Lettera Aperta
Cari amici e compagni del Circolo del Partito Democratico di Tricase,
non avevo intenzione di intervenire in questa “querelle” degli ultimi giorni relativa alla scelta del candidato Sindaco di una coalizione di centro-sinistra ma alla luce delle numerose critiche pubbliche che sta generando non sulla persona del candidato Sindaco prescelto ma sul metodo applicato ed i “brutti toni politici” finalizzati solo ad inasprire gli animi dell’ultimo comunicato a firma “impropria” del Partito Democratico - Circolo di Tricase, mi ha costretto ad una risposta formale e pubblica.

Innanzitutto, la firma del comunicato a nome dell’intero Circolo avrebbe dovuto interessare la condivisione formale, secondo i dettami dello statuto e dei regolamenti del Partito, di tutti gli iscritti del circolo, nessuno escluso.
Non fa onore ad un circolo del Partito Democratico accusare in modo inadeguato l’unico consigliere del PD presente nell’assise comunale ed anziché ringraziarlo per il servizio che sta prestando anche con enormi difficolta di spostamento per motivi lavorativi e cercare di capire le motivazioni che lo hanno portato a presentare le dimissioni, lo si mette sul banco degli imputati solo perché dissente da una scelta.
Al consigliere Francesco Minonne va la mia solidarietà personale e quella del Partito Democratico.
Ricordo al segretario del circolo del Partito Democratico di Tricase, che sembra essere stato colto da un attacco di amnesia nello scrivere quei righi a mo’ “di atto di citazione”, che il sottoscritto ha il diritto-dovere in forza alle cariche attuali ricoperte nel Partito Democratico (Delegato dell’assemblea Nazionale oltre a componente della Segreteria Regionale nel ruolo di “Capo Segreteria”) di garantire il funzionamento democratico e l’efficacia dell’azione del PD su tutto il territorio Regionale. Quindi anche il monito al neo Consigliere Regionale Minerva (a cui va il ringraziamento per la sensibilità dimostrata nell’intervenire con pacatezza e spirito di collaborazione per far sì che si pervenga ad una scelta che sia ampia e condivisa) di pensare meglio a tenere a “bada le incursioni di chi, come già accaduto, vuole dirigere la comunità democratica di un paese che non gli appartiene” è completamente di cattivo gusto e dimostra inadeguatezza nel dirigere in maniera aperta ed inclusiva un così importante circolo. Ma se proprio dobbiamo parlare di incursioni, caro segretario non sei stato tu insieme al tuo avvocato che hai chiesto un incontro il 26 Novembre presso il mio studio (a cui io ovviamente nella mia qualità di dirigente del partito non mi sono sottratto) per chiedermi di intervenire personalmente a far ritirare altre candidature? Per te se gli interventi sono a favore sono delizie, se vanno in senso diverso sono incursioni.
Scusandomi per queste chiacchere che sicuramente possono annoiare ma che, per dovere di dignità morale personale dovevo elencare, torniamo sul piano politico. Il Partito democratico ha nel proprio statuto l’obbligo del ricorso alle Primarie Aperte per la scelta del Segretario Nazionale, figuriamoci se un segretario o un dirigente di Partito non può essere d’accordo che si tengano le primarie aperte per la scelta del candidato Sindaco tanto più se portano ad allargare il perimetro della coalizione. Se questo non lo si vuole o addirittura lo si impedisce, come ribadito dal recente comunicato del gruppo politico “Tricase, che fare?” probabilmente dobbiamo chiederci se siamo degni di dirigere una comunità o un circolo del Partito Democratico.
Per questo, visto anche gli ultimi interventi di disponibilità di altri gruppi politici di partecipare all’istituto delle primarie aperte per proporre alla città una più ampia coalizione progressista e di Centro sinistra, auspico un intervento autorevole del Segretario Provinciale del Partito Democratico affinché convochi con urgenza una riunione di tutte le forze politiche di centro-sinistra sul tema in questione.
Delegato Assemblea Nazionale PD Componente Segreteria Regionale PD
Ippazio Morciano
TRICASE - GIOVEDI, 4 DICEMBRE 2025 - Il centrosinistra tricasino ( Pd, Cantiere Civico e Sinistra Italiana), presenta Vincenzo Chiuri come candidato sindaco per le amministrative 2026

VENERDI, 5 DICEMBRE - Il consigliere comunale di minoranza del Pd, Francesco Minonne invia al partito democratico di Tricase la seguente nota: “Considerati gli ultimi sviluppi politici che hanno portato il Partito Democratico di Tricase alla candidatura a Sindaco del Dott. Vincenzo Chiuri, persona di elevata professionalità e meritevole di stima, con un percorso dal sottoscritto non condiviso, comunica di valutare le dimissioni da consigliere comunale del PD e di non rinnovare la tessera di partito”.
SABATO, 6 DICEMBRE “Non è sufficiente mettere sul tavolo una candidatura condivisibile: oggi serve arrivare a una candidatura condivisa” Le parole del consigliere regionale dem Stefano Minerva .
Minerva, pur riconoscendo che Chiuri è «una persona di indiscutibile valore” e “un professionista stimato che può arricchire il campo progressista”, sposta il baricentro del dibattito sul metodo adottato: “Assumere una decisione così rilevante senza un confronto vero con tutte le forze del centrosinistra non è solo poco democratico: è un errore politico”. Il consigliere regionale richiama inoltre il documento unitario di aprile, ricordando come esso fissasse “un percorso e un metodo inclusivo, che lasciava aperta la porta a tutte le energie progressiste alternative all’attuale amministrazione”. Per Minerva, “non si può tornare indietro da lì”.
Da qui la richiesta indirizzata alla segreteria provinciale del PD: “Chiedo che venga convocato al più presto un tavolo di coalizione. Se l’obiettivo è vincere e aprire una nuova pagina per Tricase, serve un percorso trasparente e condiviso”.
Minerva sollecita anche la possibilità di ricorrere, se necessario, a strumenti partecipativi dal basso: “È nella storia del nostro partito e può aiutare a costruire un’alternativa forte e credibile”.
DOMENICA 7 DICEMBRE - NOTA PD TRICASE

DOMENICA 7 DICEMBRE – NOTA DI ANDREA MORCIANO
“Leggere un comunicato attraverso il quale una parte della coalizione di centrosinistra di Tricase (orfana, ad oggi, del sostegno dell’“Associazione Tricase, che fare?”) ufficializza la candidatura a sindaco del dott. Vincenzo Chiuri, vantando un percorso partecipato di confronto e di valutazione di un progetto politico condiviso, lascia estremamente titubanti, non di certo per valutazioni legate alla figura del candidato, ma per le modalità con cui è stata effettuata e comunicata la scelta.
Sostenere che ci siano stati tavoli di confronto tra tutte le forze e associazioni di centrosinistra non corrisponde al vero, dal momento che numerosi cittadini appartenenti alle stesse aree politiche non sono stati mai invitati al dibattito sulla valutazione di un ipotetico candidato sindaco né tantomeno sono stati coinvolti in questioni più ampie su programmi elettorali e nuovi visioni sul futuro della città. E questo posso sostenerlo a ragion veduta dal momento che, avendo negli scorsi mesi dichiarato in maniera trasparente la mia disponibilità a guidare un progetto politico alternativo all’amministrazione uscente, gli amici e i concittadini che si stanno impegnando insieme a me nella costruzione dal basso di un nuovo progetto politico, si muovono esattamente nella stessa zona politica rivendicata dalle forze sostenitrici del dott. Chiuri, essendo alcuni tesserati PD, altri provenienti dalle associazioni di centrosinistra tra cui lo stesso Cantiere Civico. È evidente che il comunicato escluda a priori il loro parere visto che la proposta, oltre che giungere dai pochi rappresentanti delle parti, non è stata nemmeno condivisa. A sostegno di ciò anche il comunicato del consigliere in quota PD Francesco Minonne. È evidente che il Centro Sinistra unito di cui si parla è, oggi, pura utopia.
Sono state effettuate scelte azzardate, partite da prese di posizione personali in direzione contraria più che verso un obiettivo di bene comune, e questo potrebbe portare ad ulteriori frammentazioni, rovinando ancor di più la situazione già abbondantemente minata del nostro paese. Non sarebbe allora stato meglio giungere ad una selezione del candidato usando uno strumento più democratico come le primarie, mettendo davvero in gioco tutte le forze afferenti all’area politica in questione? Noi abbiamo sempre sostenuto di poter partecipare senza remore alle primarie aperte, e ancora oggi siamo disponibili a farlo.A nome del folto gruppo di concittadini con cui stiamo condividendo da tempo una forte volontà di lavorare per un concreto cambiamento ribadisco che la Città di Tricase merita un vero percorso partecipato ed allargato ad un sempre maggiore numero di interlocutori, liberi nelle scelte e inclini al confronto, avendo come obiettivo comune un’idea di una Tricase rinnovata e non di una semplicistica costruzione tenuta in piedi dalla volontà di pochi e travestita da una finta aura di democrazia.
Rimbocchiamoci le maniche e raccogliamo le idee, a breve le comunicazioni sui prossimi incontri a cui chiederemo massima partecipazione”
di Alessandro DISTANTE
Abbiamo un nuovo presidente della Regione. Il risultato era dato quasi per scontato, al punto tale che il centro destra ha incontrato non poche difficoltà a trovare un candidato, salvo ricorrere, in extremis, ad una personalità del mondo imprenditoriale.
Inaspettato è stato, invece, lo spaventoso calo nell’affluenza al voto: appena il 41,83%, meno, quindi, della metà, per cui si potrebbe dire, paradossalmente, che il Presidente e con lui i Consiglieri rappresentano la minoranza dei pugliesi.
Di chi la colpa? Le analisi, al riguardo, sono le più varie: tanto non cambia niente; tanto sono tutti uguali; tanto si sapeva chi avrebbe vinto e via discorrendo. C’è tuttavia un’altra causa che sarebbe ancora più grave e preoccupante: il venir meno di quel dovere civico che vedeva nel voto non tanto un diritto quanto un dovere.
Un dovere che era l’espressione di quel dovere, ancora più profondo, di prendersi cura del bene comune o, in altre parole, di esercitare la cittadinanza attiva.
Se così fosse, il male sarebbe ancora più grave e la cura lunga e faticosa. Occorrerebbe risvegliare l’amore per la cosa pubblica che non è la “mia cosa” ma la “cosa o la casa di tutti”; si dovrebbe partire dall’educare alla partecipazione attiva, convincendosi che non esistono problemi degli altri perché siamo tutti interdipendenti o, per dirla cristianamente, tutti fratelli.
Ma per poter educare bisogna essere credibili e qui la questione si fa ancora più complessa.
Tricase, 27 novembre 2025
PREMIO IL VOLANTNO A MASSIMO NAVA

Un sentito grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla XV^ edizione del Premio Giornalistico “ Il Volantino”: all’ospite Massimo Nava, alle autorità presenti e a chi ha reso possibile questo momento di confronto.
La vostra presenza e il vostro contributo hanno reso la serata davvero speciale e significativa. Il direttore e la redazione.
IL SETTIMANALE IL VOLANTINO RITORNA IN DISTRIBUZIONE, SABATO 6 DICEMBRE 2025
Giovedì, 27 novembre 2025 – Ore 19 – Sala del Trono, Tricase
Ingresso libero e gratuito
LA BIOGRAFIA
Nato a Milano nel 1950 ha cominciato giovanissimo la professione di giornalista. Dopo l‘esperienza nel giornale scolastico La Zanzara, è entrato nel quotidiano Avvenire prima di passare al Corriere della Sera.
E’ stato inviato di guerra dall’Asia all’Africa, dai Balcani al conflitto in Iraq. Fra i suoi reportage più importanti, la caduta del Muro di Berlino, la riunificazione tedesca, la guerra nella ex Jugoslavia, il genocidio in Ruanda, i massacri di Timor Est, la guerra civile in Somalia.
E’ autore di numerose inchieste sugli anni di piombo, sulla criminalità organizzata e sul Mezzogiorno.
Nel 2001 diviene corrispondente da Parigi per il Corriere della Sera e poi, con base Parigi, editorialista di politica internazionale.
Oltre che giornalista, Nava è anche scrittore: con il poeta libanese Adonis è autore di Polvere di Bagdad, dramma teatrale per la regia di Maurizio Scaparro andato in scena in diversi teatri italiani ed interpretato da Massimo Ranieri ed Eleonora Abbagnato.
E’ docente presso l’Università Guido Carli LUISS di Roma dove tiene corsi di politica internazionale.
CAVALIERE DELLA LEGION D’ONORE
Massimo Nava ha ricevuto numerosi Premi e Riconoscimenti. L’ultimo prestigioso riconoscimento gli è stato conferito dall’Ambasciatore francese in Italia che il 7 ottobre lo ha insignito della Legion d’Onore.
Durante la cerimonia è stata ripercorsa l’incredibile carriera del Giornalista, sempre intensa e piena di interessi con un’attività che lo ha portato a lavorare in tutto il mondo prima di arrivare in Francia nel 2001. Nel Paese d’Oltralpe ha assunto un ruolo di primo piano nel giornalismo, giungendo anche ad intervistare Presidenti e politici francesi, fino a fargli amare la Franica dove trascorre parte della sua vita.
Riportiamo alcuni passaggi di due articoli di Massimo Nava apparsi sul Corriere della Sera in questi mesi
LA MORTE CEREBRALE DEL DIRITTO, 23 Settembre 2025
“Assistiamo in diretta allo sterminio di una popolazione e all’annientamento delle organizzazioni umanitarie e delle agenzie dell’ONU. Qualsiasi proposta di risoluzione che tenti di limitare l’azione di Israele è ostacolata dal veto americano. La soluzione <<due popoli, due Stati>> è ripetuta a parole, mentre nessuno si nasconde più che i palestinesi finiranno come i pellerossa in America. La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, Francesca Albanese, è diventata uno dei simboli della delegittimazione dell’ONU”.
LA FRANCIA VERSO L’INCOGNITO, 8 ottobre 2025
“La crisi politica è alimentata dalla litigiosità dei partiti e dalla scomposizione di un quadro che per decenni aveva permesso l’alternativa e la dialettica fra destra popolare moderata e sinistra riformista. Sommandosi alla crisi finanziaria, diventa inevitabilmente crisi sistemica. Il che è una pessima notizia per i francesi ma anche per l’Europa, in un momento in cui i destini del Vecchio Continente avrebbero bisogno di guide sicure e di stabilità
