di Alessandro DISTANTE

Rischia di apparire una esercitazione inutile lo scrivere, l’andare in stampa, il veicolare notizie e temi di discussione in un momento della storia dove al confronto si è sostituito lo scontro, alla ricerca la prepotenza, all’umano il disumano.

Lo sforzo, allora, deve essere quello di cogliere quello che pure accade intorno a noi; frammenti di fatti apparentemente insignificanti, eppure gli unici che aiutano a dare un senso a questi giorni e a questi anni di esagerata follia.

Accade così che una Associazione, il FAI, si impegna a svelare le bellezze che ci stanno attorno, organizzando visite guidate da ragazzi in luoghi e palazzi che ci stanno accanto ma dei quali poco sappiamo e poco conosciamo.

Accade che si presenti una raccolta di spunti e riflessioni su argomenti, i più vari, in una interlocuzione curiosa tra lettore ed autore e ancor più accade che a tessere i fili di questi racconti sia una persona la cui testimonianza ci riporta ai valori veri della vita.

Accade di ricordare in questi giorni la nascita di don Tonino Bello, profeta della pace e dell’impegno per una società più giusta. Un profeta che già predicava i due popoli e due Stati e che, di fronte alle guerre, ad ogni guerra, non si stancava di scandalizzarsi e di scandalizzare con i suoi gesti forti contro la follia dei nuovi Caino.

Accade di attendere, con curiosità e con affetto, di vedere l’ultimo film di Winspeare, il racconto, certamente poetico, di una madre che vive, in un piccolo paese, storie di contaminazioni di popoli, di culture e di classi sociali.

Accade di vedere operai impegnati a montare le luminarie a Tutino, in attesa della prima festa dell’anno, la Madonna delle Grazie, un evento che coinvolge per mesi o addirittura per l’intero anno tante e tante persone fortemente motivate dal culto per la Madonna e dall’amore per le sane tradizioni.

Sono questi accadimenti che danno un senso a questi nostri giorni che sembrano arrendersi impotenti di fronte all’avanzare della violenza, all’affermarsi di processi di disumanizzazione con algoritmi che si sostituiscono all’intelligenza umana e con mistificazioni che allontanano da esperienze autentiche.

Forse il segreto è partire proprio da questi frammenti di verità utili a costruire un puzzle dove il bello e il buono tornino ad essere i protagonisti.

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