Acquedotto Pugliese ha diramato un avviso con il quale annuncia una restrizione nella fornitura di acqua potabile. Ciò a partire da lunedì 20 ottobre e raccomanda: “E’ fondamentale contenere i consumi e tutelarsi con l’autoclave”
Le ragioni -secondo AQP- sono da ricercarsi nella più dira crisi climatica da inizio millennio con la conseguenza che l’acqua a disposizione del potabile è sempre meno. Da qui la riduzione di pressione sulla rete a partire dal 20 ottobre.

“L’obiettivo -continua AQP- è allontanare il rischio di emergenza idrica, che comporterebbe restrizioni più dure come le turnazioni nell’erogazione”.
“Con i livelli attuali di prelievo (irriguo e industriale oltre quello per usi civili) e con i regimi di precipitazioni e temperature registrati ad oggi e che, sulla base delle più recenti previsioni, sono confermate per l’immediato futuro, l’acqua a disposizione per il potabile è sufficiente a coprire l’intero fabbisogno garantito da AQP- oltre 4,3 milioni di persone- fino a gennaio. Le nuove riduzioni di pressione, insieme al risparmio di ognuno, possono allontanare questa scadenza, nell’auspicio di un miglioramento della tendenza climatica”
“Oggi, la disponibilità delle sorgenti è inferiore del 28%rispettoalla media dell’ultimo decennio e da queste dipende quasi un terzo dell’acqua potabile distribuita da AQP”.
Sin qui quanto fatto sapere da AQP. Ora alcune riflessioni: la questione “acqua pubblica” è stato un odei temi centrali della politica regionale con la battaglia portata avanti dalla Regione guidata da Emiliano ed anche da un forte movimento di base contro la privatizzazione del bene acqua. Si è giunti a salvaguardare la proprietà pubblica dell’acqua ma i problemi di fondo restano.
E’ notorio come buona parte dell’acqua si perde per strada a causa delle criticità delle condutture. E’ altrettanto evidente che c’è uno spreco di acqua a partire dalle nostre cattive abitudini quotidiane. Ragioni pubbliche e private si innestano su questioni ancor più generali e, oserei dire, globali: la crisi climatica che ha portato a cambiamenti che incidono -anche secondo quanto detto da AQP- sulle scorte naturali di acqua. Ma una questione di infrastrutture si pone non solo per le condutture idriche ma anche per opere quali dighe, pozzi ed altro.
Ed è anche su questo tema che riguarda la vita quotidiana di ogni pugliese e l’economia, soprattutto quella in agricoltura che i candidati alla Regione sono chiamati a confrontarsi e a prospettare possibili soluzioni.


