COLPA DI CHI?

La Rete d’Impresa Borgo Marina Serra fa sapere che nel 2022 il Commissario del Governo in Puglia per il Dissesto Idrogeologico elaborò un progetto di consolidamento delle pareti e delle grotte della Piscina Naturale di Marina Serra.

Costo previsto dell’intervento: € 1.108.019,70.

La Conferenza di Servizi del 12 settembre 2024, convocata con nota prot. n. 1781 dell’8 agosto 2024, avrebbe dovuto concludere il procedimento istruttorio con l’acquisizione di tutti i pareri. Dopo di chè, a progetto approvato, si sarebbe indetta la gara ed affidati i lavori.

Sta in fatto che il procedimento non si concluse ed i lavori non sono stati eseguiti. La Rete degli operatori ha chiesto l’accesso agli atti per capire se e come si sia svolta quella Conferenza.

Le prime notizie -ancora da verificare- suscitano sorpresa ed amarezza: alcuni pareri sarebbero stati rilasciati, ma … a crollo avvenuto.

Sarebbe il caso del Parco Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase; il parere sarebbe stato rilasciato soltanto in data 22 gennaio 2026, quando il crollo era avvenuto il 7 gennaio 2026.

La Provincia di Lecce invece avrebbe espresso il parere a dicembre del 2025 pochi giorni prima del crollo, sicchè comunque, non vi sarebbe stato il tempo per affidare e, tanto meno, per eseguire i lavori.

A questo punto, molte sono le domande che sorgono spontanee: come mai un progetto del 2022 non ha visto concludere il suo percorso di approvazione per tanti anni?

Come mai un parere che sarebbe dovuto intervenire nel settembre del 2024 sarebbe intervenuto soltanto nel gennaio 2026

E poi ed infine: perché rilasciare un parere a crollo avvenuto?

Ritardi colpevoli? Certamente sia la Provincia che il Parco daranno le dovute spiegazioni e giustificheranno il perché di un ritardo che, allo stato, grida vendetta.

Quel che è certo è che affermare oggi che si è trattato di un fenomeno naturale dovuto ai cambiamenti climatici, oppure che la ragione scatenante siano state le forti mareggiate oppure ancora che la natura friabile della falesia non poteva cha portare ai crolli, non appare una spiegazione convincente.

Se era stato progettato un intervento, il crollo, per un verso, era stato già previsto e, per altro verso, l’Organo tecnico aveva individuato un intervento che lo avrebbe evitato.

Delle due l’una: o il progetto e l’intera attività del Commissario era inutile oppure –e questo ragionevolmente non si può non sostenere- i ritardi “burocratici” hanno impedito che l’intervento avesse una tempestiva attuazione così evitando il crollo del costone.

Eppure, da quanto acquisito dalla Rete d’Impresa di Marina Serra, la conferenza di servizi era stata convocata e gli Enti avrebbero dovuto inviare il loro parere entro il 30 agosto 2024.

Domande, dubbi, perplessità ma, soprattutto, tanta amarezza per non dire rabbia.

Chi pagherà per tutto questo? Gli Operatori della Reta vogliono vederci chiaro e non escludono azioni per il risarcimento dei danni.

Al momento a pagarne le conseguenze sono proprio loro, gli Operatori turistici di Marina Serra che aveva nella piscina naturale un attrattore turistico e anche gli amanti del bagno a tutte le stagioni.

Ora, ovviamente e giustamente, c’è il divieto di accesso e senza accesso niente bagni e niente turisti e tutto ciò preoccupa e danneggia l’immagine e l’economia di Tricase. A.D.

IL CROLLO ALLA PISCINA

COSTA DI TRICASE, LA FRAGILITÀ DELLA BELLEZZA

di Alfredo SANAPO

È ormai riconosciuto, non solo da noi indigeni, che la costa di Tricase rappresenta uno dei più preziosi gioielli del Salento. Ma è proprio nella natura della sua bellezza che si celano i semi della sua disgregazione. La sua composizione carbonatica e calcarenitica, infatti, pur creando un'affascinante scogliera a strapiombo sul mare interrotta da meravigliose calette, nel contempo la rende vulnerabile all'erosione meteorica e all'azione meccanica del mare. Le acque piovane ricche di CO2 sciolgono il carbonato di calcio trasformandolo in bicarbonato solubile che fa diventare le coste sempre più fragili. Questo processo, detto carsismo, erode la roccia creando visibili fratture, evidenti porosità, grotte sotterranee e marine, cunicoli e anfratti: tutti elementi favorenti frane da crollo. E purtroppo tutta la fascia che comprende le località Baia delle Monache, Bagno Panìco, Spiaggetta, Tricase Porto, Pizzo Cannone, Quadrano, Canale del Rio e Marina Serra è a rischio cedimento. Tale evenienza si verificherà ogni volta che un solco o una cavità si allargherà a tal punto che la massa rocciosa non potrà più reggere il carico.

Da qualche tempo, dopo i crolli causati da una stagione piovosa e dalla mareggiata di inizio febbraio, in conseguenza del ciclone Harry, questo angolo di mondo è divenuto sito di grande preoccupazione: quegli eventi hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del litorale tricasino da sempre caratterizzato da elevata vulnerabilità all'erosione, alle frane e ai crolli di falesie.

Tutto il litorale in oggetto è stato classificato dall'ARPA nel 2025 come zona PG3/PG4, cioè ad alto rischio frane. D'altronde, le cartine PIR (Pericolosità e Indicatori di Rischio), messe a disposizione dall'ISPRA, relativamente alla situazione di Tricase, evidenziano con diverse gradazioni di rosso zone a pericolo molto elevato (classe H4) e zone ad alta pericolosità per frane e alluvioni (classe P3-P4)  (Fig. 1, 2 e 3). Tutta la costa Tricase, pertanto, rientra in area a rischio idrogeologico elevato.

Come tendenza generale, la pericolosità di alluvioni aumenta in corrispondenza dei corsi d’acqua, sicché la situazione più critica si rinviene nel Canale del Rio che, per conformazione, favorisce maggiormente le dinamiche erosive. Come si vede, il blu scuro indica un'elevata probabilità di alluvione (Fig. 2).

A Baia delle Monache e al Quadrano la situazione è leggermente migliore - a rischio medio-alto - in quanto il pericolo frane è legato solo alla presenza di depositi instabili di detriti superficiali (frammenti di roccia, ghiaia e sabbia).

Nel complesso, le coste di Tricase rivelano fenomeni attivi di colamento, ossia presenza di acqua e striature sulle rocce, indice di zone franose, e di crolli falesie. Inoltre, tutto il nostro tratto roccioso è in costante arretramento: a ciò si aggiunga che sinora gli interventi di ripristino artificiale di spiagge erose sono risultati insufficienti.

Queste descrizioni sommarie, unite ai dati raccolti sul dissesto idrogeologico (disponibili sui siti istituzionali), costituiscono una bussola per l'amministrazione comunale al fine di orientare la pianificazione, individuare le priorità di intervento e programmare in modo efficace le risorse per interventi di messa in sicurezza o, quantomeno, di mitigazione del rischio. Uno strumento utile a passare dalla gestione delle emergenze alla cultura della prevenzione continua.

I cambiamenti climatici, dal canto loro, non aiutano. Anzi, le precipitazioni sempre più intense e concentrate aumentano il rischio di dissesto lungo la costa colpendo aree che in passato risultavano meno esposte e, quindi, mettendo a nudo nuove criticità della fragilità costiera. A ciò continua a contribuire non poco il tornado che si abbatté sulle nostre marine nel 2018: il conseguente disboscamento, avvenuto in parte a causa dell'evento, in parte a seguito della risistemazione delle zone colpite, ha fatto sì che il terreno rilasciasse l'acqua piovana precedentemente trattenuta dalle radici.

Con i cicloni Harry e Oriana - e i loro futuri fratelli - la natura cl avverte che bisogna agire subito per proteggere la costa e le persone. La riviera di Tricase è un patrimonio naturale e culturale unico, che merita di essere preservato per le generazioni future. Ma questo richiede un impegno concreto e immediato da parte di tutti: istituzioni, cittadini e visitatori. Solo lavorando in sinergia possiamo garantire la sicurezza e conservare la bellezza di questo luogo incantevole

IL CROLLO ALLA PISCINA

SI MUOVE LA REGIONE

Intanto il Presidente della Regione, Antonio Decaro, ha convocato, nei giorni scorsi, i Presidenti delle Province pugliesi e, al termine dell’incontro, ha annunciato lo stanziamento di 26 milioni di euro da fondi POR utili a finanziare progetti finalizzati a contrastare il fenomeno dell’erosione costiera. Si tratterebbe di un primo intervento per gli interventi urgenti; successivamente –ha detto Decaro- verranno trovati altri fondi per interventi su tratti di costa a rischio paesaggistico legato alla perdita di conformazioni naturali che sono esse stesse frutto di erosione degli anni precedenti.

SI MUOVE LA PROVINCIA

“Interventi immediati e pianificazione a medio e lungo termine con la cabina di regia della Provincia”. E’ questa la sintesi dell’incontro tenutosi a Palazzo dei Celestini convocato dal Presidente Fabio Tarantino. Il Presidente ha chiamato a raccolta i sindaci dei Comuni rivieraschi per lanciare un coordinamento, invitandoli ad agire insieme anche per partecipare ai bandi e ottenere i finanziamenti. Intanto ha assicurato che i primi cinque milioni di euro sono già disponibili su un totale di 26 previsti dal governo regionale per l’emergenza erosione delle coste pugliesi. Una cabina di regia coordinata dalla Provincia. Ad alcuni interventi immediati si assocerà un intervento di medio/lungo periodo con uno studio del territorio e del clima. Quello che la Provincia intende sottolineare è l’aspetto scientifico che deve precedere ogni intervento ed ogni finanziamento

SI MUOVE IL COMUNE

Anche il Comune di Tricase si sta muovendo; con deliberazione n. 45 del 19 febbraio, la Giunta ha ritenuto necessario dotarsi di uno studio geomorfologico che dettagli concretamente le reali condizioni di stabilità delle aree esposte alle situazioni di sfaldamento della costa che possono interessare, anche potenzialmente, gli specchi acquei prospicienti le zone interessate dai fenomeni franosi; ciò in località Porticciolo di Marina Serra e sulla banchina nord del porto di Tricase. L’approfondimento nasce, evidentemente, dal fatto che nel 2024 (ordinanza n. 40) venne disposta l’interdizione al porticciolo di Marina Serra con conseguente ed ovvio divieto di balneazione e, ancor prima nel 2014 (ordinanza n. 48) venne fatto altrettanto per il porto, stante la rilevanza del rischio legato all’elevata frequentazione di quelle località.

Quindi, si vuole verificare se quei divieti siano superabili e quindi se si possa consentire l’accesso e il bagno nel porto di Tricase Porto e nel porticciolo di Marina Serra?

La Giunta ha altresì disposto l’attuazione delle misure da intraprendere per il breve periodo per attività di comunicazione, divulgazione e interdizione volte a garantire la pubblica incolumità nelle more degli interventi progettuali commissionati dalla Struttura Commissariale per il dissesto geomorfologico presso la Regione Puglia

 

 

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