di Alfredo SANAPO
 
Stando alla pletora abbastanza inflazionata di candidati a sindaco per il comune di Tricase - 7, secondo quanto riferisce Quotidiano di Puglia - più che ad una competizione elettorale sembra di assistere ad una corsa di cavalli. Tralasciando le quotazioni dei vari bookmakers, le relative puntate e magari la costruzione dell'ippodromo in città, vorrei soffermarmi un attimo su destrieri, scuderie e fantini coinvolti.
 
Per quanto riguarda i candidati "ufficiali", l'equino cavalcato da Antonio De Donno sarà senz'altro Pègaso, il cavallo alato bianco figlio di Medusa e Poseidone, in quanto aderente alla tendenza del candidato a voler vincere facile bypassando orpelli di qualsiasi genere. Non sembra si siano riscontrati problemi nel trovare la nuova scuderia perché è in atto uno spostamento dal centrosinistra verso la corte di Adriana Poli Bortone (fonte Cantiere Civico) alla quale egli avrebbe - invano - dato il suo appoggio come candidata a Presidente della Provincia di Lecce.
 
Il dott. Vincenzo Chiuri sicuramente inforcherà Bucefalo, il fedele cavallo di Alessandro Magno, poiché la tenuta della scuderia di centro sinistra (PD, Cantiere Civico, Sinistra Italiana) che lo sostiene sembra essere indissolubilmente legata all'effettiva lealtà dei suoi componenti.
 
La scuderia self-made di Vincenzo Errico (Tricase Insieme) ha scelto per lui Marengo, il cavallo arabo di Napoleone che ben si presta all'atteggiamento dell'aspirante estremamente pragmatico verso i problemi. Tuttavia, bisogna augurargli solo che il suo destriero non si spaventi di fronte al nemico e non ripeta l'ultima prestazione offerta a Waterloo.
 
L'ing. Andrea Morciano condurrà Marsala, la cavalla grigia di Garibaldi, per poter meglio sostenere la spinta per la campagna "risorgimentale" che il candidato intende attuare per la sua città. Gli stallieri di Radici e Futuro sono pronti a sostenerla con la biada dell'ascolto e della fiducia. 
 
Riguardo i "probabili" candidati indicati dal Quotidiano di Puglia, il prof. Giovanni Carità (Tricase Che Fare?) guiderà Palòmo, il destriero grigio di Simón Bolívar, il liberatore sudamericano, in ragione della sua imponenza e resistenza. Vista l'inclinazione del candidato a correre in maniera indipendente e alternativa pur se a sinistra, egli avrà certamente bisogno di un cavallo così forte.
 
L'imprecisato candidato di centrodestra disporrà di Sleipnir, lo stallone grigio del dio Odino della mitologia norrena. Dotato di 8 zampe, potrà facilmente adattarsi alla conquista dei posti chiave in giunta - come ormai negli ultimi anni in quella formazione accade da costume consolidato - a seguito di accordi al secondo turno.
 
All'ing. Fernando Dell'Abate toccherà, infine, Ronzinante, il cavallo di don Chisciotte, non essendo al momento appoggiato da associazioni o movimenti talmente solidi da garantirgli di finanziare i costi d'acquisto di un cavallo migliore. Il rischio, legato al suo sostegno da parte di voci di strada, poteva essere che gli venisse rifilato un deprecabile mulo: tutto sommato gli è andata bene.
 
Resta da vedere, data l'ampia platea di concorrenti, se tutti vogliano davvero vincere la competizione. Su 7 candidature a sindaco, almeno 2,5 sembrano essere determinate e convinte: sulle altre 4,5 aleggia lo spettro di una finta posta - più trotto che galoppo - finalizzata ad uno scranno in giunta o ad un seggio con il semplice ruolo di capogruppo.
 
Come da tradizione, a Tricase, nella corsa si avverte l'assenza di un'amazzone (le uniche finora sono state Maria Assunta Panico e Francesca Sodero nel 2017). Ma di tempo ancora ce n'è per sperare in una donna temeraria che si proponga o venga proposta. Chi vivrà, vedrà!
 

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