di Giuseppe R. PANICO
L’INCONTRO
Prosegue l’iter per la istituzione dell’Area Marina Protetta, adiacente al Parco Otranto-Leuca. Il nuovo incontro, tenuto presso la sede dl CIHEAM a Tricase Porto, nella mattinata di sabato 18/10 e per via essenzialmente telematica ha consentito di fare il punto su tale articolato iter. L’ Area si estende per 68 km, lungo l’intero suddetto parco, affacciantesi sul Canale d’Otranto, e interessa ben undici comuni costieri. Sono circa 56.000 i relativi abitanti che, insieme agli operatori economici e culturali locali, potranno anche avanzare fondate osservazioni e proposte.
Una procedura dunque lunga e complessa che, basata su più steps, dura ormai da diversi anni, con il coinvolgimento di Stato e Regione e supportata da organizzazioni e culture ambientaliste. All’incontro, pubblicizzato dal nostro Comune, è stata invitata anche la cittadinanza, poi quasi del tutto assente, a meno di pescatori e titolari di attività locali. Sono intervenuti otto sindaci, con interventi comunque marginali e richiesta di tutta la documentazione, per successivi approfondimenti e proposte. Oltre alla illustrazione delle attività, propedeutiche a tale istituzione, svolte dai singoli enti interessati, con le consuete lungaggini in apprezzamenti e convenevoli, sono state evidenziate le già note particolarità di tale area, quali una molteplicità di grotte marine, coralligeni sui fondali, estensioni di posidonia, presenza di foca monaca e zone di riproduzione ittica. Sarebbe la quarta in Puglia, dopo quelle di Porto Cesareo, isole Tremiti e Torre Guaceto, ma fra le più estese in Italia ed in Europa. L’estensione verso il largo di tale nostra A.M.P., da una prima ipotesi di tre miglia nautiche, è stata poi ridotta (ora 1,5 miglia o 2778m) ma mantiene comunque la continuità lungo costa, a meno di ristrette zone antistanti Tricase Porto e Castro. Tale “Prima Proposta di Perimetrazione e Zonazione”, potenzialmente ancora variabile, prevede tre sottozone: A (rossa) di Riserva Integrale, B (gialla) di Riserva Generale e C (azzurra) di Cuscinetto.

ALCUNE CONSIDERAZIONI
L’Area si svilupperebbe lungo la fascia costiera, già molto vincolata e improduttiva, sia di una importantissima rotta mercantile, sia di un’area fortemente antropizzata (11 comuni con 56000 abitanti), con una diffusa povertà e con giovani sempre più in fuga per carente economia locale. Economia focalizzata questa, in gran parte, su un crescente turismo costiero con balneazione e nautica. Le possibili restrizioni, anche sulla pesca professionale e sportiva, interessano, ovviamente, anche le popolazioni dei comuni dell’hinterland che frequentano lo stesso mare. Il cambiamento climatico, oltre a favorire il turismo, in particolare straniero e più attento alla qualità/disponibilità dei servizi, sta favorendo anche il cambiamento dell’habitat marino con il moltiplicarsi di nuove specie ittiche. Mari più caldi, recente allargamento del Canale di Suez e relativo incremento del traffico mercantile, ne stanno incentivando migrazione e diffusione. I tipo di habitat, che si intende ora proteggere, può dunque più rapidamente, cambiare e incidere anche sulla pesca (vedasi granchio blu). La possibile attivazione al largo di un vasto parco eolico galleggiante, con relativi ancoraggi in zona e cablaggi verso la costa, attraversanti tale area, è un altro fattore che non andrebbe trascurato. Non risultano noti o ben evidenti i danni e i pericoli che tale area ha subito negli ultimi anni, per una gestione meno vincolante, come è tuttora, e la conseguente motivata necessità/opportunità di un’AMP così estesa e potenzialmente impattante. Danni o pericoli, comunque, e da sempre, contenibili con le consuete leggi e ordinanze. Lungo la costa interessata, non esistono scarichi di natura industriale e tali da danneggiare il vicino habitat marino che si intende proteggere maggiormente. Gli scarichi sono invece quelli delle acque reflue e carenze fognarie, da gestire/eliminare con maggiore attenzione e priorità. A differenza di tanti parchi terrestri e aree marittime protette, istituite in aree poco antropizzate/abitate/frequentate, di estensione contenuta e di interesse di uno o pochi comuni, quella di Otranto-Leuca in itinere, così estesa e confinante col parco Otranto-Leuca, potrebbe assumere aspetti molto restrittivi sullo sviluppo della economia locale già condizionata dall’adiacente parco e dalla assenza di attività produttive di sorta.
Molteplici aspetti focalizzabili, oltre che sui rilevanti valori naturalistici e di ritorno di immagine, anche sul particolare contesto socioeconomico del Sud Salento Orientale. Ancor più a Tricase, con i suoi quasi 9 km di costa, già in sofferenza per un Piano Coste inattivo, per divieti di balneazione inattesi su ambedue le marine e per servizi nautici già ridimenzionati ma ampliabili anche con porti a secco. Come anche per la presenza di un Rio da recuperare e un istituto professionale, con corsi dedicati alla economia e attività marittime e giovani che non vorrebbero emigrare verso altre coste e mari.


