di Alessandro DISTANTE
La campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale e la elezione del nuovo Presidente ha visto pressocché tutti i candidati impegnati sul tema della Sanità. Lo testimoniano i vari video nei quali i candidati fanno il giro degli Ospedali per concludere ogni visita con le solite frasi: personale eccezionale, preparato e sempre pronto a lavori ed interventi al di sopra delle loro possibilità; ma mezzi insufficienti e pochi soldi.
Ora, in campagna elettorale tutti a promettere grandi interventi e risolutive ricette.
“Nei primi sei mesi dimezzeremo drasticamente le liste d’attesa, potenziando i pronto soccorso”, dichiara Luigi Lobuono, candidato per il Centro Destra.
“Investimenti nelle strutture, nuove assunzioni e digitalizzazione dei servizi. Creazione di centri di assistenza di prossimità” gli risponde Antonio Decaro, candidato governatore per il Centro Sinistra.
Intanto secondo i dati del 13^ studio sulle performance regionali, curato dal CREA (Centro per la ricerca economica applicata alla sanità) dell’Università di Tor Vergata di Roma, i pugliesi esprimono un grado di soddisfazione per la Sanità pari al 5,8, inferiore a quello medio nazionale che è del 6,8. Come la Puglia anche la Basilicata, regioni che occupano gli ultimi posti di questa speciale classifica della insoddisfazione.
Tra gli indici di insoddisfazione più forti in Puglia c’è quello relativo all’assistenza alle persone non autosufficienti e legati ai ricoveri nelle residenze sanitarie.
La Puglia, inoltre, con il 27%, è tra le cinque regioni segnate in rosso sulla mappa nazionale per i livelli di performance, inferiore al 33% del massimo raggiungibile.
E il bilancio economico della sanità pugliese? Qui le cifre ballano; secondo alcuni, sarebbero ben 130 i milioni di deficiti del 2024, disavanzo coperto in parte con l’extragettito Irpef (48 milioni) e per 83 milioni con fondi del bilancio ordinario. Secondo il Presidente uscente Michele Emiliano, invece, i conti sono ben diversi: il risultato negativo sarebbe soltanto di 88 milioni di euro, non mancando di sottolineare che “Il bilancio avrebbe registrato un risultato ancora migliore, se la Regione Puglia non avesse dovuto contabilizzare conguagli di mobilità sanitaria riferiti ad anni precedenti, in particolare al periodo pandemico”.
Insomma i conti della sanità pugliese -secondo Emiliano- sarebbero in equilibrio e le prestazioni sanitarie tra le migliori d’Italia. Affermazioni rilasciate dal Presidente dopo la riunione svoltasi presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze in seno al tavolo di verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza e sui dati del Bilancio consolidato 2024.
Secondo i più disfattisti, per il 2025, le previsioni sarebbero addirittura di un disavanzo sanitario che potrebbe toccare i 360 milioni perché ai 130 milioni di deficit strutturale si sommerebbero 230 milioni di maggiori costi previsti.
Tutti concordano che voci rilevanti del deficit, qualunque esso sia, sono la spesa farmaceutica e la mobilità passiva e cioè di quelli che sono costretti ad andare fuori Regione per curarsi (con obbligo di rimborso a carico della regione Puglia).
Intanto sono partiti i concorsi per 1.000 infermieri (79 per l’ASL Lecce) e per 1.000 operatori socio sanitari (188 ASL Lecce)
La Sanità -è risaputo- assorbe la maggior parte del bilancio regionale e, stando a quanto rilevato in ricerche tra i pugliesi, gli elettori mettono al primo posto delle questioni che i nuovi eletti dovranno affrontare proprio la sanità.
Una volta eletti, non basteranno le promesse e le visite ai Reparti; dovranno seguire i fatti, tanto più necessari nei confronti di una popolazione che continua ad invecchiare e che quindi, sempre di più, ha necessità di una sanità che funzioni. Vedremo ed intanto andiamo a votare!


