di Ercole MORCIANO
25 Aprile, Festa della Liberazione: è la migliore occasione per ricordare i 47 militari Tricasini che, dopo l’8 settembre 1943, coraggiosamente si rifiutarono di combattere affianco ai nazisti tedeschi, consapevoli che sarebbe toccata loro la deportazione in Germania.
Se il ricordo è possibile, lo dobbiamo ad uno storico appassionato che ,con un lavoro di ricerca durato decenni, è riuscito a stendere gli elenchi dei militari dei vari comuni della provincia di Lecce che scelsero di resistere e che pertanto non devono essere dimenticati. Autore della ricerca è Pati (Ippazio Antonio) Luceri, originario di Martano e professore di storia nei licei (ha insegnato anche nel Liceo Scientifico “Stampacchia” di Tricase). Con gli esiti del suo immenso lavoro di compulsazione di vari archivi, da quelli militari a quelli civili e diplomatici, compresi quelli del Vaticano, ha pubblicato vari volumi, l’ultimo dei quali, il terzo, è stato edito lo scorso anno e di recente è stato presentato anche a Tricase.
È bene ricordare i nomi dei nostri concittadini di Tricase e frazioni che, resistendo alle minacce dei nazifascisti, affrontarono con coraggio le conseguenze della loro scelta dopo l’8 settembre 1943: Accogli Luigi, Agostinelli Rocco Spiridione di Antonio (1918), Alfarano Giuseppe di Luigi (1902, il più anziano), Attanasio Carmine di Gregorio (1922), Attrotto Giovanni di Salvatore (1922), Aymone Manfredi di Ardizzo (1917), Baglivo Antonio di Fortunato (1910), Baglivo Cosimo di Michele (Depressa 1913), Baglivo Santo di Andrea (1902), Battocchio Antonio di Giovanni (1923), Bellagio Antonio di Salvatore (1922), Bellucci o Belluscio Vito di Mario (1923), Beneveni Angelo (Tutino 1906), Blandolino Tommaso di Leopoldo (1914), Bomba Tommaso di Antonio (Depressa 1925) il più giovane, Buccarelli Claudio di Senofonte (1921), Bonalana Rocco di Giovanni (1923), Caputo Rocco Francesco di Basilio (1910), Carbone Vito (1922), Cavalieri Corrado di Arnoldo 1917), Cavalieri Ippazio di Pasquale (1916), Cazzato Cesario di Andrea (1922), Cerfeda Abele Lucio di Giacomo (Caprarica 1917), Cerfeda Antonio di Vincenzo (1924), Chiuri Rocco Santo di Angelo (1920), Chiuri Salvatore di Angelo (1917), Ciardo Giovanni di Grazio (1920), Coluccia Giovanni di Vincenzo (1917), Coluccia Ippazio Luigi di Cosimo (1911), Coppola Antonio Giuseppe di Luigi (1911), Coppola Pasquale di Donato (1923), Cosi Carmelo di Francesco (1922), Crisostomo Rocco di Giuseppe (1912), Cuna Pasquale di Antonio (1923), D’Aversa Rocco di Cosimo (1923, De Carlo Antonio di Vito (1918), De Carlo Guido di Vito (1921), De Giuseppe Luciano di Gaetano (Tutino 1916), De Iaco Emanuele di Vito (1922), De Iaco Michele di Salvatore (1912), De Iaco Nicodemo di Paolo (1922), De Marco Adolfo di Vito (1922), De Paola Rocco di Antonio (1916), Dell’Abate Salvatore di Abramo (1914), Della Folgore Salvatore di Sante (1915), Delle Rose Antonio di Santo (1917), Dell’Uva Antonio di Luigi (1903), Di Fano Vito di Bernardino (1912), Ecclesia Donato di Michele (S. Eufemia 1912), Errico Cristofaro di Giuseppe (1912), Errico Martino di Cosimo (1916), Errico Paolo di Ippazio (1915), Errico Rocco di Carmine (1907), Esposito Giovanni di Edoardo (1925), Evangelista Umberto di Vito (1916), Ferrari Giuseppe di Giovanni (1903), Foggetti Angelo di Errico (1917), Fracasso Fedele di Alfredo (1920), Ghionna Antonio di Salvatore (1921), Giannuzzi Antonio di Saverio (1920), Giannuzzi Salvatore di Nicodemo (Lucugnano (1921), Giudice Luigi (1919), Gratis Raffaele di Giuseppe (Tutino 1913), Indino Marco Antonio di Salvatore (1912), Indino Rocco di Nicola (1915), Ingletti Giovanni di Luigi (1922), Ingletti Pasquale di Luigi (Lucugnano 1917), Laera Roberto di Demetrio (1920), Longo Donato di Vito (1920), Longo Roberto di Carmine (1910), Longo Umberto di Carmine (Depressa 1910), Maglie Donato di Francesco (1917), Maglie Giuseppe di Andrea (1907), Malorgio Vito di Pietrantonio (1911), Martini Enrico di Cosimo (1916), Mercanti Achille di Giuseppe (1910), Minerva Enzo di Vito (1924), Minerva Giuseppe Paolo di Erminio (1918), Monsellato Fioravante di Gilberto (1921), Morciano Michele di Ippazio (1911), Morciano Ottavio di Cesario (1914), Musarò Angelo di Salvatore (1922), Musarò Ernesto di Giuseppe (1920), Musio Antonio di Gabriele (S. Eufemia 1921), Musio Giuseppe di Andrea (1920), Musio Salvatore (S. Eufemia 1920), Musio Vito di Salvatore (1919), Nardi Pasuale di Filippo (1916), Nicolardi Pasquale di Vito (1920), Nuccio Serafino (1922), Panico Carmine (1912), Panico Giuseppe (1922), Panico Salvatore di Santo (1915), Peluso Giuseppe di Vito (1919), Perrone Giuseppe di Antonio (S. Eufemia (1915), Perrone Luca di Ernesto (Lucugnano 1922), Piccinni Antonio Michele di Giuseppe (1922), Piccinni Vito di Giuseppe (1918), Piscopiello Giuseppe di Giuseppe (1916), Piscopiello Salvatore di Nicola (1917), Piscopiello Vito di Salvatore (1922), Raeli Rosario di Alfredo (1915), Rizzello Raffaele di Rocco (1921), Rizzo Antonio di Giuseppe (1920), Rizzo Eupremio di Vincenzo (1914), Rizzo Francesco di Andrea (Lucugnano 1916), Roveda Rinaldo di Luigi (1923), Ruberto Andrea di Giuseppe (Caprarica 1914); Ruberto Cesare di Cosimo (1915), Ruberto Giuseppe di Donato (1912), S. (?) Giuseppe (1914), Scarascia Rocco di Adamo (1913), Scarascia Vito di Vincenzo (1915), Scarascia Vito di Cosimo (1916), Schimera Giuseppe di Giorgio (1913), Sciurti Antonio di Luigi (1921), Sodero Giuseppe di Salvatore (1914), Stefanelli Lorenzo di Arturo (1922), Turco Francesco di Salvatore (1905), Turco Antonio di Annino (1908), Turco Giovanni di Salvatore (1916), Turco Saverio Ambrogio di Carmine (1909), Turco Vito (1925).
I militari furono catturato dai tedeschi nella penisola balcanica, in Albania e in Grecia e deportati in Germania nei campi di concentramento o nei luoghi di lavoro coatto. Man mano che i fronti di guerra si avvicinavano a Berlino, nell’aprile 1945, furono liberati dagli anglo-americani o dai russi. Nella foto, ripresa a Tricase-Porto il 15.03.1938, compaiono due miei zii, entrambi in elenco: Giuseppe Peluso, (primo da sn,) zio materno, liberato dai russi e trasferito nel gulag di Renicampo n. 38, dove morì il 2 febbraio 1945 e lo zio paterno Ottavio Morciano, liberato l’8 maggio 1945 e rientrato felicemente a Tricase. Entrambi erano stati bravi calciatori del Tricase, citati da Alfredo De Giuseppe nel suo libro sulla storia del calcio tricasino.
di Pino GRECO
Caso ex Adelchi, la O.L.C. chiede il risarcimento danni al Comune.
L’avvocato Antonio Quinto: “ La richiesta discende dal fatto che la condotta del Comune , come stigmatizzato dal Tar , si è connotata da profili di colpevolezza perché in altri casi analoghi il cambio di destinazione d’uso è stato concesso , in presenza degli stessi presupposti. Questo si traduce in una richiesta risarcitoria pari a 350mila euro per mancato incasso dei canoni di locazione così come da contratto di locazione che era già stato registrato”.
Andiamo con ordine. La O.L.C. Srl, che si occupa di costruzioni metalmeccaniche e carpenteria metallica, acquista nel 2019 l’intero stabilimento calzaturiero ex “Adelchi” per circa 4,5 milioni di euro. Dopo aver avuto le autorizzazioni da tutti gli Enti coinvolti, per aprire le prime due attività commerciali, viene negato il permesso di costruire per il cambio di destinazione d’ uso a commerciale da parte del Comune di Tricase perché, secondo quest’ultimo, la destinazione d’uso per quella zona è solo per scopi industriali e/o artigianali.
Dopo un iter giudiziario siamo ai nostri giorni. Dopo la vittoria al TAR, l'azienda O.L.C. quantifica i danni per il blocco triennale del progetto di sviluppo. Non basta il "via libera" burocratico arrivato ad agosto a sanare una ferita aperta da oltre tre anni. La vicenda dell’ex colosso calzaturiero "Adelchi", oggi di proprietà della O.L.C. S.r.l., entra nella sua fase più critica per i bilanci di Palazzo Gallone: quella della richiesta danni. Se da un lato il provvedimento autorizzativo permette finalmente la conversione industriale e commerciale del sito, dall'altro l'azienda metalmeccanica di Specchia non è disposta a ignorare il tempo perduto.
Al centro della contesa c'è un diniego comunale che il Tribunale Amministrativo Regionale ha ritenuto "infondato" e viziato da "carenza di istruttoria".
La strategia della O.L.C. è chiara: accertare le responsabilità e quantificare il danno economico. Il calcolo del risarcimento è ingente, basandosi sul mancato incasso dei canoni di locazione, così come previsto dal contratto di locazione già registrato.
Se il tribunale dovesse confermare la responsabilità civile del Comune, sarebbe una "grana" che rischia di gravare indirettamente sulle tasche dei cittadini, come spesso accade quando le amministrazioni perdono ricorsi legati a dinieghi ritenuti illegittimi
di Alessandro DISTANTE
E’ questo l’interrogativo che ogni elettore rivolgerà a chi gli chiederà il voto. Certamente l’elettore premierà chi si candiderà per un progetto di Città serio e realizzabile e chi si candiderà per essere al servizio della comunità e non di sé stesso o del suo gruppo di amici interessati.
Ovvio, direte, scontato!
L’augurio è che ciò sia vero ed è bello dirlo in un Giorno come quello della Liberazione nel quale si ricorda la “liberazione da” e si progetta la “liberazione per”.
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di Giuseppe R. PANICO
Con la bella stagione, crescono attività e presenze lungo la costa, come anche perplessità e polemiche su norme e vincoli relative alle attività turistico- balneari ora condizionate, oltre che dalle direttive europee (legge Bolkestein) sulle concessioni a gara di banchine, litorali e locali, dai crolli della falesia. Crolli che, pur marginali e risolvibili da tempo, hanno comportato rilevanti divieti che vanno, da noi, a sommarsi a quelli ormai “storici”.
La nostra Regione ha intanto emanato nuove norme per disciplinare le attività balneari su Stabilimenti Balneari e Spiagge Libere con Servizi, anche nell’ottica di una destagionalizzazione che possa favorire l’economia lungo i circa 900 km di coste pugliesi (33% di spiagge). Di tale costa, circa 1/100 (9 km), appartiene a Tricase che, col turismo sul mare, potrebbe incrementare, ben più che altrove, il reddito medio pro-capite dei suoi cittadini. Reddito che non può prescindere da qualità e quantità dei servizi costieri, ora caratterizzati, oltre che dalla assenza di Stabilimenti Balneari e Spiagge Libere con Servizi, dalla recente notevole riduzione di parcheggi, posti barca e posti balneabili.
Ancora meno frequentazione, dunque, oltre che di turisti, di tricasini, pur avvezzi al tollerato “fregarsene” di tanti divieti. Situazione che va ad incidere anche sui molti gestori di attività commerciali in paese e di case vacanze/albergo diffuso, ricavate dalle tante abitazioni cadute in disuso, per riduzione della popolazione e carenze di una moderna abitabilità nel centro storico. Lo vorrebbero egualmente i tanti cittadini dei paesi limitrofi in cerca di welfare o benessere sulla nostra costa.
La Giornata Dedicata al Mare (11 aprile), celebrata in questi giorni in tantissime realtà culturali e sociali e nei comuni costieri più sensibili anche verso tradizionali e storiche associazioni di livello nazionale e ramificate anche all’estero (come ANMI e Lega Navale, private da noi dello storico e pluridecennale supporto comunale), ci riporta alla memoria, oltre agli aspetti turistici, l’immensità degli interessi ambientali, economici, politici e, in particolare, geopolitici, coltivati sull’ insieme degli oceani.
Un insieme di vitale interesse delle nazioni rivierasche (e non solo) che contano, da sempre, sulla libertà d’uso del mare per i propri commerci (in Italia il 90% dell’economia viaggia sul mare) e su Marine Militari ben strutturate a proteggerla. Protezione occidentale oggi affidata, in somma parte, alle Marine dei 32 Paesi Nato che hanno a capo del Comitato Militare NATO, l’Ammiraglio Italiano Cavo Dragone, un tempo mio preziosissimo collaboratore. Nel Salento, proiettato nel Mediterraneo, oltre ai tanti uffici e personale delle Capitanerie di Porto/Guardia Costiera, abbiamo anche, oltre alla Base di Brindisi, la più grande Base Navale della Marina a Taranto e la vicina grande Base Aeronavale di Grottaglie (che ho avuto l’onore di comandare a lungo e notevolmente potenziare).
Un mare a noi vicino, dunque, ove si intrecciano vastissimi interessi anche energetici e militari. Come lo dimostra l’attuale guerra in corso in Medio Oriente, il suo grave impatto sul nostro vivere quotidiano e l’enorme importanza degli stretti (Italia racchiusa e “soffocabile” fra Suez e Gibilterra). Un mare che non può continuare ad essere assente dal dibattito culturale, politico ed amministrativo anche locale, nella ricerca di un più produttivo equilibrio fra ambiente, coltivato anche attraverso le recenti iniziative della Giornata Regionale della Costa (12 aprile), crescente crisi economica ed energie rinnovabili da sviluppare.
Quest’ultime in particolare, visto i crescenti costi dell’energia che importiamo in gran parte dall’estero, con conseguente scarsa competitività dei nostri prodotti, per gli errori di un passato troppo ambientalista e antinucleare, fuga altrove per trovare lavoro e povertà locale in aumento. Ci avviciniamo rapidamente alle amministrative, con candidati sindaco che, in quanto troppi, indicano già una rilevante frammentazione politica. Non conosciamo troppo dei loro programmi o come intenderebbero farci navigare (siamo tutti sulla stessa barca di nome TRICASE) verso un auspicabile “Rinascimento” o se il nuovo eletto si limiterà a gestire le consuete necessità, marginalità e sprechi, con lavori dai tempi infiniti ed euro finiti (PNRR).
Ci sarebbe un Piano Coste da rifare, un SI o un NO per l’Area Marina Protetta e per un Parco Eolico al largo, il Parco Costiero da riconsiderare e ben altro. Necessità, dunque, di un PUG “Terracqueo” di ben ampia portata che non sia ancora un mero “Cavallo di Troia”, con in pancia troppi interessati, utile a nuovi inganni e per invadere di nuovi nomi e cognomi Palazzo Gallone. Per poi essere ancora dimenticato, con scudieri e creduloni e senza acqua e senza paglia, nel basso delle sue scuderie.
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