esperienza della Regione Piemonte. La gratuità dei treni locali ha aumentato l’utenza, ridotto il traffico e favorito un cambiamento culturale, soprattutto tra i più giovani”. Le Ferrovie del Sud Est nel 2024 hanno venduto biglietti per poco più di 4 milioni di euro, a fronte di circa 70 milioni di contributi pubblici ricevuti. Sono numeri che rendono plausibile una sperimentazione temporanea, anche attraverso il ricorso a strumenti come il Fondo Sociale Europeo”.
On.le Antonio Lia, già parlamentare e già sindaco del Comune di Specchia.
“Quarant’anni fa eravamo dei visionari. Ed eravamo in pochi a parlare di trasporto locale. Ma già in quegli anni fu presentato dall’Unione Europea il primo LIFE; un gruppo di giovani laureati prepararono uno studio e, coinvolti l’Ansaldo e il gruppo Filograna, il progetto venne presentato al Comune di Tricase che fu scelto come capofila. Si trattava di un progetto sulla mobilità periurbana che coinvolgeva tutti i paesi del Capo di Leuca. La proposta era quella di far partire da Tricase ed Alessano un sistema circolare di mezzi di trasporto a emissione zero da mettere in rete e raggiungere tuti i paesi del Capo di Leuca”.
E Lia continua: “Oggi si parla tanto di mobilità e di ambiente; per questo voglio riproporre quella idea, vecchia di40 anni ma più attuale che mai, nella speranza di trovare quel progetto che dovrebbe essere ancora custodito negli archivi del Comune di Tricase”. E lancia la sfida: “Ritrovatelo e parlatene!”.
A voi la parola!
Il Comune ha fissato le aliquote IMU:
Abitazione principale (cat. A/1, A/8 e A/9 e pertinenze) 0,5%
Abitazione posseduta da anziani e disabili NO
Fabbricati rurali ad uso strumentale cat. D/10 0,1%
Fabbricati gruppo catastale D 0,86%
Terreni agricoli Esenti
Aree fabbricabili 1,04%
Altri fabbricati 1,04%
Immobili di cat. A/10 e C 0,86%
Con Ordinanza n. 16 del 4 febbraio il Comune ha disposto il divieto assoluto di accesso alle discese denominate “Bagno Panico” e “Bagno delle Monache”, rispettivamente da Via Santa Marcellina e Via Bottego.
L’Ordinanza è conseguenza dell’ultimo cedimento verificatosi a Tricase Porto “ove insiste una piccola e suggestiva caletta molto ricercata perché offre un mare pulito e non frequentato come altri luoghi di balneazione”.
La forte mareggiata ha causato “il distacco di un enorme pezzo di scogliera della falesia” ed il Comune non esclude che i fenomeni di dissesto della falesia si possano ripetere, stante il periodo invernale e la possibilità del verificarsi di ulteriori fori mareggiate.
Intanto il Sindaco ha chiesto la convocazione di un apposito tavolo tecnico per definire le modalità operative più consone alla fruizione della costa e dei relativi accessi pubblici al mare.
Per il momento –ed a scopo cautelativo- è stato vietato l’accesso.
Quanto accaduto a Tricase Porto fa seguito ad un analogo fenomeno verificatosi a Marina Serra nell’incantevole “Piscina naturale”.
La Giunta Comunale ha deliberato di organizzare l’iniziativa carnevalesca dal titolo “I masci de na fiata” per l’anno 2026 comprendente raduni in maschera nei rioni e nelle frazioni dal 7 al 14 febbraio e due sfilate con carri allegorici per le strade del centro nei giorni 15 e 17 febbraio.
Il Comune si avvarrà della Direzione artistica dell’Associazione “Philia” e della collaborazione dell’Associazione “Tricasèmia”.
La spesa preventivata è di € 6.000 per coprire i costi dell’intrattenimento musicale nei giorni del 15 e 17 febbraio, il servizio audio/luci per i due giorni, il palco, gli oneri della SIAE, il servizio di comunicazione, il materiale grafico dei manifesti.
Un progetto per minori e adulti con disabilità
Scadrà il 10 febbraio il termine per la presentazione di manifestazioni di interesse per partecipare al Progetto “dINamici 360”, rivolto a minori e adulti con disabilità finalizzato allo svolgimento di attività educative, motorie, inclusive e di socializzazione.
La durata del progetto è, presumibilmente, dalla seconda metà di febbraio fino al 31 agosto 2026.
Le lezioni avranno la durata di un’ora e mezza e si terranno ogni martedì e giovedì pomeriggio negli slot temporali riepilogati di seguito: 16.00/17,30; 17,30/19,00; 19,00/20,30.
Gli slot verranno assegnati/dedicati alla singola attività (settore disabilità o Malattie Neurodegenerative) in base alle esigenze degli iscritti e all’organizzazione dell’Istruttore.
Per ogni altra informazione andare sul sito del Comune
di Alessandro DISTANTE
Un nuovo Presidente di Regione ed un nuovo Presidente di Provincia. Due Istituzioni alle prese con i tanti problemi di un territorio chiamato a sfide sempre più complesse, a partire dalla sanità come le liste d’attesa oggetto del primo intervento di Decaro.
E’ uno degli effetti del progressivo invecchiamento della popolazione se è vero, come dicono gli studiosi, che presto gli under 15 saranno soltanto un terzo dei 65enni.
Anche Tricase, quest’anno, è chiamata a scegliere i suoi Amministratori ed anche a Tricase la questione demografica non è di secondaria importanza.
Nel nostro Comune la fascia di popolazione più numerosa è quella tra i 55 e i 59 anni: i residenti in quella fascia di età sono l’8,38% dell’intera popolazione, percentuale la più alta rispetto alle altre fasce.
“Il dato dell’indice di vecchiaia fotografa chiaramente questa tendenza di costante invecchiamento della popolazione”, si legge nel Documento Unico di Programmazione approvato dal Consiglio Comunale di Tricase. “Il confronto tra il tasso di natalità e il tasso di mortalità nel comune conferma l’invecchiamento della popolazione; possiamo notare come negli anni il tasso di natalità sia diminuito (da 8,9 del 2003 a 6,48 nel 2024), e viceversa quello di mortalità sia amentato (da 7,2 del 2003 a 10,84 nel 2024)”.
A fronte di questo trend negativo, cosa è possibile fare?
Il Documento Unico di Programmazione ipotizza opportunità per ritornare e sollecita il coraggio per restare: “L’Amministrazione continuerà a sostenere i lavoratori e le imprese, anche attraverso la collaborazione con altri enti, per assicurare condizioni ottimali sia alle imprese, sia ai lavoratori, alimentando, altresì, condizioni di sviluppo per la Città”.
L’Amministrazione, scendendo più nel concreto, parla del commercio e delle attività economiche, con alcuni obiettivi operativi tra i quali: potenziamento Zona Industriale, sostegno all’artigianato con la previsione della Città dell’Artigianato e promozione di iniziative per lo sviluppo e la gestione di sistemi di e-commerce.
Per i giovani, gli obiettivi operativi sono il rifinanziamento del progetto Galattica, la scuola di formazione civica, il coinvolgimento in processi di partecipazione attiva degli studenti e la costituzione della Consulta dei giovani.
Ora, se queste strategie ed interventi operativi saranno idonei ed in grado di spingere la popolazione, specialmente giovanile, a restare o a ritornare è difficile da prevedere.
Uno sviluppo che punti soltanto su settori quantitativamente importanti come l’artigianato, con ben 800 soggetti attivi, non garantisce il decollo anche perché il Comune riconosce che “è scarsa ancora la presenza di attività innovative, ad alto valore professionale aggiunto e dell’area hi-tech”.
E che dire del turismo? Pur prendendo atto che le strutture ricettive hanno una capacità di 820 posti e 160 posti nei camping con un apporto importante degli alloggi privati (ben 210), l’Amministrazione non può non riconoscere che si tratta di un’economia ancora stagionale. Né pare che uno sviluppo capace di dare prospettive occupazionali per i giovani possa venire dalla “sfida” che l’Amministrazione vuole vincere che è quella di “rendere la cultura il fulcro della città, puntando sulla riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico”.
Certo l’artigianato, il turismo, le attività commerciali sono già i punti di forza ma si sono rivelati insufficienti a frenare lo spopolamento e il progressivo invecchiamento della popolazione.
La soluzione non è facile, ma urge trovarla.