di Pino Greco
Tra i cittadini incontrati nel corso dell’ultima amministrazione De Donno, l’unico che ho conosciuto e che ha mantenuto una posizione costante e coerente nel giudizio sull’operato dell’amministrazione comunale è Luigi D’Aversa, il quale ha più volte espresso pubblicamente apprezzamenti nei confronti dell’operato del sindaco Antonio De Donno. Una continuità di posizione che trova riscontro anche nel suo percorso politico, culminato nella partecipazione attiva a una delle liste a sostegno della ricandidatura del sindaco, elemento che lo distingue da altri protagonisti del dibattito cittadino che, nel tempo, hanno assunto posizioni differenti o mutate…
Luigi D'Aversa
De Donno rieletto: il vero vincitore è la politica dei numeri o quella degli accordi? Sono passati pochi giorni dalla riconferma di Antonio De Donno alla guida del Comune di Tricase, ma una domanda continua a circolare tra le piazze, i bar, i social e le conversazioni private dei cittadini: come è stato possibile? Per mesi, infatti, il sentimento che sembrava emergere da una parte consistente della Città appariva ben diverso. Critiche, malumori, contestazioni pubbliche, polemiche amministrative e richieste di cambiamento avevano alimentato la convinzione che il ciclo politico di De Donno fosse ormai arrivato al capolinea.
E invece il responso delle urne ha raccontato un'altra storia. Negli ultimi anni non sono mancati gli episodi che hanno acceso il dibattito cittadino. Dalle polemiche su Tricase Porto alle contestazioni sulla gestione della viabilità e dei lavori di riqualificazione in piazza Santa Lucia, passando per le proteste di commercianti e residenti del centro storico e di altre zone della Città. Senza dimenticare gli allagamenti del 13 ottobre 2022, che provocarono danni significativi a numerose famiglie della zona mercatale e di altri quartieri. Molti cittadini ricordano ancora sopralluoghi, promesse e impegni assunti dagli amministratori.
Alcuni di quei problemi, secondo chi li vive quotidianamente, attendono ancora risposte concrete. A ciò si aggiungono una maggioranza numericamente risicata a Palazzo Gallone — nove consiglieri con il sindaco contro otto dell'opposizione — le discussioni sorte negli anni attorno ad alcune scelte amministrative, a determinati incarichi e alle vicende finite davanti alla giustizia amministrativa, con conseguenze economiche che, alla fine, ricadono sempre sulla collettività.
Eppure tutto questo non è bastato a fermare Antonio De Donno. Anzi. Dopo il primo turno, che lo aveva visto inseguire Andrea Morciano, il sindaco uscente è riuscito a ribaltare i pronostici e a conquistare nuovamente Palazzo Gallone. Una rimonta politica che alla vigilia del ballottaggio di certo il solo De Donno aveva anticipato a sua moglie che “avrebbe vinto di 400 voti… “.
Ed è proprio qui che nasce l'interrogativo più interessante. Se davvero il desiderio di cambiamento era così diffuso come appariva durante la campagna elettorale, perché gli elettori hanno scelto diversamente? Le cinque candidature a sindaco hanno disperso il consenso di chi voleva voltare pagina?
Oppure De Donno dispone di una capacità di costruzione del consenso e di un radicamento elettorale molto più forte di quanto i suoi avversari abbiano voluto riconoscere? Sono domande legittime. Così come è legittimo interrogarsi sulle dinamiche che hanno caratterizzato il secondo turno.
Attorno al ballottaggio si rincorrono interpretazioni, analisi e letture politiche di ogni genere. Qualcuno si spinge oltre: “Meglio 5 anni di De Donno che 10 di Andrea Morciano”, era l’unico modo per poter continuare a contare e sopravvivere”, oppure ulteriori accordi per le prossime provinciali di ottobre le politiche del prossimo anno? Sono interrogativi che appartengono al dibattito politico cittadino e che, come tali, meritano di essere discussi, purché restino nel campo delle opinioni e delle valutazioni politiche.
Resta però un dato incontestabile: Antonio De Donno ha ottenuto nuovamente la fiducia della maggioranza degli elettori. Ancora una volta è riuscito a vincere una partita che sembrava compromessa. Per capire davvero perché sia accaduto servirà probabilmente tempo…
Ma una domanda continua a risuonare nelle strade di Tricase. Ha vinto De Donno? O hanno perso gli altri?


