Al via la XI edizione del Premio Letterario – Borsa di Studio “Girolamo Comi”
Un percorso culturale dedicato alle scuole del Salento nel segno della poesia e della memoria viva
L’Associazione “Tina Lambrini – Casa Comi”, con il patrocinio della Provincia di Lecce – Salento d’Amare, del Polo Biblio-Museale di Lecce – Regione Puglia e del Comune di Tricase, e con il prezioso contributo di Gieffe Plus e Mondoradio Tuttifrutti, indice l’XI edizione del Premio Letterario – Borsa di Studio “Girolamo Comi”, concorso letterario–artistico dedicato alla memoria e all’opera del poeta salentino.
Le borse di studio sono finanziate dall’Associazione attraverso i fondi del 5×1000 – anno 2024 e grazie al sostegno dell’azienda Ottavio Nuccio Gala, a testimonianza di un impegno condiviso a favore della cultura e della formazione delle giovani generazioni.
Istituito nel 1988 dal Centro Culturale Ricreativo Sportivo Lucugnanese e oggi rilanciato con rinnovata energia dall’Associazione “Tina Lambrini – Casa Comi”, il Premio continua a rappresentare un punto di riferimento per la promozione della cultura poetica e per la valorizzazione dell’eredità intellettuale di Girolamo Comi. Nel corso degli anni, le diverse edizioni hanno contribuito a mantenere vivo un cammino culturale capace di rinnovarsi, alimentando attorno alla Casa del Poeta e alla sua Biblioteca uno spazio permanente di incontro, ricerca e crescita condivisa.
Un percorso fondato sulla passione per la parola poetica e sulla volontà di coltivare nuove sensibilità culturali tra le giovani generazioni. Da alcuni anni, l’Associazione porta avanti con continuità questo impegno attraverso nuove edizioni della Borsa di Studio, offrendo agli studenti del Salento occasioni concrete di formazione, espressione creativa e riflessione critica, nel solco della visione culturale di Girolamo Comi e della sua profonda fiducia nel valore educativo della poesia.
Per l’edizione 2026 il concorso invita studentesse e studenti a confrontarsi con il tema “Cosmica armonia: il ritmo poetico come eco e ricerca della sinfonia dell’universo”. Ai partecipanti è proposto di apprezzare la poesia in particolare nelle dimensioni del ritmo e suono che spiccano nel linguaggio poetico comiano e divengono strumento, come la musica, per comprendere e conquistare il ritmo arcano dell'universo, il canto del creato.
Attraverso questo progetto si intende rendere omaggio al Poeta promuovendo una relazione viva e consapevole con la scrittura e con la dimensione più profonda della parola poetica, intesa come spazio di conoscenza, dialogo e apertura verso l’armonia del mondo. La poesia continua così a rappresentare una forma d’arte capace di generare emozioni autentiche e di custodire valori e visioni che accompagnano il cammino umano e culturale di una comunità.
Il concorso è rivolto alle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado, statali e paritarie, della Provincia di Lecce, secondo le modalità indicate nel bando ufficiale.
Bando e informazioni: www.girolamocomi.it
Scadenza presentazione elaborati: 2 Maggio 2026
Cerimonia conclusiva: Palazzo Comi – Biblioteca e Casa Museo | Lucugnano | Maggio 2026
Contatti stampa:
Simone Coluccia
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380/4580810
di Pino GRECO
Tra il 16 e il 17 aprile 2024 un violento atto criminoso distrusse la sede centrale di Poste Italiane a Tricase ( piazza dei Cappuccini) - provocando danni gravissimi all’immobile e compromettendo la piena funzionalità dell’ufficio.
A seguito della segnalazione fatta a Poste Italiane dal Segretario dell'UGL Comunicazioni Oreste Amante, l'azienda aveva dichiarato che i locali sarebbero ritornati agibili entro la fine del 2025.
Ad oggi purtroppo a seguito di ulteriori criticità riscontrate che richiedono ulteriori interventi strutturali per il rifacimento completo anche del solaio ( lavoro inizialmente non preventivato), da notizie sindacali assunte, la consegna dovrebbe essere entro il mese di maggio.

di Ercole MORCIANO
Per la XXXIV Giornata del Malato, “Casa di Betania” ha voluto ricordare il suo 17° anno di attività con un convegno dal titolo L’Hospice si racconta. L’evento, con un denso programma di interventi, si è tenuto il 12 febbraio scorso, nell’aula magna del polo didattico universitario annesso all’ospedale, gremita di pubblico e con la presenza delle autorità civili, militari e religiose. Un convegno ben riuscito che ha visto protagonisti quanti della “Casa di Betania” sono stati ospiti e si sono giovati delle amorevoli cure loro prestate dal personale sanitario ai vari livelli.
Il filo rosso che ha attraversato tutti gli interventi è l’anima stessa che sostiene dal profondo il centro residenziale: prestare le Cure Palliative secondo i più aggiornati protocolli medico-scientifici e unirle alle cure amorevoli verso la persona dell’ospite, famiglia compresa. Sono bastati alcuni racconti sui primi pazienti accolti 17 anni or sono, per fare comprendere all’uditorio quanto bene, quanto amore, sono germogliati in tutti questi anni. Un bene che ha valicato i muri della Casa per farsi promotore di una cultura attenta alla vita in ogni sua espressione. I numeri parlano chiaro. L’Hospice “Casa di Betania”, che serve un bacino di 400.000 abitanti, ha accolto dal suo inizio a oggi circa 8.000 persone bisognose di cure palliative nelle due articolazioni in cui si configura: i pazienti terminali e i lungodegenti. Non sono ottomila unità numeriche: si è trattato di persone, ciascuna con il proprio volto, con la propria storia, col suo vissuto, con le sue paure e le sue speranze. Ad ogni ospite della Casa si è cercato di lenire le sofferenze della malattia e, quando è servito, di consolarlo e accompagnarlo fino agli ultimi istanti di vita, perché anche quelli sono un dono prezioso degno di essere vissuto in pienezza.
“Circa venti anni fa – ha raccontato Suor Margherita Bramato nel suo intervento – era il periodo della diffusione delle R.S.A. (Residenze Sanitarie Assistite) e insieme con la superiora Suor Dina riflettemmo sulla possibilità di istituirne una a Tricase, oppure pensare ad altro. Pregammo e infine ci orientammo verso l’Hospice, perché ci parve, a ragione, più affine alla mission dell’ospedale cattolico qual è il “Cardinale Panico”. Visitai parecchi hospice, soprattutto all’estero. Mi recai in Francia, in Inghilterra, per rendermi conto di persona di come tali strutture erano edificate e organizzate nel loro funzionamento ed infine prendemmo, come Congregazione, la decisione di realizzare un Hospice a Tricase, collegato con l’azienda ospedaliera”.
Nel ringraziare Suor Margherita e la Comunità delle Suore Marcelline, unitamente a tutto il personale dell’Hospice, che “accolgono le persone sofferenti con uno spirito di famiglia e di fraterna partecipazione”, concludiamo con le parole del nostro Vescovo, Mons. Vito Angiuli, sempre vicino alle opere “Card. Panico”: “Vivere la propria professione in questa casa significa condividere la spiritualità indicata nel suo stesso nome: essere amici dei malati, accompagnare la loro sofferenza, farsi carico delle loro fragilità, pregare perché trovino la forza di affrontare i momenti conclusivi della loro vita, confidando e affidandosi al Signore perché anche la morte diventi un profumo che inebria la casa di vita”. E sulla vita dell’ Hospice, nel corso del convegno, è stato presentato il numero monotematico Orizzonti della Pia Fondazione di Culto e di Religione “Card. G. Panico”; l’ultimo numero era stato pubblicato nel 1910, l’anno dopo l’apertura dell’Hospice. Si può ritirare la copia presso la segreteria del polo didattico
di Alessandro DISTANTE
Stiamo andando a pezzi? E’ questa la domanda che sorge spontanea dopo i crolli a Marina Serra e a Tricase Porto, notizie allarmanti alle quali, nei gironi scorsi, si è aggiunta quella del crollo del ponte degli innamorati a Melendugno.
Tutti a chiedersi se quei crolli si potevano evitare.
Molti autorevoli studiosi sostengono che si tratta di un fenomeno naturale dovuto alle caratteristiche della roccia friabile e che quindi, a meno di cementare o fare interventi che comunque avrebbero deturpato la natura, non poteva farsi nulla.
C’è chi, invece, sostiene il contrario fino ad ipotizzare precise responsabilità.
Per Tricase il discorso è particolare se si tiene conto, ad esempio, che la piscina naturale di naturale aveva ben poco, essendo il frutto dell’opera dell’uomo. Quell’area, già interessata dall’opera di scavo della pietra, venne “sistemata” con l’aiuto di mine esplosive e trasformata in una piscina. Fu quella la sua fortuna, perché è divenuta, nel tempo, il principale attrattore turistico della Marina, battezzata, ironia della sorta, “piscina naturale”.
L’altro crollo, invece, a Tricase Porto in località Bagno delle Monache ha interessato un luogo incontaminato, lontano dalle frequentazioni turistiche e conservato così come natura lo fece. In un caso e nell’altro i venti e le mareggiate dei giorni scorsi hanno provocato il crollo.
Ed allora: fenomeno naturale o inerzie e incuria dell’uomo?
Intanto viene fuori, per la piscina, un progetto di messa in sicurezza già pronto, a livello di progetto definitivo, nel 2022. Pare si tratti di un’opera pensata dal Commissario per l’Emergenza idro-geologica, un’emergenza che riguardava l’intera costa pugliese. Il Commissario governativo, con la sua squadra, aveva pensato ad un intervento di messa in sicurezza dell’importo di € 1.100.000,00, ma quel progetto non è stato (ancora) realizzato perché doveva ricevere i pareri delle Autorità interessate. Solo di recente -e solo dopo il crollo- quel progetto ha ricevuto i pareri. Si sarebbe potuto fare prima? Certo, pareri che intervengono a distanza di anni fanno sorgere dubbi sulla loro tempestività e fanno pensare che se si fosse intervenuti prima, forse, il crollo non si sarebbe verificato. Su questo si dovrà approfondire ed alcune Associazioni e Rappresentanti di operatori turistici di Marina Serra ci vogliono vedere chiaro.
Intanto il necessario divieto di balneazione e di accesso alle aree interessate dai crolli incide pesantemente sull’immagine delle nostre Marine e sulle loro potenzialità turistiche e, di riflesso, sull’economia estiva soprattutto di Marina Serra.
Oltre agli interventi di messa in sicurezza -che richiederanno tempi non verto brevi e notevoli costi- si dovrà, a questo punto, pensare ad interventi che mettano in salvo e, oserei dire, in sicurezza la stagione estiva. Interventi di sostegno dell’economia e della forza di attrazione delle Marine e, soprattutto, di Marina Serra. Cosa fare? Uno sforzo di fantasia dovrebbe aiutare. Pensare, per esempio, ad iniziative da svolgere in quella località? Come ad alcuni appuntamenti culturali o iniziative di feste e animazione? Potrebbe essere questo un terreno di confronto. Perchè, certo, bisogna intervenire strutturalmente, ma, intanto, bisogna intervenire per sostenere, se non la falesia, almeno il turismo. E questo si può e si deve fare senza necessità di grossi investimenti finanziari e in tempi stretti, perché l’estate è alle porte.
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