di Alessandro DISTANTE

Mancano pochi giorni all’avvio ufficiale della campagna elettorale per le regionali ed anche Tricase si arricchisce di segreterie politiche, di muri che si riempiono di manifesti rigorosamente 6x3 e di messaggi e spot elettorali che viaggiano sui social.

E’ necessario suscitare interesse per invertire il trend negativo e preoccupante che, nelle ultime elezioni (vedasi Calabria e Toscana), ha registrato una partecipazione al voto di meno della metà degli aventi diritto. Una democrazia dimezzata.

Se il dato dell’elettorato attivo denuncia questo rischio democratico, l’elettorato passivo (e cioè quello di chi si candida) è, per Tricase, ancor più di segno negativo. A meno di colpi dell’ultima ora, al momento, nessun tricasino è candidato al consiglio regionale. Non è da escludere che, alla vigilia della chiusura delle liste, qualche nostro concittadino possa trovare spazio, ma si tratterebbe -è brutto dirlo- di candidature “di servizio” o, peggio, “di riempimento”.

La questione non è di poco conto, avendo la nostra Città, da tempo, rinunciato a proporsi sullo scenario regionale. Una competizione difficile e costosa, ma, al di là di questo, una competizione alla quale si arriva con un certo “peso” politico.

Nella irrilevanza dei partiti, surclassati dalle singole personalità politiche, Tricase non ha espresso negli ultimi decenni persone, a livello locale, che si siano caratterizzate ed imposte politicamente. A partire dalla c.d. Seconda Repubblica, i Sindaci sono stati tutte brave persone ed alcuni anche buoni amministratori, ma senza un loro inserimento in percorsi che andassero al di là dei confini comunali e tutti Sindaci che, terminato l’incarico da sindaco (in alcuni casi prima del previsto), non hanno continuato a fare politica attiva. Tricase finisce, così, per essere serbatoio di voti per vecchi e nuovi “politici di fuori” che, forti dei loro referenti locali, si ricordano della nostra Città essenzialmente in occasione degli appuntamenti elettorali.

Eppure Tricase ha un bacino di voti non irrilevante che può rappresentare una buona base di partenza; ma prevalgono invidie, gelosie, divisioni, tornaconti personali e, politicamente, mancanza di rappresentatività oltre le mura.

I tricasini finiscono, così, per essere utili portatori di voti e poco più.

Da dove cominciare? Discorso complesso che meriterebbe e necessiterebbe di un dibattito. Ne vogliamo parlare (magari scrivendo su questo foglio)?

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