di Giuseppe R. PANICO
Tricase, con le prossime restrizioni al passaggio a livello di via Roma e la ridotta transitabilità dei sottopassi FSE, rischia di trovarsi maggiormente separata con le frazioni di Tutino e S. Eufemia.
Conseguenza anche questa della assenza di un PUG o di uno sviluppo urbanistico e viario correlato al crescente traffico privato e commerciale. Traffico che ha anche portato all’ intasamento aggiuntivo, con automobili in sosta, di strade, piazze e finanche marciapiedi, (con disagi e perdita di valore delle antistanti abitazioni).
Aree queste utilizzate, per carenza di ampie e vicine aree attrezzate, (come anche per l’aumento di quelli per disabilità dovute all’ invecchiamento della popolazione), più come parcheggi privati a lunga sosta che per libero transito.
Su diverse strade, è ormai difficile anche il doppio senso di circolazione che andrebbe ridotto a senso unico. La più diffusa urbanizzazione degli ultimi decenni, sviluppatosi poi, non verso la costa e il mare, come altrove, ma verso l’interno e le stesse frazioni, ha ulteriormente aggravato la viabilità.
Frazioni che non si è riusciti o voluto meglio collegare né con piste ciclabili, né con più idonei marciapiedi, né allargando qualche già esistente ponte ferroviario. Va aggiunto che alcuni tratti FSE del Sud Salento, come il nostro e quello Maglie-Otranto, sono considerati spesso “binari morti” o quasi, con snervanti passaggi a livello.
Più che essere “seppelliti”, per evidente assenza di passeggeri (come un tempo tantissimi studenti, lavoratori e finanche merci), vengono ora ammodernati.
La realtà sociale, già profondamente mutata, e il crescente sviluppo e velocizzazione del trasporto su gomma, privato e collettivo, dei comuni interessati, favorito dalla fitta rete viaria extra-urbana, sembrerebbe rendere superflue tali tratte, con conseguenti altissimi costi/passeggero a nostro carico.
Una FSE con capolinea e hub a Maglie, a breve raggiungibile in pochi minuti (per allargamento SS 275), con shuttle pubblici/privati, come ipotizzato in passato, avrebbe consentito, un rilevante nuovo assetto urbanistico di Tricase (e non solo), come anche di recuperare risorse pubbliche per migliorare e velocizzare il tratto ferroviario Maglie - stazioni F.S di Lecce e Brindisi e poi aeroporto.
Come anche realizzare un più rapido e diretto collegamento stradale fra il Levante della nostra costa rocciosa e il Ponente di quella sabbiosa, senza attraversare altri comuni.
Ove la nostra stazione FSE continuasse ad essere, come già ora, di semplice transito ferroviario, sarebbe poi utile assorbire, le aree eccedenti e ampliare, così, viabilità, aree verdi e parcheggi. Incentivare turismo ed economia, attraverso sistemi di trasporto, che non siano superflui o fortemente passivi, nell’ambito di auspicabile più rapido sviluppo del Sud Salento, ci aiuterebbe a liberarci, in comunione con altri comuni, di quella rovinosa patina di Area Interna che ci portiamo addosso.
Ne limita gli investimenti e la scarsa restanza di tanti nostri giovani più preparati e restii anche al ritorno. Come anche “l’arrivanza” di nuovi cittadini, come anziani/pensionati, attratti dal nostro clima, mare e cultura, qualità ospedaliera ed ampia ed economica disponibilità immobiliare.
Purtroppo, anche la vasta disponibilità di fondi PNRR , sempre per mancanza di PUG o validi programmi, non ci ha portato migliorie di sorta (come anche piste ciclabili verso la costa), utili al nostro benessere e a un turismo, in gran parte straniero e non solo estivo. Argomenti potenziali, questi, anche delle prossime elezioni regionali e poi di quelle nostre comunali.
Riguardano noi tutti che alle urne dovremmo recarci, attratti o meno da programmi e fiducia verso i candidati. Non sempre si verifica, ma, rifiutando di votare, si finisce per ridursi a meri abitanti, iscritti solo alla anagrafe e marcati dalla ignavia.
In tal caso, meglio, come suggeriva il grande Montanelli, turarsi il naso e votare quello/a con meno “cattivi odori”.
Il grande statista Churchill diceva inoltre che la democrazia è un pessimo sistema di governo, ma che gli altri sono peggiori”. Democrazia, a volte “maleodorante”, che, in questa epoca di guerre e incertezze, utopie ed illusioni, ampliate anche via social, val la pena difendere contro i crescenti totalitarismi. Meglio se, con urne affollate, voto consapevole, seri programmi e poi eletti più che… meritevoli.


