di Alessandro DISTANTE

Molti gli elementi di novità della campagna elettorale in corso.

Colpisce, ad esempio, la scelta dei candidati e delle loro liste di presentarsi, per lo più, “sullo stesso livello” dei cittadini-elettori. Il riferimento è alla scelta di parlare non dal palco, dalle tribune elettorali tipiche dei comizi, ma a terra. La scelta rafforza l’idea di candidati che vogliono stare tra la gente e non governare “dall’alto”. Il messaggio politico è chiaro: la politica si fa con i cittadini. In alcuni casi, l’essere “a terra” e “sullo stesso livello” ha portato ad un’altra novità in assoluto degli incontri elettorali: la contestazione. Il confronto, per essere autentico e produttivo, necessita di un allenamento e di una capacità all’ascolto e allo scambio costruttivo; ma se l’allenamento è mancato, allora possono sorgere i problemi e le contestazioni. E’ questo che, in definitiva, lamentano i cittadini, in forme talvolta aggressive: “Solo adesso vi fate vivi?”. “Solo adesso vi ricordate di noi?”. Al di là delle forme, il tema è serio e la denuncia deve diventare una sfida per la politica.

Altra nota caratteristica è che molti degli interventi dei candidati al Consiglio comunale, tranne qualche eccezione, vengono letti. Il candidato o la candidata si presenta davanti ad un leggio con un breve messaggio scritto e lo legge. E’ un modo, evidentemente, per vincere l’impatto con il microfono, con le luci e con il pubblico. Certamente i candidati, se eletti, dovranno dimostrare di saper intervenire anche a braccio, come ben può capitare nell’assise consiliare, a meno di prendere a modello la maggior parte dei Consiglieri uscenti che, nell’arco di più di cinque anni, si sono limitati ad alzare la mano in occasione del voto.

Qualcuno usa, invece del leggio, un tazebao, una lavagnetta posta su un piedistallo sulla quale scrivere o disegnare, per meglio rappresentare quello che si vuole esporre. E’ un modo per rendere più visibile quello che si dice e per aiutare la memoria di chi, finito il comizio, torna a casa. In un’epoca di immagini, il tazebao, strumento di decenni fa, torna ad essere utile.

La strategia elettorale porta poi i candidati a stare dappertutto: non più e non solo nelle tradizionali piazze dove è montato il palco per i comizi, ma in ogni angolo e in ogni strada. Una specie di comizi di quartiere o addirittura di strada. Se un tempo i comizi venivano celebrati dal palco e nei centri del capoluogo e delle frazioni, oggi ogni angolo diventa luogo di comizi. Ed in ogni luogo vengono ad essere trattate le problematiche di quel particolare luogo: il rischio? Una comunicazione politica che si concentra sul particulare e perde di vista l’insieme.

Ma la più grande novità in termini di comunicazione è data dall’uso dei social. E’ sufficiente aprire facebook o altri social per trovare, magari in sintesi, stralci dei comizi, oppure messaggi elettorali, oppure ancora interventi di questo o di quel candidato che chiede il voto non tanto per sé quanto per il suo candidato sindaco, talvolta presentato come il salvatore se non della Patria almeno del Paese.

Ultimo mezzo di informazione e di comunicazione sono i confronti tra i candidati. Uno strumento che consente di raggiungere tutti i cittadini che, partecipando, non corrono il rischio di essere “additati” come sostenitori di chi parla. Il rischio è che il confronto si trasformi o in un noioso ripetere di promesse e luoghi comuni oppure, al contrario, in uno scambio di opinioni che, come è accaduto, degenera in veri e propri scontri.

In conclusione: tanti i modi e gli strumenti per comunicare; tante le occasioni per conoscere i candidati ed esprimere il voto con coscienza e, soprattutto, nell’interesse della Città. Buon voto a tutti!

 

 

 

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