Come anticipato nel numero scorso, il Consiglio Comunale ha approvato, all’unanimità, la variante urbanistica in deroga allo strumento urbanistico che consentirà all’Ospedale Panico di completare un intervento (la così detta Piastra) e intervenire sul Pronto Soccorso.

La strada seguita è stata quella della conferenza di servizi prevista per gli impianti produttivi; mancando aree idonee allo scopo, la normativa consente di andare in variante e in deroga allo strumento urbanistico e di effettuare interventi che, diversamente, non potrebbero essere effettuati. Ovviamente, ciò è possibile se l’intervento ha un interesse pubblico e, nel caso di specie, non c’è dubbio che l’Ospedale è portatore di un interesse pubblico.
D’intesa con la Regione, il Comune, sotto la guida dell’Ufficio tecnico, ha proceduto quindi alla variante sbloccando una situazione che, nei mesi scorsi, aveva portato a rinviare l’esame di un progetto che aveva incontrato non poche perplessità. Il voto è stato unanime, sia da parte della maggioranza che dell’opposizione. Qualche rilievo è stato comunque mosso e ciò sia dalla minoranza (intervento del consigliere Giovanni Carità) che dalla maggioranza. In particolare il consigliere Ippazio Cazzato ha ricordato che il progetto così come era stato presentato un anno addietro non poteva essere approvato perchè “devastante” così proseguendo: “Oggi non è che sia eccezionale, ma certamente meno devastante per il territorio”.
Il consigliere Cazzato ha fatto riferimento in particolare allo “stravolgimento dell’entrata principale” che verrebbe collocata sulla strada che congiunge Depressa con Tricase. Al riguardo il consigliere Vito Zocco ha chiarito che “l’acceso principale non sarà … il cancello aperto sull’angolo di via Giovanni XXIII, ma è un’apertura che sta più sopra, verso i poliambulatori, quindi ci sarà l’apertura dei poliambulatori, l’apertura attuale, odierna e l’apertura laterale di fronte a Dolce e salato”.
Sulla necessità di ritornare sull’assetto complessivo della zona si sono succeduti altri interventi ed in particolare quello del consigliere Carmine Zocco e del Sindaco De Donno, il quale ha fatto riferimento a possibili finanziamenti per una sistemazione complessiva della viabilità per l’intera zona.
La Regione, nell’esprimere il suo assenso alla variante, aveva posto, come condizione, un limite al frazionamento e alla alienazione della struttura per un periodo di cinque anni. La prescrizione è stata poi superata a seguito di Osservazioni da parte della Pia Fondazione, sicchè si è giunti alla diversa prescrizione che la struttura non potrà cambiare destinazione e quindi dovrà rimanere una struttura sanitaria.


