di Alessandro DISTANTE

Mentre andiamo in stampa prosegue il Consiglio Comunale che, tra gli altri argomenti, ha anche quello della presentazione delle Linee programmatiche.

Un argomento molto atteso anche perché utile per capire quali sono le strategie di fondo della nuova Amministrazione.

Il Sindaco, nel ristretto tempo di 10 minuti a lui concessi per un’assurda regola interna, prima di fornire alcuni spunti concreti, ha riletto il suo Programma elettorale arricchito soltanto di un piccolo inciso a proposito del PUG: “Il PUG in itinere ha ormai 10 anni, sconta l’assenza di riflessioni partecipate e progettate di fenomeni come la xilella, il Covid, la lotta ai cambiamenti climatici, tematiche ormai irrinunciabili per uno strumento che deve ricostruire un’identità. Perché Tricase non deve diventare una città senza un’identità, deve restare sé stessa, valorizzando le proprie peculiarità, la propria storia, il proprio paesaggio. E’ proprio da queste tradizioni identitarie deve nascere il suo futuro”. Una domanda a questo punto sorge spontanea: il PUG deve essere completamente rivisitato e quindi è necessario ripartire da zero o quasi?

Alla fine della esposizione, un annuncio: “Dopo 5 anni di ‘Ho amato la mia terra’, Tricase è passata dalla manutenzione straordinaria alla visione. Ora diventa laboratorio One Health del Mediterraneo”. Per intenderci: l’approccio One Healt applicato all’urbanistica riconosce che la salute umana, la salute animale, quella vegetale e la qualità degli ecosistemi sono profondamente connesse e dipendono dalle scelte di pianificazione del territorio.

Le Linee, dopo la rilettura del programma elettorale, hanno interessato sette punti: al primo posto “Il diritto all’ombra” che, detto così, può suonare strano e preoccupante in un’epoca nella quale il diritto è veramente in ombra, ma il Sindaco ha ben spiegato che il Diritto all’ombra è il diritto dei cittadini ad avere l’ombra e quindi un Piano del Verde con la piantumazione di 1.000 nuovi alberi (lecci, carrubi e vallonee); un Regolamento che imponga il 40% di ombreggiamento entro il 2030 a piazze, scuole, fermate bus; la realizzazione di Oasi d’ombra nel Centro e nelle Marine con pergole verdi e sedute; la de-pavimentazione e de-sigillazione di Piazza Cappuccini per abbattere isole di calore e il Bosco delle vallonee come infrastruttura climatica.

Al secondo punto Parcheggi e Piazze con una Piazza Cappuccini che diventerà un Centro commerciale naturale: arredo, ombra, luce, eventi. E poi la Città dello Sport, il Relamping totale, la Mobilità.

Un paragrafo piuttosto corposo è stato dedicato al Nuovo PUG che sarà One Health e quindi dovrà tenere conto che il territorio è un ecosistema complesso.

Alcuni progetti specifici: l’ACAIT come centro agro-ecologico, olivo resiliente, biodiversità e poi alcune enunciazioni come quella del “Consumo di suolo zero”, “rigenerazione patrimonio”, Piano coste e Mediterraneo soprattutto legato alle attività del CHIEAM.

Un cenno infine a Tricase come “comunità rurale costiera dell’Area interna del Sud Salento”, in una visione che considera mare, terra e comunità come parti di un unico ecosistema.

Torneremo sull’argomento dopo aver ascoltato gli interventi in Consiglio (il giornale viene chiuso a seduta consiliare in corso). Non è finora emersa una lettura della Città, delle sue componenti umane e sociali ed un progetto di sviluppo economico che non sia quello del turismo; il rischio è che le linee di programma ruotino intorno ad alcune enunciazioni tutte da verificare e che le visioni rimangano nell’ombra, che è la parola più ripetuta nei progetti finali annunciati dal Sindaco.

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