di Alessandro DISTANTE
La Giunta nominata dal sindaco Antonio De Donno vede la presenza di due donne (Rosanna Zocco e Francesca Longo), nel rispetto degli obblighi di legge, e di tre uomini (Rocco Piceci, Rocco Martella e Fernando Dell’Abate).
Il Sindaco ha tenuto per sé due deleghe di estrema importanza quale Urbanistica e Lavori Pubblici. L’Urbanistica è strettamente legata al Piano Urbanistico Generale che è stato uno dei punti sui quali più di ogni altro si sono confrontati i candidati durante la campagna elettorale. Il fatto che De Donno non abbia attribuito questa delega ad alcun Assessore può essere il segnale dell’attenzione per questo tema e della priorità politica della conclusione del procedimento che dovrebbe portare alla adozione e poi all’approvazione del Piano. Ma la scelta si potrebbe anche spiegare per evitare di dare spazio a polemiche qualora quella delega fosse stata conferita ad un assessore/tecnico. Unica curiosità: all’ing. Dell’Abate, tra le varie deleghe, figura anche “Pianificazione strategica territoriale” che potrebbe in qualche modo sovrapporsi, seppure marginalmente, con l’Urbanistica.
L’altra delega che il Sindaco ha tenuto per sé, e cioè i Lavori Pubblici, è in continuità con la passata Amministrazione e alla decisa volontà del Sindaco di procedere ad una riorganizzazione di quel Settore. In quel modo ha proceduto nel passato mandato, sicchè la conferma della scelta di non delegare quella materia la si può leggere soltanto come conferma della volontà di completare tutte le opere avviate.
Ed ora alcune curiosità: eccessivamente descrittiva e linguisticamente ridondante la delega assegnata a Rosanna Zocco che diviene titolare di “Programmazione e gestione coerente, sostenibile, integrata ed efficiente del Bilancio”; una volta si sarebbe detto “Assessore al Bilancio”, ma il Sindaco – a scanso di equivoci- ha voluto specificare che la programmazione e gestione del Bilancio dovrà essere “coerente, sostenibile, integrata ed efficiente”, aggettivi che, francamente, non possono che caratterizzare ogni attività che abbia a che fare con il Bilancio. In altre parole poteva mai il Sindaco dare una delega per un Bilancio non efficiente o addirittura non sostenibile o poco coerente?
Per il Vice sindaco Francesca Longo la delega alla “Cultura, turismo e partecipazione” è stata specificata con una serie di materie quali eventi, turismo, marketing territoriale, politiche giovanili, associazionismo, ma poi anche “sviluppo sostenibile ed economia del mare” e addirittura “Cooperazione internazionale”. Ora è vero che il Comune ha ampie competenze, ma la “Cooperazione internazionale” forse appartiene ad altri livelli di Governo. Ma tant’è!
Colpisce, tra le deleghe conferite a Rocco Piceci, quella sulla “Salute pubblica”, messa all’interno della più generale delega al “Patrimonio, fiscalità e qualità della vita”. La spiegazione può essere questa: una sana e non vessatoria tassazione locale incide sulla “qualità della vita” (e questo è vero) e quindi contribuisce alla “salute pubblica”.
Pertinenti le deleghe conferite a Rocco Martella titolare della “Transizione ecologica e cura del territorio”; tra le materie specificate dal Sindaco anche i “Servizi cimiteriali” che, della transizione, piaccia o non piaccia, costituiscono forse la più vera ed eterna forma di transizione


