di Alessandro DISTANTE
Le questioni complesse richiedono analisi complesse e la forza del dubbio è il vero motore per giungere ad una scelta, mai assoluta e definitiva, ma a quella ritenuta, al momento, quella giusta e più rispondente all’interesse pubblico.
La banalizzazione e l’estremizzazione ideologica del dibattito sul Referendum sono il frutto di una cultura che preferisce gli slogan e le tifoserie all’analisi “adulta”.
Tra i criteri distorti di analisi e di giudizio: la dietrologia. Una proposta non viene esaminata e giudicata per quello che essa contiene ma per quello che si ritiene nasconda (quello che c’è dietro) e per quello che, in futuro, potrebbe determinare. E’ certamente un criterio utile per non parcellizzare i fenomeni e le proposte se non le si legge in un’ottica di sistema. Ma è proprio la logica di sistema che, in un ordinamento come il nostro, ha nella Corte Costituzionale, una Istituzione chiamata a controllare se una determinata produzione legislativa sia rispettosa oppure no della Carta fondamentale per cui nessuna legge ordinaria, che darà attuazione concreta alla Riforma (ove passasse), potrà mai andare contro la Costituzione.
Altro criterio distorto è quello secondo il quale “la Carta Costituzionale non si tocca” oppure che è una Riforma che incide “su ben sette articoli”: sono segnali di una lettura “sacralizzata” di un testo importante ma pur sempre opera dell’uomo, tanto è vero che numerose sono state le riforme della Carta; basti pensare alla riforma del Titolo V oppure alla tutela dell’ambiente, entrata, a ragione, nel testo costituzionale oppure -è doveroso dirlo- all’art. 111 Costituzione che, per tutti i processi, ha previsto per merito di Vassalli (grande giurista e parigiano) le “condizioni di parità, davanti ad un giudice terzo ed imparziale”.
Venendo al contenuto della Riforma oggetto del Referendum, al di là delle modifiche che sono soltanto necessari coordinamenti, (da qui i sette articoli interessati), la riforma riguarda, per un verso, la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e magistrati giudicanti, ferma restando l’autonomia e indipendenza da ogni altro potere (art. 104) e, dall’altro, l’istituzione dell’Alta corte per i procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati (art. 105).
E’ su questo che il dibattito si doveva e si deve focalizzare, lasciando perdere questioni di appartenenza (pro e contro il Governo) che rischiano di far uscire fuori tema; la questione è il rapporto tra cittadini (diritto di difesa) e Autorità decidente e, molto meno, la questione sui procedimenti disciplinari dei magistrati.
Ed allora guardiamo le questioni in maniera laica e non ideologica e forse arriveremo alla scelta giusta, senza ovviamente mai ritenere di possedere la verità assoluta e definitiva.
di Alessandro DISTANTE
La disaggregazione è un fenomeno che interessa il territorio (vedi crolli delle nostre coste a pag. 2), ma interessa anche il tessuto nazionale sotto il profilo sociale, lavorativo ed addirittura sanitario (vedi le Pre-intese sull’Autonomia differenziata a pag. 5).
Un’Italia che sembra crollare e dissolversi in un clima di crescente disgregazione e contrapposizione. Un fenomeno non solo italiano: se si allarga lo sguardo, il pensiero corre alla terribile guerra in Iran e in Medio Oriente; e poi in Cisgiordania e a Gaza; e poi ancora in Ucraina e l’elenco potrebbe continuare e sarebbe lungo. Tutte contrapposizioni che si accompagnano a processi di delegittimazione e disgregazione dei luoghi del confronto e della soluzione pacifica dei conflitti, quali l’ONU, sostituito da un Club a pagamento; più in generale, è in atto una crisi profonda del diritto internazionale sostituito da norme morali autolegittimantesi.
Vengono progressivamente meno e si vanno svuotando i luoghi del dialogo e della sintesi: i corpi intermedi (partiti e sindacati) sembrano affetti da una malattia che appare irreversibile.
Accade anche a Tricase dove, accanto a proposte che vedono la paternità ed il sigillo di partiti e movimenti da tempo operanti sul territorio, spuntano altre proposte che fanno riferimento a movimenti ed associazioni estemporanee, che meglio e più onestamente sarebbero dei comitati elettorali, conseguenza tuttavia della incapacità di rappresentanza dei partiti.
Anche il Referendum sulla Giustizia sembra anteporre contrapposizioni alla discussione sul merito, al punto da far dire al prof. Sabino Cassese che “La lite tra tifoserie svilisce il voto”.
Alla giusta terzietà di chi giudica si contrappone un’altra questione, altrettanto importante, quale è quella di un Pubblico Ministero che agisce per fare giustizia e cercare la verità, evitando lo schema contrappositivo tra Accusa e Difesa.
Eppure, troppe sono state le vicende di cronaca giudiziaria che hanno visto una Procura attestata su posizioni colpevoliste (vedasi, da ultimo quello che sta emergendo sulla Procura di Trani). Se a questo si aggiungono le conclamate vicende di lotte interne correntizie con pregiudizio per chi, pur essendo capace, non è schierato, la difficoltà di giungere ad un voto referendario frutto di una riflessione sui contenuti diventa ancora maggiore.
Sull’altro fronte non appaiono di minor rilievo le perplessità su una Riforma che favorirebbe un processo di subordinazione del potere giudiziario a quello esecutivo. Ad avvalorare tali timori, anche al di là del testo della Riforma, sono le dichiarazioni “avventate” da parte di autorevoli rappresentanti del Governo, a partire dalla Presidente Meloni che, troppo spesso, parla di una Magistratura che ostacola gli obiettivi dell’Esecutivo, dimenticando la fondamentale separazione non delle carriere ma dei poteri.
Temi delicati e che meriterebbero un confronto aperto e sereno (cercheremo di farlo sul prossimo numero).
Il punto è che mancano i luoghi per un confronto sui contenuti e senza pregiudiziali contrapposizioni. Manca, ancor di più, una cultura che, nella tradizione del “Medioccidente”, favorisca i momenti di partecipazione vera e non da stadio e che veda riprendere quota la fiducia reciproca e lo spazio del confronto o, detto in altre parole, che veda riemergere la democrazia.
di Giuseppe R. PANICO
Parlare di vela, di nautica e di sport e cultura del mare, vuol dire anche parlare di Lega Navale. Una associazione che, fondata nel lontano 1897, è oggi animata da circa 56.000 soci. Come in tantissimi altri porti o approdi turistici lungo i nostri mari e laghi, anche Tricase Porto ha una sua sezione, attiva dal 1997.
In Italia sono 254 le sezioni e, tramite Delegati Regionali, fanno capo a una Presidenza Nazionale, con sede a Roma e retta da un Ufficiale di Marina in pensione, col grado di Ammiraglio. Per la sua attività si avvale di uno Statuto approvato con decreto congiunto del Ministero della Difesa, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e derivante dal decreto del presidente della Repubblica, art 70 del 15 mar 2010.
La Lega Navale si configura quindi quale Ente Pubblico Non Economico a Base Associativa che ha come scopo la diffusione dell’interesse e della attenzione verso le tematiche relative al mare ed alle acque interne.
Per le proprie finalità, anche verso persone diversamente abili, si avvale della collaborazione dei Comuni costieri e della concessione, a titolo oneroso, di locali e spazi fronte mare, tratti di banchina di ormeggio e antistanti specchi d’acqua; come anche dei servizi svolti dai titolari della gestione portuale.
All’insieme delle attività di conduzione della sede e dei corsi, usualmente svolti da ragazzi nel periodo estivo, e attività didattiche a favore delle scuole, contribuiscono i soci, mediante quote di iscrizione annuale.
I soci possono far domanda, sempre a titolo oneroso, per un posto barca in sede e sono tenuti a svolgere pertinenti attività addestrative anche con le loro barche.
I corsi di vela vengono svolti nell’ambito della Federazione Italiana Vela. Altri corsi possibili sono quelli per kayak e canoa. La disponibilità altrove di propri Centri Nautici, gestiti dalla Presidenza, consente inoltre attività aggiuntive fuorisede.
Di particolare rilevanza a Tricase, oltre ad una presenza ormai tradizionale, i rapporti con il mondo scolastico, basati su specifiche conferenze dedicate al mare e corsi estivi. L’attivazione, per iniziativa della Sezione L.N. di Tricase, sin da marzo 2013, di un Protocollo di Intesa con il Comune, derivante da un superiore Protocollo fra Presidenza Nazionale e Ministero dell’Istruzione e dell’Università, poi ufficialmente esteso dal Comune, nell’aprile 2013, agli Istituti Comprensivi locali, ha rafforzato i legami con il mondo scolastico.
Nell’attivare tali rapporti, le scuole designano un proprio delegato. Disponibilità di una formazione aggiuntiva, dunque, a favore di un mondo giovanile aperto ai vari tipi di sport sul mare e alle tematiche marittime e ambientali.
Di rilievo, ambito Lega Navale, anche la produzione di pubblicazioni su tali argomenti e di una propria rivista. I corsi per minori, in periodo estivo, hanno da sempre costituito, per famiglie in vacanza a Tricase o nel vicinato, una valida attrattiva.
La consueta regata velica “Coppa Magna Grecia”, svolta annualmente ad inizio estate, da Tricase alle isole Greche e giunta ormai alla 37° edizione, costituisce un tradizionale richiamo di imbarcazioni a vela e, dunque, una ulteriore qualificata presenza per l’immagine, la tradizione ed il richiamo turistico locale.
Attualmente la sezione Lega Navale di Tricase Porto ha in concessione due locali, con antistanti spazi dominanti il porto e di un tratto di banchina di circa 50 m, con relativi specchi d’acqua, per 19 posti barca.
Insieme alle altre sezioni salentine, costituisce un insieme culturale e costiero e una tradizione che, ove ben supportata dalle relative amministrazioni comunali, può ben incidere sullo sviluppo sportivo e formativo locale verso le molteplici attività relative al mare e relativi aspetti economici e turistici.
LA RIVOLUZIONE DELLE MIMOSE
L’Associazione di Alta Cultura Musicale “W. A. Mozart” – APS e il gruppo di lettura “Le lanterne di Diogene” celebrano insieme la “Giornata internazionale della donna” proponendo un affascinante itinerario artistico tra musica e poesia. La proposta culturale si giova dell’autorevole esperienza artistica frutto della pluriennale collaborazione tra Pasquale Santoro e Giovanni Calabrese.
Pasquale Santoro dice: “Abbiamo voluto proporre questo reading poetico per sottolineare l’importanza della lotta per i diritti delle donne, la loro emancipazione, ricordando le conquiste sociali, economiche, politiche e portando l'attenzione su questioni come l'uguaglianza di genere, le discriminazioni e le violenze contro le donne. Versi di libertà che abbracciano nazioni e realtà etniche diverse : Iran, Cina, Mozambico, Stati Uniti, Cile, Afghanistan, Romania,
Kurdistan, Venezuela , Bulgaria, Italia”. Giovanni Calabrese ribadisce: “Dall’amicizia con il prof. Santoro non poteva che nascere una proposta artistica di così importante spessore. Con lui abbiamo condiviso palcoscenici importanti (tra gli altri: il foyer del Petruzzelli, il festival ICMC di Shangai e Positano) e spesso ci confrontiamo su come l’arte possa aiutare a mettere in luce i diversi aspetti e le contraddizioni della nostra società. Come Associazione “Mozart” siamo sensibili ai temi sociali e concretizziamo il nostro impegno quotidianamente con la realizzazione di una serie di attività musicali che vedono protagonisti i giovani del nostro territorio, tra queste assume particolare importanza l’orchestra di fiati “Aristica inclusione”. I letture delle “Lanterne” saranno impreziosite dalle note del flauto di Elena Borlizzi accompagnata al pianoforte da Enrico Tricarico.” L’evento è inserito nella programmazione FNSV dell’ Ass. di Alta Cultura Musicale “W. A. Mozart” – APS ed è patrocinato dal Comune di Tiggiano.
L’appuntamento è sabato 07 marzo ore 20.00 presso Palazzo Serafini Sauli di Tiggiano.
Nel corso dell’assemblea annuale di A.Do.Vo.S. Messapica Tricase, svoltasi il 22 Febbraio 2026, è stato presentato un bilancio 2025 estremamente positivo, aperto dal ringraziamento al direttivo e ai soci donatori, la cui partecipazione ha confermato la solidità e la coesione dell’associazione.
I numeri raccontano un anno di crescita concreta: 833 donazioni complessive, con un incremento di 155 unità rispetto all’anno precedente e l’ingresso di 104 nuovi iscritti. Intensa è stata l’attività di promozione e sensibilizzazione, con iniziative nelle aziende del territorio, incontri dedicati alla donazione di plasma e la partecipazione alla Giornata Mondiale del Donatore presso l’ospedale di Tricase.
Particolarmente rilevante la campagna estiva “borse mare”, che nei mesi più critici ha garantito 173 donazioni, contribuendo a fronteggiare il fabbisogno stagionale.
Sul piano sociale e aggregativo, l’associazione ha organizzato il primo torneo di calcio balilla nella propria sede e rafforzato il legame tra sport e solidarietà attraverso una nuova collaborazione con la squadra di calcio femminile “Polisportiva Nuova Tricase” e quella ormai consolidata con gli “Amatori Rosso Blu”.
Spazio anche alla comunicazione, con il lancio di una rubrica social dedicata alla storia dell’associazione, e alla solidarietà internazionale, grazie alla serata “Insieme per Gaza” in collaborazione con il comitato Presepe Vivente, che ha permesso di raccogliere 4.000 euro destinati ad Emergency.
L’associazione ha preso parte al 63° Congresso Nazionale Fidas a Lecce e alla sfilata delle federate a Gallipoli, importanti occasioni di confronto, aggiornamento e condivisione con le realtà provenienti da tutta Italia, rafforzando il legame con la rete nazionale dei donatori di sangue.
Il gruppo Giovani A.Do.Vo.S. ha animato il centro cittadino con la terza edizione del “Capodanno in Piazza”, arricchita dal video mapping sulla facciata della Chiesa di San Domenico. L’evento ha rappresentato non solo un momento di festa, ma anche un’occasione per rafforzare il senso di comunità e avvicinare nuovi giovani ai valori della donazione e del volontariato.
Il 2025 si chiude dunque con risultati concreti, una comunità associativa in crescita e la consapevolezza di un impegno che prosegue con continuità al servizio del territorio.
Il Direttivo A.Do.Vo.S. Messapica Tricase Sez. “Don Tonino Bello