Non c’è che dire: l’Estate tricasina è stata densa. Tantissimi gli appuntamenti e molti anche di notevole spessore. Molti gli incontri con scrittori, giornalisti, artisti di varia natura e provenienza e poi anche temi di estrema attualità con aperture a questioni di rilievo internazionale. Molto validi, in particolare, le serate nel circuito Salento Book Festival e la manifestazione, frutto dell’amore per Tricase, Due Rive.

Bene anche le iniziative che non hanno avuto la paternità e/o il sostegno dell’Amministrazione Comunale, ma che sono state frutto di presenze radicate o che vanno radicandosi nel territorio. Il riferimento è a luoghi (come il Catello di Tutino) oppure ad associazioni (come Tricase: che fare, Celacanto o Liquilab). Se a questo aggiungiamo la vivacità delle frazioni di Depressa e Lucugnano, con sagre ben riuscite o con momenti culturali, altrettanto gradevoli, possiamo dire che il bilancio è positivo.

Diverso il discorso per le Marine, dove il mancato completamento dei lavori ha condizionato la loro fruibilità; inoltre, quasi tutte le iniziative di approfondimento e di svago si sono svolte nel capoluogo, così favorendo il permanere delle persone nel Centro di Tricase, fondamentalmente Piazza Pisanelli.

L’aria di festa e di spensieratezza estiva ha  purtroppo dovuto fare i conti con un clima internazionale niente affatto favorevole: alla guerra in Ucraina, sempre più feroce, si è aggiunta la drammatica situazione di Gaza ed anche, come se non bastasse, della Cisgiordania; al fondo, la convinzione che i problemi si devono risolvere con la forza e la violenza, non essendoci spazio -secondo questo modo orribile di pensare- al dialogo, alla diplomazia e al diritto internazionale.

Intanto, durante l’estate non sono mancati spunti per la prossima stagione che si presenta anch’essa intensa, questa volta di appuntamenti elettorali. Lo psico dramma della candidatura di Decaro per il Centro sinistra e la non ancora scelta del centro destra (a poco più di due mesi dal voto) la dicono lunga sullo stato di disagio del sistema politico, incapace di far prevalere lo spirito di coalizione e il confronto sui programmi, offrendo un triste spettacolo dove prevalgono ambizioni personali o, quando va bene, di partito. Da qui l’uso degli incarichi istituzionali (in parlamento europeo, nazionale o regionale) come postazioni o poltrone utili per poi passare altrove, nel massimo disinteresse per gli elettori che hanno dato il voto. Non un bell’esempio in una democrazia che evidenzia sempre di più degenerazioni pericolosissime.

Anche a Tricase, proprio in estate, è partita la campagna elettorale per le amministrative della primavera del 2026. La prima uscita è stata di Tricase Insieme che ha presentato il candidato sindaco (Vincenzo Errico) ed i temi programmatici. La speranza e l’augurio è che si continui a confrontarsi sulle cose da fare e sull’idea di Città e che le schermaglie sulle candidature cedano il passo al confronto partecipato. A.D.

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