Grande partecipazione di pubblico al confronto organizzato da Il Volantino con i sei candidati alla carica di sindaco.
Non era facile riuscire a contemperare l’ardore tipico di una campagna elettorale con l’obiettivo di offrire elementi di conoscenza e quindi di giudizio per un voto responsabile da parte degli elettori.
Il confronto, caratterizzatosi per lo scambio di domande e risposte da parte dei candidati al quale ha fatto seguito una raffica di domande a risposta chiusa rivolte a tutti i candidati e, infine, un intervento “libero”, ha consentito di chiudere la serata, nei tempi previsti e conservando alta l’attenzione del pubblico.
La attenta e nutrita partecipazione ha confermato un dato positivo: la voglia, da parte dei cittadini, di essere informati e di avere strumenti di giudizio. E’ un segnale importante in un clima che, non solo in Italia, vede insinuarsi tendenze di delega in bianco se non proprio di distacco del cittadino dalla sfera pubblica. La crisi dei luoghi tradizionali del confronto necessita e richiede di inventarsi formule nuove al solo e fondamentale scopo di avvicinare i cittadini alla politica.
In questo sforzo sono impegnati tutti i Candidati e tutte le liste, inventandosi anche forme nuove di diffondere tesi e programmi. Apprezzabile, in questa campagna elettorale, sono le modalità nuove di luogo e di forma che tutti i Candidati hanno messo in atto. La domanda di fondo è però una: questo sforzo di coinvolgimento e questo invito alla partecipazione non può essere limitato al momento elettorale, quasi che “passata la festa scordato il Santo”. La partecipazione è un elemento imprescindibile per la democrazia che poi significa un aiuto ad amministrare bene. Scelte importanti per la Città meritano di essere oggetto di confronto per giungere sempre di più ad una Amministrazione non solo efficiente ma anche efficace, secondo un principio scolpito nella legge fondamentale sul procedimento amministrativo, ma, in definitiva, nella nostra Carta costituzionale.
Ed allora a chi sarà eletto, una raccomandazione: credere nella partecipazione perché i cittadini la chiedono e alla partecipazione devono essere anche educati ed allenati.
Buon voto a tutti!
P.S. Al termine dell’incontro non c’è stato il tempo per chiarire un equivoco che ha portato ad alcuni strascichi: il candidato Pispero ha definito una farsa quanto era andato in scena. Il riferimento era, ovviamente, ai suoi Colleghi che -a suo dire- avevano messo in evidenza, con i loro interventi, quanto fossero ingiustificatamente divisi, pur avendo la stessa appartenenza politica e, in definitiva, gli stessi programmi. Quanto il giudizio politico di Pispero sia fondato, è questione nella quale non voglio entrare perché è rimessa al giudizio degli elettori. Quello che mi preme dire è che il mio intervento conclusivo non poteva non sottolineare che, alla farsa ravvisata da Pispero e riferita ai suoi Colleghi, aveva fatto da contraltare la attenta partecipazione dei numerosi spettatori, protagonisti della serata unitamente ai candidati. La mia era quindi una lettura positiva della serata, senza in alcun modo voler contrastare la lettura di Pispero per la semplice ragione che il suo giudizio era su chi stava sul palco e il mio su chi stava dall’altra parte del palco. E sul giudizio sulla partecipazione attenta del pubblico sono sicuro che Claudio –come da lui stesso mi ha subito dopo confermato- era d’accordo con me.


