Partito prima, arrivato ultimo. E’ stata questa la sorte della lista guidata da Vincenzo Errico. Un progetto di Città, elaborato con interviste, studi, verifiche, partecipazione; il primo a presentare il suo progetto ed il primo a presentarsi come candidato sindaco. Ma tutto questo non gli ha consentito di raccogliere quanto seminato. Già la formazione di una sola lista, peraltro un po’ rabberciata, è stato il segnale dello scarso appeal elettorale. Il risultato ha confermato quella sensazione. Eppure: lascia pensare il fatto che chi progetta, chi elabora un vero programma, chi parte per tempo, non riceva poi un riscontro in termini di voti.

Partito ultimo, arrivato primo. Sul gradino più alto dei consensi è invece la coalizione guidata da Andrea Morciano. E’ stato l’ultimo a presentarsi come candidato sindaco e il suo Movimento (Radici e Futuro) è una associazione nata a ridosso della campagna elettorale. Eppure ha raccolto il massimo dei consensi. Indubbiamente merito di chi ha preparato la campagna elettorale, un attento mix di vecchie e nuove proposte, racchiuse nel mantra del cambiamento. In campagna elettorale, dal primo all’ultimo incontro, Morciano ha rivendicato, anche con forza, la natura civica della sua proposta. A questo punto, andato al ballottaggio, appare difficile cambiare rotta e presentarsi come il nuovo centro sinistra che avanza e che cambia, specialmente se l’appoggio venisse chiesto a coloro dai quali ha preso le distanze.

Il sindaco in carica, Antonio De Donno, ha scelto la via del compromesso dal vago sapore democristiano: pezzi del centro destra e pezzi del centro sinistra nella dichiarata convinzione che a Tricase è finito il tempo delle appartenenze. Definito da un autorevole candidato suo competitor come “mezzo Antonio” sarà interessante vedere se, al secondo turno, quel “mezzo Antonio” riuscirà a raccogliere i voti di quella metà del campo, e cioè del centro destra.

Le proposte elettorali più politiche sono state quelle di Vincenzo Chiuri e di Claudio Pispero. La prima raccoglieva il così detto “campo largo”, una formula che si è arricchita anche di due liste civiche chiaramente schierate a sinistra. La candidatura a sindaco di un’ottima persona e di uno stimatissimo professionista ha giocato, paradossalmente, in senso contrario: Chiuri ha onestamente dichiarato che avrebbe continuato nella sua attività di medico e non vi è stato forse il tempo per spiegare e per convincere gli elettori che fare la professione e fare politica non sono -e forse non devono essere- attività inconciliabili e che la professionalità se uno ce l’ha è in grado di praticarla in ogni dove.

Buona la pérformance di Claudio Pispero che ha più volte sottolineato la  sua appartenenza al Centro destra (invero a Fratelli d’Italia), cercando di schiacciare nell’altra metà del campo tutti gli altri (facendo salvo un “mezzo Antonio”). Se il progetto politico nasce da lontano (regionali) e punta al futuro, al ballottaggio, ufficialmente o non ufficialmente, l’appoggio, suo o di chi lo ha votato, dovrebbe andare a chi risulterà funzionale al progetto politico.

Discorso a parte merita la proposta di Giovanni Carità: un buon risultato elettorale ma che rischia, ancora una volta, di essere improduttivo. Le battaglie in Consiglio, delle quali è maestro Carità, lasciano il tempo che trovano, come dimostrato in passato; ed allora torna il dubbio sulla utilità per Tricase di continuare a dividere il centro sinistra, così lasciando spazio a proposte civiche che, nel panorama sovracomunale, rischiano di non avere peso specifico.

in Distribuzione

**Console Debug Joomla!**

**Errori nei file di lingua da analizzare**

**File lingua caricati**

**Stringhe non tradotte**