Siamo in via Partigiani Tricasini, via Andrea Rizzo, dalle parti dell’ingresso del Presepe Vivente.
I residenti: “In attesa che l’amministrazione comunale porti a termine i numerosi cantieri ancora aperti, noi continuano a lamentare l’assenza di illuminazione pubblica. Una situazione che genera paura, disagi e un forte senso di insicurezza, soprattutto nelle ore serali. La richiesta è chiara: chiediamo interventi rapidi e risposte concrete per restituire tranquillità”.
Segnalazione firmata

di Giuseppe R. PANICO
L’INCONTRO
Prosegue l’iter per la istituzione dell’Area Marina Protetta, adiacente al Parco Otranto-Leuca. Il nuovo incontro, tenuto presso la sede dl CIHEAM a Tricase Porto, nella mattinata di sabato 18/10 e per via essenzialmente telematica ha consentito di fare il punto su tale articolato iter. L’ Area si estende per 68 km, lungo l’intero suddetto parco, affacciantesi sul Canale d’Otranto, e interessa ben undici comuni costieri. Sono circa 56.000 i relativi abitanti che, insieme agli operatori economici e culturali locali, potranno anche avanzare fondate osservazioni e proposte.
Una procedura dunque lunga e complessa che, basata su più steps, dura ormai da diversi anni, con il coinvolgimento di Stato e Regione e supportata da organizzazioni e culture ambientaliste. All’incontro, pubblicizzato dal nostro Comune, è stata invitata anche la cittadinanza, poi quasi del tutto assente, a meno di pescatori e titolari di attività locali. Sono intervenuti otto sindaci, con interventi comunque marginali e richiesta di tutta la documentazione, per successivi approfondimenti e proposte. Oltre alla illustrazione delle attività, propedeutiche a tale istituzione, svolte dai singoli enti interessati, con le consuete lungaggini in apprezzamenti e convenevoli, sono state evidenziate le già note particolarità di tale area, quali una molteplicità di grotte marine, coralligeni sui fondali, estensioni di posidonia, presenza di foca monaca e zone di riproduzione ittica. Sarebbe la quarta in Puglia, dopo quelle di Porto Cesareo, isole Tremiti e Torre Guaceto, ma fra le più estese in Italia ed in Europa. L’estensione verso il largo di tale nostra A.M.P., da una prima ipotesi di tre miglia nautiche, è stata poi ridotta (ora 1,5 miglia o 2778m) ma mantiene comunque la continuità lungo costa, a meno di ristrette zone antistanti Tricase Porto e Castro. Tale “Prima Proposta di Perimetrazione e Zonazione”, potenzialmente ancora variabile, prevede tre sottozone: A (rossa) di Riserva Integrale, B (gialla) di Riserva Generale e C (azzurra) di Cuscinetto.

ALCUNE CONSIDERAZIONI
L’Area si svilupperebbe lungo la fascia costiera, già molto vincolata e improduttiva, sia di una importantissima rotta mercantile, sia di un’area fortemente antropizzata (11 comuni con 56000 abitanti), con una diffusa povertà e con giovani sempre più in fuga per carente economia locale. Economia focalizzata questa, in gran parte, su un crescente turismo costiero con balneazione e nautica. Le possibili restrizioni, anche sulla pesca professionale e sportiva, interessano, ovviamente, anche le popolazioni dei comuni dell’hinterland che frequentano lo stesso mare. Il cambiamento climatico, oltre a favorire il turismo, in particolare straniero e più attento alla qualità/disponibilità dei servizi, sta favorendo anche il cambiamento dell’habitat marino con il moltiplicarsi di nuove specie ittiche. Mari più caldi, recente allargamento del Canale di Suez e relativo incremento del traffico mercantile, ne stanno incentivando migrazione e diffusione. I tipo di habitat, che si intende ora proteggere, può dunque più rapidamente, cambiare e incidere anche sulla pesca (vedasi granchio blu). La possibile attivazione al largo di un vasto parco eolico galleggiante, con relativi ancoraggi in zona e cablaggi verso la costa, attraversanti tale area, è un altro fattore che non andrebbe trascurato. Non risultano noti o ben evidenti i danni e i pericoli che tale area ha subito negli ultimi anni, per una gestione meno vincolante, come è tuttora, e la conseguente motivata necessità/opportunità di un’AMP così estesa e potenzialmente impattante. Danni o pericoli, comunque, e da sempre, contenibili con le consuete leggi e ordinanze. Lungo la costa interessata, non esistono scarichi di natura industriale e tali da danneggiare il vicino habitat marino che si intende proteggere maggiormente. Gli scarichi sono invece quelli delle acque reflue e carenze fognarie, da gestire/eliminare con maggiore attenzione e priorità. A differenza di tanti parchi terrestri e aree marittime protette, istituite in aree poco antropizzate/abitate/frequentate, di estensione contenuta e di interesse di uno o pochi comuni, quella di Otranto-Leuca in itinere, così estesa e confinante col parco Otranto-Leuca, potrebbe assumere aspetti molto restrittivi sullo sviluppo della economia locale già condizionata dall’adiacente parco e dalla assenza di attività produttive di sorta.
Molteplici aspetti focalizzabili, oltre che sui rilevanti valori naturalistici e di ritorno di immagine, anche sul particolare contesto socioeconomico del Sud Salento Orientale. Ancor più a Tricase, con i suoi quasi 9 km di costa, già in sofferenza per un Piano Coste inattivo, per divieti di balneazione inattesi su ambedue le marine e per servizi nautici già ridimenzionati ma ampliabili anche con porti a secco. Come anche per la presenza di un Rio da recuperare e un istituto professionale, con corsi dedicati alla economia e attività marittime e giovani che non vorrebbero emigrare verso altre coste e mari.
di Alessandro DISTANTE
E se provassimo a schiacciare il freno? Sarebbe una mossa in controtendenza rispetto all’acceleratore della nostra vita frenetica, dove la corsa, il tempo, l’arrivare prima e per primi, sembrano farla da padroni.

Alcune recenti iniziative pubbliche riguardanti la costa del Basso Adriatico sembrano essere in controtendenza: in questi giorni è stato presentato in Provincia di Lecce il progetto Olé, una pista ciclopedonale lunga 57 km da Otranto fino a Leuca; in questi giorni –e ne parliamo nelle pagine interne- un’altra tappa è stata compiuta per la costituzione di un’Area marina protetta che abbraccia, ancora una volta, il tratto Otranto-Leuca; in questi giorni il cammino (rigorosamente a piedi) da Roma a S. Maria di Leuca è stato riconosciuto “Cammino Storico d’Europa”.
Si tratta di scelte importanti e, non c’è dubbio, in controtendenza rispetto alla cultura “dell’accelerazione”, della corsa, della velocità, del poco tempo a disposizione.
Il percorso ciclopedonale, accompagnato da tratti di litoranea a senso unico e, soprattutto, da limiti di velocità (50 km/h e, in alcuni tratti, addirittura 30 Km/h); l’Area marina protetta con limiti alla pesca e allo sfruttamento dei fondali; la proposta di pellegrinaggi (non necessariamente riservati ai credenti) con il lento incedere per sentieri e campagne, costituiscono linee di tendenza di una cultura che sembrerebbe recessiva, quella dell’andamento lento o, come si diceva appena qualche anno fa, della decrescita felice.
Sempre in questi giorni, vediamo, in direzione opposta, avanzare un’opera stradale da molti contestata, vale a dire l’allargamento della S.S. 275. Si dice: quale sviluppo possiamo sperare per il nostro Salento se non ci attrezziamo con strade larghe e veloci?
E quindi: l’andare piano, il fermarsi, il prendere fiato contrapposto al correre, al superare e al continuamente superarsi?
Le piste ciclopedonali, i limiti di velocità, i percorsi lenti, da un lato, e l’allargamento delle strade con conseguente possibilità di aumentare la velocità media, dall’altro, possono apparire come due linee di pensiero contrastanti, due idee di sviluppo divergenti.
Eppure, così non è e così non deve essere.
Lo sviluppo del Salento e del Capo di Leuca ben può sposare o viaggiare su due binari (tanto per restare in tema); da un lato, la velocità e la sicurezza con strade, perché no, a quattro corsie (allargamento della SS 275), e, dall’altro, una viabilità (in auto, in bicicletta e a piedi) altrettanto sicura ma lenta, che consenta di ammirare il bello della campagna, della costa, del mare, avvicinandoci alla bellezza del creato (a proposito, sempre in questi giorni, si ricordano gli Ottocento anni del Cantico delle Creature).
La sfida, allora, è quella di conciliare le esigenze di collegamenti veloci e sicuri, per raggiungere comodamente e in sicurezza (ed anche velocemente) i posti di studio e di lavoro, con la salvaguardia, al contempo, di spazi, quali sono ad esempio quelli della costa, dove è bene rallentare per ammirare il d’intorno e ritrovare, in definitiva, sé stessi.
Occorre superare quella che solitamente viene presentata come una alternativa inconciliabile: da un lato, i sostenitori di progetti che puntano a rallentare e, dall’altro, i sostenitori di progetti che puntano ad accelerare.
La semplicistica contrapposizione non tiene conto di luoghi e di esigenze diverse. Per tornare a noi: sulla costa è giusto realizzare percorsi “lenti”, che favoriscano la scoperta del bello; esigenza, questa, che non v’è certo all’interno, dove si tratta, magari, solo di allargare strade già esistenti.
Logica e buon senso aiutano a superare contrapposizioni ideologiche, manichee ed oltranziste.
Al fondo, si tratta di spingere per una cultura politica che sappia coniugare bellezza e sviluppo, che sappia trasformare senza distruggere. E’ proprio così difficile?
di Luigi STIFINI
Dopo un'assenza di circa 40 anni
È finalmente arrivata la notizia che aspettavamo. L'asd basket Tricase approda nel campionato "Divisione Regionale 2" dopo un'assenza di circa 40 anni dalla stessa (ex Promozione).

Risale infatti all'annata 88/89 l'ultima presenza dei biancoverdi in questa serie.
Pochi anni più tardi, nella stagione 95/96 la società dell'attuale Presidente Giovanni Nesca, nelle vesti di giocatore, riuscì persino ad arrivare in Serie D (oggi DR1). Le nuove iscrizioni riscontrate nei settori giovanili hanno subito una consistente impennata negli ultimi anni, nella consapevolezza che anche i provetti cestisti avranno la possibilità di mettersi in gioco nei vari campionati a cui la società ha deciso di partecipare, proprio a dimostrazione di una particolare attenzione sempre rivolta verso l'educazione allo sport già in tenera età. Ovviamente oltre ai campionati FIP, ci sarà la possibilità per tutti di mettersi in gioco, divertirsi e partecipare comunque agli altri campionati e tornei provinciali.
"L'obiettivo dell'ASD Basket Tricase è sempre stato quello di avvicinare i ragazzi sin da piccoli ad uno sport sano e pulito come la pallacanestro - le parole del Presidente Giovanni Nesca -. Considerato che il vivaio giovanile negli ultimi anni è aumentato, cercheremo come sempre di adattarci alle strutture sportive esistenti per sopperire alla loro innegabile mancanza. Ci riteniamo comunque fortunati ad avere ciò di cui, anche se temporaneamente, da diversi anni usufruiamo, poiché riusciamo ancora a contenere i vari gruppi e partecipare ai vari campionati federali, grazie all'omologazione del campo.
A fronte di una spesa economica non indifferente soprattutto per il campionato DR2, si ringraziano comunque gli sponsor che garantiranno agli atleti di realizzare i propri sogni cestistici e non resta che augurare un grande in bocca al lupo all'asd Basket Tricase per la nuova stagione già iniziata.
Comunque andrà...è già un successo!
La XV^ edizione del Premio Il Volantino si svolgerà a Tricase giovedì 27 novembre 2025 nella Sala del Trono di Palazzo Gallone con inizio alle ore 19,00.

A ricevere il Premio sarà Massimo Nava, giornalista e scrittore di fama internazionale. Già corrispondente da Parigi e da Berlino, Nava è oggi una delle firme più prestigiose del Corriere della Sera.
Nato a Milano nel 1950, Nava, dopo un’esperienza negli Stati Uniti all’epoca del Watergate inviando importanti réportage per il quotidiano Avvenire, fece il suo ingresso al Corriere della Sera, dapprima nella cronaca milanese e poi come inviato speciale e corrispondente di guerra dall’Asia all’Africa, dai Balcani all’Iraq. Ha seguito, in particolare, alcuni eventi storici come la caduta del Muro di Berlino e la riunificazione della Germania, la guerra nella ex Jugoslavia, il genocidio in Ruanda, i massacri di Timor Est, la guerra civile in Somalia.
E’ autore di importanti inchieste sul terrorismo negli anni di piombo, sui problemi del Mezzogiorno, scrivendo, in particolare, di mafia e camorra.