UN PIANO DI LOTTIZZAZIONE SENZA PROGRAMMAZIONE
Il lungo Consiglio Comunale del 19 ottobre ha affrontato e approvato una variante al Piano di Lottizzazione L18; per intenderci si tratta dell’intervento in zona Ospedale. Un Piano di Lottizzazione che risale nel tempo e più volte interessato, sotto diverse Amministrazioni, da varianti.
Questa volta l’oggetto specifico della variante era l’accorpamento e fusione di tre lotti, la modifica della sagoma di massimo ingombro. Detto in altri termini, la proposta di variante era di destinare una ampia superficie ad attività commerciale. Non che prima tale destinazione non vi fosse, ma la variante e, soprattutto, l’accorpamento e fusione dei lotti, porterebbe ad un unico lotto e quindi ad un unico intervento edilizio con destinazione commerciale.
La prospettiva, molto concreta, è che questa variante sia finalizzata all’apertura di una media struttura di vendita (M2 con superficie da 601 a 1.500 mq). Insomma un altro supermercato, per usare un termine atecnico.
Il tema che ha tanto animato la discussione e che ha visto su fronti opposti la maggioranza e l’opposizione è stato l’impatto che una struttura commerciale di quel genere porterebbe ad un’area già intensamente edificata, trafficata e, soprattutto, dove vi è già una penuria di parcheggi, soprattutto per la presenza nei pressi dell’Ospedale Panico.
Vi è stato anche chi, come il consigliere Morciano, ha insistito nel rilevare che la variante non si limitava ad una modifica di sagoma ma implicava una variante sostanziale, considerato che se l’obiettivo è quello di realizzare una struttura di vendita di medie dimensioni sorgerebbero grossi problemi per reperire le aree a parcheggio con il rischio di andare in contrasto con le Norme Tecniche del Piano che destinano la metà dell’intero comparto a verde.
In molti interventi, soprattutto delle minoranze ma anche di alcuni Consiglieri di maggioranza, la considerazione di fondo è stata che la discussione avveniva “a fuochi sparati” o, per dirla in altro modo, “quando i buoi sono già scappati” e che non vi sarebbe stata se il Comune di Tricase avesse posto mano al Piano Regolatore o al Piano Urbanistico Generale che dir si voglia.
Nella lunga ed accesa seduta consiliare si sono confrontate e scontrate due tesi: la maggioranza che ha sottolineato come il Consiglio non potesse non approvare perché, una volta verificato il rispetto dei limiti volumetrici e degli altri parametri tecnici, non vi era ragione per non consentire un “semplice” cambio di sagoma dell’intervento. Tutte le altre questioni, e cioè il rispetto dei parcheggi, della viabilità, dell’impatto di una struttura commerciale, sarebbero state poi esaminate in occasione della eventuale presentazione di un progetto per un intervento edilizio e in occasione della richiesta di autorizzazione commerciale per l’ipotetico supermercato. Ma quelle verifiche sarebbero state di competenza non del Consiglio ma degli Uffici comunali.
L’opposizione, al contrario, ha più volte insistito nell’osservare che le tavole presentate, alcune contraddittorie, recavano già studi e valutazioni sul possibile impatto di una struttura commerciale e che, di conseguenza, l’approvazione della variante avrebbe poi condizionato e vincolato il Comune a consentire l’insediamento commerciale con tutti i problemi conseguenti. Da qui la rivendicazione di una discrezionalità politica propria del Consiglio.
Dopo circa quattro ore di discussione, si era alla fine prospettata la possibilità di un altro rinvio dell’argomento per trovare, tutti insieme, una soluzione; la minoranza ha quindi dichiarato di essere disponibile al rinvio (peraltro già chiesto inutilmente in apertura dal consigliere Carità), ponendo tuttavia come condizione quella di riportare la variante ad una semplice modifica delle sagome e null’altro. La proposta di rinvio non è andata in porto non avendo la maggioranza ricevuto “garanzie” sulla successiva approvazione della variante.
Da qui il voto che ha visto la maggioranza votare a favore e le minoranze votare contro.
Una considerazione finale: tutti d’accordo nel dire che ciò che manca è la programmazione urbanistica della Città. Il tempo perso nella approvazione del Piano regolatore ha portato ad una crescita a dismisura dell’edificato ed in questo l’avanzare delle Lottizzazioni ha causato e continua a causare una crescita poco attenta alle nuove esigenze del vivere in una Città come Tricase.
Ma, paradosso dei paradossi, proprio la seduta del 19 ottobre doveva servire per conoscere le Linee guida dell’Amministrazione e quindi discutere di un fondamentale atto di programmazione politica; quel punto all’ordine del giorno è stato rinviato per “stanchezza” (ampiamente giustificata).
Tutto giusto e comprensibile ma, ancora una volta, la programmazione segue e non precede! A.D.


