di Giuseppe R. PANICO
Parlare di vela, di nautica e di sport e cultura del mare, vuol dire anche parlare di Lega Navale. Una associazione che, fondata nel lontano 1897, è oggi animata da circa 56.000 soci. Come in tantissimi altri porti o approdi turistici lungo i nostri mari e laghi, anche Tricase Porto ha una sua sezione, attiva dal 1997.
In Italia sono 254 le sezioni e, tramite Delegati Regionali, fanno capo a una Presidenza Nazionale, con sede a Roma e retta da un Ufficiale di Marina in pensione, col grado di Ammiraglio. Per la sua attività si avvale di uno Statuto approvato con decreto congiunto del Ministero della Difesa, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e derivante dal decreto del presidente della Repubblica, art 70 del 15 mar 2010.
La Lega Navale si configura quindi quale Ente Pubblico Non Economico a Base Associativa che ha come scopo la diffusione dell’interesse e della attenzione verso le tematiche relative al mare ed alle acque interne.
Per le proprie finalità, anche verso persone diversamente abili, si avvale della collaborazione dei Comuni costieri e della concessione, a titolo oneroso, di locali e spazi fronte mare, tratti di banchina di ormeggio e antistanti specchi d’acqua; come anche dei servizi svolti dai titolari della gestione portuale.
All’insieme delle attività di conduzione della sede e dei corsi, usualmente svolti da ragazzi nel periodo estivo, e attività didattiche a favore delle scuole, contribuiscono i soci, mediante quote di iscrizione annuale.
I soci possono far domanda, sempre a titolo oneroso, per un posto barca in sede e sono tenuti a svolgere pertinenti attività addestrative anche con le loro barche.
I corsi di vela vengono svolti nell’ambito della Federazione Italiana Vela. Altri corsi possibili sono quelli per kayak e canoa. La disponibilità altrove di propri Centri Nautici, gestiti dalla Presidenza, consente inoltre attività aggiuntive fuorisede.
Di particolare rilevanza a Tricase, oltre ad una presenza ormai tradizionale, i rapporti con il mondo scolastico, basati su specifiche conferenze dedicate al mare e corsi estivi. L’attivazione, per iniziativa della Sezione L.N. di Tricase, sin da marzo 2013, di un Protocollo di Intesa con il Comune, derivante da un superiore Protocollo fra Presidenza Nazionale e Ministero dell’Istruzione e dell’Università, poi ufficialmente esteso dal Comune, nell’aprile 2013, agli Istituti Comprensivi locali, ha rafforzato i legami con il mondo scolastico.
Nell’attivare tali rapporti, le scuole designano un proprio delegato. Disponibilità di una formazione aggiuntiva, dunque, a favore di un mondo giovanile aperto ai vari tipi di sport sul mare e alle tematiche marittime e ambientali.
Di rilievo, ambito Lega Navale, anche la produzione di pubblicazioni su tali argomenti e di una propria rivista. I corsi per minori, in periodo estivo, hanno da sempre costituito, per famiglie in vacanza a Tricase o nel vicinato, una valida attrattiva.
La consueta regata velica “Coppa Magna Grecia”, svolta annualmente ad inizio estate, da Tricase alle isole Greche e giunta ormai alla 37° edizione, costituisce un tradizionale richiamo di imbarcazioni a vela e, dunque, una ulteriore qualificata presenza per l’immagine, la tradizione ed il richiamo turistico locale.
Attualmente la sezione Lega Navale di Tricase Porto ha in concessione due locali, con antistanti spazi dominanti il porto e di un tratto di banchina di circa 50 m, con relativi specchi d’acqua, per 19 posti barca.
Insieme alle altre sezioni salentine, costituisce un insieme culturale e costiero e una tradizione che, ove ben supportata dalle relative amministrazioni comunali, può ben incidere sullo sviluppo sportivo e formativo locale verso le molteplici attività relative al mare e relativi aspetti economici e turistici.
LA RIVOLUZIONE DELLE MIMOSE
L’Associazione di Alta Cultura Musicale “W. A. Mozart” – APS e il gruppo di lettura “Le lanterne di Diogene” celebrano insieme la “Giornata internazionale della donna” proponendo un affascinante itinerario artistico tra musica e poesia. La proposta culturale si giova dell’autorevole esperienza artistica frutto della pluriennale collaborazione tra Pasquale Santoro e Giovanni Calabrese.
Pasquale Santoro dice: “Abbiamo voluto proporre questo reading poetico per sottolineare l’importanza della lotta per i diritti delle donne, la loro emancipazione, ricordando le conquiste sociali, economiche, politiche e portando l'attenzione su questioni come l'uguaglianza di genere, le discriminazioni e le violenze contro le donne. Versi di libertà che abbracciano nazioni e realtà etniche diverse : Iran, Cina, Mozambico, Stati Uniti, Cile, Afghanistan, Romania,
Kurdistan, Venezuela , Bulgaria, Italia”. Giovanni Calabrese ribadisce: “Dall’amicizia con il prof. Santoro non poteva che nascere una proposta artistica di così importante spessore. Con lui abbiamo condiviso palcoscenici importanti (tra gli altri: il foyer del Petruzzelli, il festival ICMC di Shangai e Positano) e spesso ci confrontiamo su come l’arte possa aiutare a mettere in luce i diversi aspetti e le contraddizioni della nostra società. Come Associazione “Mozart” siamo sensibili ai temi sociali e concretizziamo il nostro impegno quotidianamente con la realizzazione di una serie di attività musicali che vedono protagonisti i giovani del nostro territorio, tra queste assume particolare importanza l’orchestra di fiati “Aristica inclusione”. I letture delle “Lanterne” saranno impreziosite dalle note del flauto di Elena Borlizzi accompagnata al pianoforte da Enrico Tricarico.” L’evento è inserito nella programmazione FNSV dell’ Ass. di Alta Cultura Musicale “W. A. Mozart” – APS ed è patrocinato dal Comune di Tiggiano.
L’appuntamento è sabato 07 marzo ore 20.00 presso Palazzo Serafini Sauli di Tiggiano.
Nel corso dell’assemblea annuale di A.Do.Vo.S. Messapica Tricase, svoltasi il 22 Febbraio 2026, è stato presentato un bilancio 2025 estremamente positivo, aperto dal ringraziamento al direttivo e ai soci donatori, la cui partecipazione ha confermato la solidità e la coesione dell’associazione.
I numeri raccontano un anno di crescita concreta: 833 donazioni complessive, con un incremento di 155 unità rispetto all’anno precedente e l’ingresso di 104 nuovi iscritti. Intensa è stata l’attività di promozione e sensibilizzazione, con iniziative nelle aziende del territorio, incontri dedicati alla donazione di plasma e la partecipazione alla Giornata Mondiale del Donatore presso l’ospedale di Tricase.
Particolarmente rilevante la campagna estiva “borse mare”, che nei mesi più critici ha garantito 173 donazioni, contribuendo a fronteggiare il fabbisogno stagionale.
Sul piano sociale e aggregativo, l’associazione ha organizzato il primo torneo di calcio balilla nella propria sede e rafforzato il legame tra sport e solidarietà attraverso una nuova collaborazione con la squadra di calcio femminile “Polisportiva Nuova Tricase” e quella ormai consolidata con gli “Amatori Rosso Blu”.
Spazio anche alla comunicazione, con il lancio di una rubrica social dedicata alla storia dell’associazione, e alla solidarietà internazionale, grazie alla serata “Insieme per Gaza” in collaborazione con il comitato Presepe Vivente, che ha permesso di raccogliere 4.000 euro destinati ad Emergency.
L’associazione ha preso parte al 63° Congresso Nazionale Fidas a Lecce e alla sfilata delle federate a Gallipoli, importanti occasioni di confronto, aggiornamento e condivisione con le realtà provenienti da tutta Italia, rafforzando il legame con la rete nazionale dei donatori di sangue.
Il gruppo Giovani A.Do.Vo.S. ha animato il centro cittadino con la terza edizione del “Capodanno in Piazza”, arricchita dal video mapping sulla facciata della Chiesa di San Domenico. L’evento ha rappresentato non solo un momento di festa, ma anche un’occasione per rafforzare il senso di comunità e avvicinare nuovi giovani ai valori della donazione e del volontariato.
Il 2025 si chiude dunque con risultati concreti, una comunità associativa in crescita e la consapevolezza di un impegno che prosegue con continuità al servizio del territorio.
Il Direttivo A.Do.Vo.S. Messapica Tricase Sez. “Don Tonino Bello
COLPA DI CHI?
La Rete d’Impresa Borgo Marina Serra fa sapere che nel 2022 il Commissario del Governo in Puglia per il Dissesto Idrogeologico elaborò un progetto di consolidamento delle pareti e delle grotte della Piscina Naturale di Marina Serra.
Costo previsto dell’intervento: € 1.108.019,70.
La Conferenza di Servizi del 12 settembre 2024, convocata con nota prot. n. 1781 dell’8 agosto 2024, avrebbe dovuto concludere il procedimento istruttorio con l’acquisizione di tutti i pareri. Dopo di chè, a progetto approvato, si sarebbe indetta la gara ed affidati i lavori.
Sta in fatto che il procedimento non si concluse ed i lavori non sono stati eseguiti. La Rete degli operatori ha chiesto l’accesso agli atti per capire se e come si sia svolta quella Conferenza.
Le prime notizie -ancora da verificare- suscitano sorpresa ed amarezza: alcuni pareri sarebbero stati rilasciati, ma … a crollo avvenuto.
Sarebbe il caso del Parco Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase; il parere sarebbe stato rilasciato soltanto in data 22 gennaio 2026, quando il crollo era avvenuto il 7 gennaio 2026.
La Provincia di Lecce invece avrebbe espresso il parere a dicembre del 2025 pochi giorni prima del crollo, sicchè comunque, non vi sarebbe stato il tempo per affidare e, tanto meno, per eseguire i lavori.
A questo punto, molte sono le domande che sorgono spontanee: come mai un progetto del 2022 non ha visto concludere il suo percorso di approvazione per tanti anni?
Come mai un parere che sarebbe dovuto intervenire nel settembre del 2024 sarebbe intervenuto soltanto nel gennaio 2026
E poi ed infine: perché rilasciare un parere a crollo avvenuto?
Ritardi colpevoli? Certamente sia la Provincia che il Parco daranno le dovute spiegazioni e giustificheranno il perché di un ritardo che, allo stato, grida vendetta.
Quel che è certo è che affermare oggi che si è trattato di un fenomeno naturale dovuto ai cambiamenti climatici, oppure che la ragione scatenante siano state le forti mareggiate oppure ancora che la natura friabile della falesia non poteva cha portare ai crolli, non appare una spiegazione convincente.
Se era stato progettato un intervento, il crollo, per un verso, era stato già previsto e, per altro verso, l’Organo tecnico aveva individuato un intervento che lo avrebbe evitato.
Delle due l’una: o il progetto e l’intera attività del Commissario era inutile oppure –e questo ragionevolmente non si può non sostenere- i ritardi “burocratici” hanno impedito che l’intervento avesse una tempestiva attuazione così evitando il crollo del costone.
Eppure, da quanto acquisito dalla Rete d’Impresa di Marina Serra, la conferenza di servizi era stata convocata e gli Enti avrebbero dovuto inviare il loro parere entro il 30 agosto 2024.
Domande, dubbi, perplessità ma, soprattutto, tanta amarezza per non dire rabbia.
Chi pagherà per tutto questo? Gli Operatori della Reta vogliono vederci chiaro e non escludono azioni per il risarcimento dei danni.
Al momento a pagarne le conseguenze sono proprio loro, gli Operatori turistici di Marina Serra che aveva nella piscina naturale un attrattore turistico e anche gli amanti del bagno a tutte le stagioni.
Ora, ovviamente e giustamente, c’è il divieto di accesso e senza accesso niente bagni e niente turisti e tutto ciò preoccupa e danneggia l’immagine e l’economia di Tricase. A.D.
IL CROLLO ALLA PISCINA
COSTA DI TRICASE, LA FRAGILITÀ DELLA BELLEZZA
di Alfredo SANAPO
È ormai riconosciuto, non solo da noi indigeni, che la costa di Tricase rappresenta uno dei più preziosi gioielli del Salento. Ma è proprio nella natura della sua bellezza che si celano i semi della sua disgregazione. La sua composizione carbonatica e calcarenitica, infatti, pur creando un'affascinante scogliera a strapiombo sul mare interrotta da meravigliose calette, nel contempo la rende vulnerabile all'erosione meteorica e all'azione meccanica del mare. Le acque piovane ricche di CO2 sciolgono il carbonato di calcio trasformandolo in bicarbonato solubile che fa diventare le coste sempre più fragili. Questo processo, detto carsismo, erode la roccia creando visibili fratture, evidenti porosità, grotte sotterranee e marine, cunicoli e anfratti: tutti elementi favorenti frane da crollo. E purtroppo tutta la fascia che comprende le località Baia delle Monache, Bagno Panìco, Spiaggetta, Tricase Porto, Pizzo Cannone, Quadrano, Canale del Rio e Marina Serra è a rischio cedimento. Tale evenienza si verificherà ogni volta che un solco o una cavità si allargherà a tal punto che la massa rocciosa non potrà più reggere il carico.
Da qualche tempo, dopo i crolli causati da una stagione piovosa e dalla mareggiata di inizio febbraio, in conseguenza del ciclone Harry, questo angolo di mondo è divenuto sito di grande preoccupazione: quegli eventi hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del litorale tricasino da sempre caratterizzato da elevata vulnerabilità all'erosione, alle frane e ai crolli di falesie.
Tutto il litorale in oggetto è stato classificato dall'ARPA nel 2025 come zona PG3/PG4, cioè ad alto rischio frane. D'altronde, le cartine PIR (Pericolosità e Indicatori di Rischio), messe a disposizione dall'ISPRA, relativamente alla situazione di Tricase, evidenziano con diverse gradazioni di rosso zone a pericolo molto elevato (classe H4) e zone ad alta pericolosità per frane e alluvioni (classe P3-P4) (Fig. 1, 2 e 3). Tutta la costa Tricase, pertanto, rientra in area a rischio idrogeologico elevato.
Come tendenza generale, la pericolosità di alluvioni aumenta in corrispondenza dei corsi d’acqua, sicché la situazione più critica si rinviene nel Canale del Rio che, per conformazione, favorisce maggiormente le dinamiche erosive. Come si vede, il blu scuro indica un'elevata probabilità di alluvione (Fig. 2).
A Baia delle Monache e al Quadrano la situazione è leggermente migliore - a rischio medio-alto - in quanto il pericolo frane è legato solo alla presenza di depositi instabili di detriti superficiali (frammenti di roccia, ghiaia e sabbia).
Nel complesso, le coste di Tricase rivelano fenomeni attivi di colamento, ossia presenza di acqua e striature sulle rocce, indice di zone franose, e di crolli falesie. Inoltre, tutto il nostro tratto roccioso è in costante arretramento: a ciò si aggiunga che sinora gli interventi di ripristino artificiale di spiagge erose sono risultati insufficienti.
Queste descrizioni sommarie, unite ai dati raccolti sul dissesto idrogeologico (disponibili sui siti istituzionali), costituiscono una bussola per l'amministrazione comunale al fine di orientare la pianificazione, individuare le priorità di intervento e programmare in modo efficace le risorse per interventi di messa in sicurezza o, quantomeno, di mitigazione del rischio. Uno strumento utile a passare dalla gestione delle emergenze alla cultura della prevenzione continua.
I cambiamenti climatici, dal canto loro, non aiutano. Anzi, le precipitazioni sempre più intense e concentrate aumentano il rischio di dissesto lungo la costa colpendo aree che in passato risultavano meno esposte e, quindi, mettendo a nudo nuove criticità della fragilità costiera. A ciò continua a contribuire non poco il tornado che si abbatté sulle nostre marine nel 2018: il conseguente disboscamento, avvenuto in parte a causa dell'evento, in parte a seguito della risistemazione delle zone colpite, ha fatto sì che il terreno rilasciasse l'acqua piovana precedentemente trattenuta dalle radici.
Con i cicloni Harry e Oriana - e i loro futuri fratelli - la natura cl avverte che bisogna agire subito per proteggere la costa e le persone. La riviera di Tricase è un patrimonio naturale e culturale unico, che merita di essere preservato per le generazioni future. Ma questo richiede un impegno concreto e immediato da parte di tutti: istituzioni, cittadini e visitatori. Solo lavorando in sinergia possiamo garantire la sicurezza e conservare la bellezza di questo luogo incantevole
IL CROLLO ALLA PISCINA
SI MUOVE LA REGIONE
Intanto il Presidente della Regione, Antonio Decaro, ha convocato, nei giorni scorsi, i Presidenti delle Province pugliesi e, al termine dell’incontro, ha annunciato lo stanziamento di 26 milioni di euro da fondi POR utili a finanziare progetti finalizzati a contrastare il fenomeno dell’erosione costiera. Si tratterebbe di un primo intervento per gli interventi urgenti; successivamente –ha detto Decaro- verranno trovati altri fondi per interventi su tratti di costa a rischio paesaggistico legato alla perdita di conformazioni naturali che sono esse stesse frutto di erosione degli anni precedenti.
SI MUOVE LA PROVINCIA
“Interventi immediati e pianificazione a medio e lungo termine con la cabina di regia della Provincia”. E’ questa la sintesi dell’incontro tenutosi a Palazzo dei Celestini convocato dal Presidente Fabio Tarantino. Il Presidente ha chiamato a raccolta i sindaci dei Comuni rivieraschi per lanciare un coordinamento, invitandoli ad agire insieme anche per partecipare ai bandi e ottenere i finanziamenti. Intanto ha assicurato che i primi cinque milioni di euro sono già disponibili su un totale di 26 previsti dal governo regionale per l’emergenza erosione delle coste pugliesi. Una cabina di regia coordinata dalla Provincia. Ad alcuni interventi immediati si assocerà un intervento di medio/lungo periodo con uno studio del territorio e del clima. Quello che la Provincia intende sottolineare è l’aspetto scientifico che deve precedere ogni intervento ed ogni finanziamento
SI MUOVE IL COMUNE
Anche il Comune di Tricase si sta muovendo; con deliberazione n. 45 del 19 febbraio, la Giunta ha ritenuto necessario dotarsi di uno studio geomorfologico che dettagli concretamente le reali condizioni di stabilità delle aree esposte alle situazioni di sfaldamento della costa che possono interessare, anche potenzialmente, gli specchi acquei prospicienti le zone interessate dai fenomeni franosi; ciò in località Porticciolo di Marina Serra e sulla banchina nord del porto di Tricase. L’approfondimento nasce, evidentemente, dal fatto che nel 2024 (ordinanza n. 40) venne disposta l’interdizione al porticciolo di Marina Serra con conseguente ed ovvio divieto di balneazione e, ancor prima nel 2014 (ordinanza n. 48) venne fatto altrettanto per il porto, stante la rilevanza del rischio legato all’elevata frequentazione di quelle località.
Quindi, si vuole verificare se quei divieti siano superabili e quindi se si possa consentire l’accesso e il bagno nel porto di Tricase Porto e nel porticciolo di Marina Serra?
La Giunta ha altresì disposto l’attuazione delle misure da intraprendere per il breve periodo per attività di comunicazione, divulgazione e interdizione volte a garantire la pubblica incolumità nelle more degli interventi progettuali commissionati dalla Struttura Commissariale per il dissesto geomorfologico presso la Regione Puglia
di Alessandro DISTANTE
Ai crolli alle Marine di Tricase -ed invero anche in altre località del Salento- dedichiamo gli articoli delle pagine interne.
C’è da riflettere se a Marina serra si scopre che c’era un progetto che, se realizzato, avrebbe evitato il crollo alla piscina e il divieto di balneazione.
Se poi si scopre che il progetto non è stato realizzato perché i pareri degli Enti preposti alla cura dell’interesse pubblico sono giunti in ritardo ed hanno bloccato il procedimento per l’approvazione e la realizzazione dell’intervento, c’è da riflettere ancora di più.
Eppure la normativa sul procedimento amministrativo ha, da tempo, previsto meccanismi di accelerazione che consentono di riunire intorno ad un tavolo tutti gli Enti interessati, creare un confronto e giungere ad una finale determinazione. Ma se si scopre che questo meccanismo procedimentale per la piscina di Marina serra era stato avviato e, ciò nonostante, non ha dato i suoi frutti, allora alle riflessioni si sovrappongono le preoccupazioni.
Sappiamo bene che un intervento in un posto così “prezioso” e “delicato” come un tratto di costa richiede -come è giusto che sia- l’ascolto ed il parere di tutti, ma se ciò, paradossalmente, porta alla paralisi, allora c’è qualcosa che non va. Verrebbe da dire che l’ottimo è nemico del bene. Sembra emergere, in generale, un atteggiamento di fondo: ogni soggetto portatore di uno specifico interesse si attesta a difesa di quello che è il suo punto di vista e manca la forza di trovare un’intesa e quindi di affrontare il problema, nei tempi e nelle forme giuste. Un deficit di politica, potrebbe dire qualcuno.
Ma c’è un’altra riflessione da fare: all’indomani dei fenomeni registrati in tutto il Salento, si sono succeduti sopralluoghi, incontri e iniziative utili a programmare un piano di interventi. Lo ha fatto la Regione, lo ha fatto la Provincia ed anche i singoli Comuni, come il nostro, hanno assunto deliberazioni d’urgenza; anche di questo diamo atto nelle pagine interne. Tuttavia gli interventi sono sempre a “giochi fatti” e mai in prevenzione, come invece dovrebbe essere; anche questa è una amara considerazione.
Infine: a muoversi, sul territorio, per verificare, scoprire ed eventualmente denunciare è stato un gruppo di operatori turistici di Marina Serra.
E gli altri? Ed i partiti politici? Eppure dovrebbero essere proprio loro, anche attraverso i loro rappresentanti nei vari Enti, a doversi fare carico di queste problematiche.
I gruppi di cittadini, magari spinti da interessi di categoria, si attrezzano e si muovono, finendo per scoprire colpe di chi dovrebbe curare gli interessi fondamentali, quale la salvaguardia dell’ambiente, e, ancora una volta paradossalmente, finisce per ostacolare interventi, apparentemente “duri”, ma necessari per evitare il peggio.
Eppure, sempre nelle pagine interne, trovano spazio due belle notizie: la presentazione del lido “Vengo anch’io” a Tricase Porto per soggetti con disabilità; si è realizzata per merito di un’Associazione (il Rotary del Capo di Leuca) d’intesa con altri Enti e con il Comune di Tricase. Un esempio di sana e proficua collaborazione per risolvere problemi come spiega l’ADOVOS a pag. 6. Una collaborazione che si sarebbe dovuta avere per Marina Serra e che invece non c’è stata, al punto che, in quel caso, le associazioni (e cioè i gruppi di cittadini organizzati) sono costrette a muoversi contro le Istituzioni, surrogandosi nella cura dell’interesse pubblico.