Più volte abbiamo parlato della criticità dell’illuminazione pubblica.
La Giunta Comunale, di recente, ha deliberato di procedere alla realizzazione di un nuovo impianto di pubblica illuminazione in Via Madonna di Fatima, nel tratto compreso tra Corso Ottaviano Augusto e Via Leuca prevedendo un importo di spesa di € 26.000,00. Il tutto con somme già stanziate in bilancio.
La Giunta, nelle premesse, ha richiamato la procedura per l’affidamento, mediante finanza di progetto, di un generale intervento sull’intero impianto.
Il progetto prevede non solo una riqualificazione dell’impianto illuminante ma anche di quello semaforico, la riqualificazione, gestione termica ed elettrica di edifici comunali e la realizzazione e gestione di infrastrutture finalizzate all’erogazione di servizi smart city.
Alla procedura di project ha partecipato il raggruppamento Enel Sole srl ed Enel X Italia srl per una somma complessiva di € 14.804.000,59 compresa IVA.
Intanto però la Giunta ha deciso di partire, in proprio, sulla via Madonna di Fatima.
di Vittorio SERRANO
Anche le prossime elezioni amministrative che si terranno in primavera, vedranno la coalizione di centro/sinistra in Tricase presentarsi in maniera ancora frammentata ed il Partito Democratico, che della coalizione costituisce naturalmente il perno politico ed elettorale, ha già proposto con largo anticipo il proprio candidato alla carica di Sindaco nella persona del Dott. Vincenzo Chiuri.
Sono profondamente convinto che l’unità del partito, e più ancora della coalizione, è un valore aggiunto e dal punto di vista qualitativo perché conferirebbe maggiore solidità politica alla proposta, e dal punto di vista elettorale perché sicuramente l’unità garantirebbe un risultato quantitativamente migliore.
Chi segue queste vicende sa che alla candidatura del Dott. Chiuri si aggiunge quella già annunciata dell’Ing. Andrea Morciano, e quella non presentata ma nei fatti esistente del Prof. Giovanni Carità consigliere comunale attualmente in carica, e poi ancora la candidatura di Vincenzo Errico espressione di un gruppo eterogeneo dal punto di vista politico, ma comunque proveniente egli stesso dall’area progressista. Non c’è che dire, è proprio un bel guazzabuglio.
Occorre considerare poi la candidatura di Antonio De Donno, Sindaco uscente che aspira giustamente ad essere riconfermato ma che evidentemente il centro sinistra considera ormai fuori dalla coalizione. Ma è proprio cosi? Aspettiamo che sia lo stesso Sindaco a dirlo.
Il rischio reale è che tanta frammentazione disorienti, ancora una volta, gli elettori costringendoli a scelte che finirebbero per indebolire l’intera coalizione.
Forse è proprio questa preoccupazione che ha spinto l’ing. Ippazio Morciano, Assessore Provinciale, ed il neo Consigliere Regionale dott. Stefano Minerva ex Presidente della Provincia, al quale sento di dover rivolgere i più vivi rallegramenti, ad esprimere forti perplessità sul metodo e sulle modalità che hanno portato il Circolo P.D. di Tricase alla scelta del proprio candidato; forse anche in virtù del ruolo che la nostra città ha sempre avuto nel panorama politico della provincia e che dovremmo rispettare.
Non sono mai stato personalmente molto convinto dell’uso dello strumento delle primarie, per la scelta dei candidati Sindaci negli enti locali, in questa situazione tuttavia le primarie sarebbero state lo strumento necessario ed utile per risolvere il problema.
Sarebbe stata espressa così una decisione più partecipata, maggiormente condivisa e quindi più forte sia elettoralmente che, soprattutto, politicamente.
Ora però occorrerebbe un cambio di passo, ripensare ad alcuni errori che non possono essere ripetuti, e cercare di aggregare, magari con il contributo della Segreteria Provinciale, le diverse sensibilità per superare divergenze ed incomprensioni. Un risultato elettorale non soddisfacente, infatti, non delude solo il candidato, ma anche gli elettori che decidono chi scegliere per farsi rappresentare.
Diventa importante inoltre capire la proposta politica del Partito e dell’intera coalizione per costruire un progetto di sviluppo condiviso che utilizzi e valorizzi le tante risorse naturali e soprattutto umane di cui il nostro territorio e la nostra comunità dispongono.
Tanto, per dare una visione chiara di quale potrà essere il futuro della nostra città.
E’ questo e solo questo il motivo che mi ha spinto ad esternare la mia riflessione, un semplice contributo, per affrontare con il giusto coinvolgimento questo importante appuntamento per la nostra comunità.
Tanti auguri a tutti di Buon Anno.
L’inizio di un anno è sempre salutato da brindisi ed auguri e, sempre, da buoni propositi. Cominciamo anche noi con i buoni propositi: offrire un giornale che sia di informazione e di dibattito. Un obiettivo tanto più importante in un’epoca in cui la tentazione di delegare sembra prevalere e dove gli spazi di partecipazione sembrano ridursi anche per lo smarrimento di quel “bene comune” alimentato dall’affermarsi di logiche di tornaconto personale e dal particulare.
In questo primo numero un segnale in controtendenza. Alcuni nostri Lettori ci hanno inviato riflessioni e spunti per un dibattito che speriamo decolli. Tricase vivrà un momento importante nel 2026 con il rinnovo o la conferma dei vertici cittadini; l’augurio è che non sia soltanto un appuntamento elettorale, ma l’occasione per un confronto su Tricase e sul benessere dei suoi cittadini.
All’interno troverete tutti gli articoli, mentre, in Prima pagina, il loro inizio, a dimostrazione o, almeno, come buon auspicio per il nuovo anno.
SABATO, 17 GENNAIO RITORNA IL VOLANTINO:
29 ANNI DI INFORMAZIONE, CONFRONTO E COMUNITÀ.
Sabato segna il ritorno in distribuzione del settimanale cittadino di Tricase, che giunge al suo 29° anno di vita.
Un traguardo importante per quella che, da sempre, è molto più di una semplice pubblicazione: una piazza cartacea dove si incontrano opinioni, storie, idee e punti di vista, nel pieno rispetto della libertà di espressione.
Il Volantino continua ad essere un luogo di confronto, riflessione e informazione, radicato nel territorio e vicino alla sua gente.
Un grazie sentito a tutti coloro che, con il loro sostegno e contributo, rendono possibile la sua pubblicazione.
Vi aspettiamo sabato, con il nuovo numero.
Buona lettura e… bentornati
TRICASE, 30 DICEMBRE 2025 - Nel primo anniversario della scomparsa di don Donato, i nipoti hanno voluto compiere un gesto carico di affetto e significato: durante la celebrazione nella chiesa di Sant’Antonio, hanno donato alla comunità alcuni oggetti personali del caro don Donato, insieme a una lettera carica di spiritualità e memoria.

La lettera di Ilaria BLEVE
Carissima comunità parrocchiale di Sant’Antonio e sacerdoti e diaconi presenti, vi porgo i saluti e gli auguri da parte di tutti noi familiari di don Donato.
Ad un anno esatto dalla scomparsa dello zio, con l’affetto che ci lega a questa comunità, abbiamo voluto ritrovarci insieme a voi, per celebrarne la vita e la fede.
Nonostante siamo tanti nipoti, abbiamo deciso all’unanimità e liberamente di donarvi alcuni oggetti personali dello zio: la bellissima pianeta simbolo del suo ministero sacerdotale, che stasera don Pierluigi indossa insieme alla stola che, potremmo dire, rappresenti tutti voi portati per tanti anni e con amore sulle sue spalle, il manipolo e il calice che sono qui esposti, tutti relativi al giorno della sua ordinazione il 9 luglio 1966. L’altro calice, regalo per il 25esimo anniversario, verrà utilizzato per la celebrazione di questa sera, e un camice.
Mentre stiamo percorrendo quello che sarebbe stato il 60esimo anno dall’ordinazione sacerdotale dello zio, che si completerà quindi il 9 luglio prossimo, ci sembrava bello riconoscere in voi la sua sposa, coloro ai quali ha cercato con il suo amore di trasmettere un amore più grande, quello di Dio per il suo popolo e la speranza nella vita nuova che è Cristo. Lo ha fatto in mille modi, dando spazio a chi aveva iniziativa, idee, e aiutando tutti ad operare insieme secondo le proprie capacità. Lo ha fatto con la cura per i bambini, ma anche per gli anziani, gli ammalati, i fragili, perché tutti insieme “siamo la chiesa”.
Ha anche trascorso tante ore della sua vita e notti insonni a comporre melodie sul suo pianoforte perché la preghiera dentro di lui si faceva canto nuovo. Anche quel pianoforte noi oggi lo consegniamo a voi perché lo custodiate con amore nel suo ricordo e possa essere un ausilio per i ragazzi per coltivare la bella arte della musica.
Vi doniamo anche il ritratto dello zio, realizzato dal maestro Xenopoulos, dopo il lavoro del grande affresco absidale di questa chiesa. Lo realizzò quando era tornato in Grecia e lo zio fu sorpreso proprio dalla sua capacità di ricordare i suoi lineamenti senza che gli fosse davanti, né avesse delle fotografie.
Questi beni vengono dati perché vengano utilizzati dalla Parrocchia per le attività liturgiche e pastorali, e che vengano custoditi con cura.
Permettetemi di ricordare stasera anche le zie Anna, Teresa e Pompea, che si presero cura dello zio fino al 2006 e si lasciarono sempre coinvolgere nel servizio a questa parrocchia, dai fiori alle tovaglie ai vari paramenti liturgici, ma anche con generosità nel donare i propri risparmi per la costruzione di questa chiesa, come ricorda anche l’abside che ne riporta i nomi.
Per noi familiari questa parrocchia è carica di ricordi, sin da quando eravamo bambini nella chiesa dei cappuccini e questa in cui ci troviamo ora che tante energie comportò da parte dello zio e della comunità. Parlava spesso in particolare delle tante iniziative e del tanto impegno delle catechiste (anche di chi non c’è più) per la raccolta dei fondi e poi di tanti che si prodigarono per lo stesso fine. Anche le nostre famiglie parteciparono.
Questa parrocchia perciò, al di là di quanto riusciamo a frequentarla personalmente, avrà sempre un posto speciale nel nostro cuore.
Voi avete avuto l’esclusiva della sua missione sacerdotale, e lui, fondatore della parrocchia è diventato espressione di quella pietra angolare ancora più solida che è Cristo ed oggi ormai intercede per noi presso il Padre.
Il ricordo di ciò che il vostro parroco don Donato ha costruito insieme a voi, e non mi riferisco più alle pietre di questa chiesa, ma a voi come persone, è una memoria che rimane. Rimane nei vostri cuori e nella vostra formazione. È necessario che rimanga l’effetto della sua azione pastorale: i gesti, la cura, l’affetto, i sorrisi, a volte i rimproveri, lo sprone anche solo con uno sguardo, come giorni fa mi ricordava qualcuno di voi. Per questa azione don Donato è nato ed ha operato in mezzo a voi per tutta la sua vita di sacerdote, fino all’ultimo giorno.
Noi vi ringraziamo per l’affetto che gli avete espresso nei tanti anni e per la cura che diversi di voi si sono presi di lui in varie situazioni e in vari modi, e ci auguriamo di camminare ancora insieme sulle orme di Cristo e di questi testimoni luminosi che Egli stesso ci ha “donato”. Grazie a tutti.